11 marzo 1912
Nasce a Milano, in una casa di periferia di via Milazzo a P.ta Garibaldi, Antonio Andrea Ghetti, terzo di quattro figli. Nel 1927 in vacanza con i genitori a Vittoria Apuana, presso Forte dei Marmi, incontra casualmente un gruppo di esploratori pistoiesi e ne rimane incantato. Rientrato a Milano, ricerca caparbiamente un Gruppo scout. Entra nel Riparto del gruppo scout ASCI Milano XI, iniziando assieme al fratello minore, Vittorio una lunga avventura scout che segnerà la loro vita.
Poco dopo aver pronunciato la Promessa scout assiste all'auto-scioglimento dell'ASCI, imposto dal regime fascista nell'aprile 1928. Già da domenica 20 maggio 1928 ritorna a svolgere attività scout nel gruppo clandestino delle Aquile Randagie.
Nel frattempo consegue la laurea in filosofia, rifiutandosi di indossare, durante la cerimonia l'obbligatoria, camicia nera fascista. E l'ottobre del 1935: nemmeno un mese dopo entra in seminario a Roma, dove prenderà i voti. Diviene poi insegnante a Lecco e quindi a Milano per storia, filosofia e religione.
Ma la guerra - e l'attività scout - continuano. Dopo l'8 settembre del 1943 promuove ed anima l'O.S.C.A.R. (Opera Scautistica Cattolica Aiuto Ricercati) aiutando ebrei, perseguitati politici e militari alleati a rifugiarsi in Svizzera. Durante questo periodo conosce, insieme a Giulio Uccellini (detto Kelly), la tenuta di Montecchio Sud vicino a Colico, sul lago di Como: parte di quei terreni, dopo la guerra, diventeranno la prima e principale base scout d'Italia.
Nel 1945, alla fine della guerra, guida la "Colonna Pontificia" con il compito di rimpatriare i sacerdoti ancora richiusi nei campi di concentramento di gran parte dell’Europa occupata. Sempre nel 1945 è nominato Assistente Ecclesiastico regionale dell'ASCI Lombarda: in questo ruolo promuove la rinascita dello scautismo cattolico in Lombardia e la nascita del Roverismo italiano. Assieme con Uccellini ed il fratello Vittorio lancerà poi, fra l'altro, la rivista R/S Servire, per i rover e i capi.
Di carattere buono, allegro ed esuberante sino alla sana goliardia e sempre pronto a servire
si dedica totalmente alla Chiesa, alla società civile e con i "suoi" Rover, tra l'altro, tra l'estate del 1949 e gli anni '70 idea e realizza la Freccia Rossa della Bontà a favore dei "mutilatini" di Don Gnocchi. Coordina poi il primo intervento di Rover a favore delle popolazioni colpite dall'alluvione del Polesine e guida una delegazione della diocesi di Milano per aiutare, nei pressi del confine ungherese, profughi della rivolta contro l'invasione russa.
Parte per il Vajont dove coordina i soccorsi della diocesi, sostiene l'opera di Fratel Ettore in favore dei "barboni" di Milano e su richiesta dell'arcivescovo, Cardinal Giovanni Battista Montini, assume l'incarico di direttore responsabile de "Il Segno", neonato bollettino mensile della diocesi, incarico che mantiene fino alla morte.
Il 4 ottobre 1959 viene nominato parroco della chiesa di S. Maria del Suffragio a Milano, dove rimane fino alla morte lasciando un segno indelebile quale Pastore del proprio gregge.
Il 5 agosto 1980, durante la route del Clan "La Rocchetta", muore in un incidente automobilistico in terra di Francia.
Le spoglie di Andrea Ghetti, ormai monsignore, riposano nella cappellina del Comitato Regionale Lombardo dell'AGESCI, in via Burigozzo 11, a Milano. Subito dopo la sua morte gli amici scout hanno dato vita all'Ente e alla Fondazione Baden con lo scopo di tramandarne la memoria, gli ideali ed il pensiero.
Leggi qui la la trascrizione integrale della registrazione dell'ultimo discorso "ufficiale" di Mons. Andrea Ghetti – Baden.
Per approfondimenti sulla figura di Andrea Ghetti - Baden:
- RS Servire 1981 nr. 1-2
- RS Servire 1990 nr.3-4; Giancarlo Lombardi “Baden: a 10 anni dalla scomparsa” pag.3
- RS Servire 1991 nr. 3 Gianni Reggiani “Ricordo di Baden” p. 7
- RS Servire 1994 nr. 4-5 don Giorgio Basadonna “Ricordo di Baden” pag. 3
Si ringrazia l'Ente Baden per la collaborazione alla stesura di questa puntata.