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Antologia di Favole classe 1^D

La rondine sprovveduta

di Andrea Abù-Khalil

Un giorno di settembre, mentre tutte le rondini si preparavano a migrare in paesi più caldi, una rondine decise che per quell’anno non avrebbe migrato, perché diceva essere troppo faticoso.

Tutte le rondini rimasero sbigottite a quelle parole, farfugliando che sarebbe morta e che sarebbe stata una pazzia, e le chiesero come sarebbe sopravvissuta al freddo inverno ormai alle porte. Rispose loro la sprovveduta, dicendo che un po’ di fresco sarebbe stato solo refrigerante. A quel punto il rondone capo decise che fosse il momento di iniziare la migrazione e, salutata la compagna, la migrazione iniziò.

Dopo alcuni giorni mentre le altre rondini viaggiavano verso il caldo la rondine rimasta sola morì assiderata.

Non bisogna mai non fare qualcosa solo per pigrizia.

La volpe e la gallina

di Chantal Barnaba

In una fattoria, non lontana da un bosco, viveva una gallina che un giorno decise di allontanarsi dai luoghi ben conosciuti.

Così scappò, si introdusse nel bosco e camminò un bel po'. Ad un certo punto incontrò una volpe affamata. Cominciò a scappare via, ma la volpe era troppo veloce per la povera gallina, che fu raggiunta in un attimo e acchiappata. Questa disse: “Credo di non essere abbastanza per riempire la tua pancia, lasciami!” e la volpe rispose: "Sei l’unica preda che ho tra le sue zampe. Ti mangerò!"

Dopo, non sazia, andò a cercare un’altra preda da papparsi per riempire la sua pancia.

La pietà è molto difficile da incontrare, soprattutto se chi dovrebbe essere clemente ha fame.

La colomba e il coniglio

di Aurora Beinat

Un giorno, nel bosco ci fu una grande tempesta che distrusse completamente il nido di una colomba e la tana di un coniglio.

La colomba, anche se disperata, lavorò sodo per ricostruirla e, dopo alcune settimane, finì il duro lavoro. Il coniglio, al contrario, era stato tutto il tempo a lamentarsi della propria sfortuna con gli altri animali del bosco e non aveva neppure iniziato a ricostruire la sua tana.

Il coniglio, dopo aver visto che la colomba aveva già terminato il lungo lavoro, pensò: “Se non fossi rimasto a cincischiare, ora avrei finito il lavoro e adesso mi godrei il calduccio della mia tana!” e si pentì amaramente di aver perso tempo anziché impegnarsi e finire in fretta.

Questo insegna quanto sia importante impegnarsi invece di perdere tempo. Un lavoro può essere faticoso, ma farlo subito ci permette di goderne.

La rana e la libellula

di Giovanna Beltrame

Un giorno una rana dorata stava saltellando come il suo solito.

Cadde, però, in un cespuglio di rose e iniziò a chiedere a gran voce: "Qualcuno mi aiuti a togliere questa spina dalla schiena", ma tutti gli animali sapevano che lei era velenosa e quindi nessuno si fece avanti. Dopo un po’, una libellula le disse che lei l’avrebbe potuta aiutare, ma tutti gli animali le consigliarono di non farlo, perché se no sarebbe morta. La libellula non ascoltò.

Quando poi la libellula le tolse la spina, si paralizzò, perché la pelle della rana era velenosa.

Così impara chi non ascolta quello che gli altri consigliano.

il lupo e il cane

di Marco Bertoli

Un giorno un lupo si addentrò dentro un bosco, nonostante i suoi amici gli avessero detto di non farlo.

Il lupo gironzolava di qua e di là, per tornare a casa; nel frattempo un cacciatore con il suo cane lo intravide, allora il cacciatore disse al cane: ”Su, dai; vallo a prendere”. Il cane iniziò a rincorrere il lupo; il lupo vide un cane che gli abbaiava contro, allora iniziò a scappare. Dopo un po’ il lupo disse al cane: “Smettila di rincorrermi! Mi sono perso, lasciami in pace! Piuttosto, diventiamo amici? Fermati!” Il cane gli rispose così: ”Ok” e si fermarono. Il cane gli parlò un po' del perché era lì; il lupo gli raccontò un po' di storie, per esempio su quanti animali aveva ucciso. Il cacciatore col fucile trovò il cane e il lupo, mirò al lupo e gli sparò e lo colpì. Il cane tutto triste, perché aveva perso un amico, si arrabbiò e andò contro il cacciatore.

Il cacciatore disse: ”Chi fa per sé fa per tre!” Il cane si arrabbiò e corse verso il padrone: lo morse fino a che il cacciatore morì.

Il cane fra sé e sé disse: ”Chi perde un amico perde un tesoro!”

il serpente e la lepre

di Gioele Bertoni

C'era una volta un serpente aggressivo e perfido che, quando un animale invadeva la sua area, inseguiva e poi uccideva l'intruso senza pietà.

Un giorno una lepre coraggiosa sentì parlare di questo serpente molto aggressivo. La lepre era molto infelice, perché alcune volte gli animali venivano uccisi neanche sapendo che c'era il serpente, e allora decise di sconfiggerlo una volta per tutte. Questa lepre andò nel covo del serpente, con coraggio si mise a cercarlo in un tunnel. Per un po' per la lepre fu un'esperienza bella, ma, quando vide degli occhi spaventosi, si tornò indietro correndo. Il serpente era molto veloce, eppure la lepre con una trappola lo mise k.o. e sentì che non era finita.

Si girò e vide altri dieci serpenti dietro che la uccisero.

La morale è che è meglio non rischiare la vita in avventure pericolose.

La formica e il leone

di Lucia Bincoletto

Un giorno, una piccola formica passò vicino al maestoso palazzo del leone, Re della Savana.

Il leone, intento ad ammirare la sua meravigliosa reggia, vide la formica e le disse: “Ferma, amica mia! Rimani con me per osservare la bellezza della mia creazione!” E la formica: “Mi spiace, Signor Leone, ma non ho tempo da perdere: devo preparare la mia casa per l’inverno, voglio che sia calda, accogliente e piena di provviste per me e per i miei piccoli”. Il leone era contrario, ma, alla fine, lasciò andare la formica. Rimase a contemplare la sua elegante casa per tutta l’estate e poi tutto l’autunno, ma si ritrovò, in inverno, ad essere a corto di scorte di cibo. Disperato disse: “Oh no, non posso nemmeno andare a caccia, dato che tutti gli animali sono in letargo. Dovevo dare ascolto alla saggia formica, che mi aveva ben avvertito quest’estate!”

Andò dalla formica per chiederle se avesse tenuto un po’ di cibo da parte per lui, ma lei rispose: “Mi dispiace, Signor Leone, non importa se io ho una casa piccola, dato che mi interessa solo averla calda e accogliente. Tu sei stato ad ammirare la tua tutto l’anno senza cercare cibo e, ora, io non ti aiuterò, dato che non mi hai per niente ascoltata quest’estate.”

La favola racconta che si deve imparare ad essere previdenti e ascoltare gli altri, infatti il detto dice: “Chi non fa nulla, si ritrova con nulla in mano.”

l'orso e la volpe

di Federico Karol Carcasio

C’era una volta in una foresta un orso che amava andare al fiume.

Un giorno, una volpe gli disse che doveva andarsene via, ma l’orso non se ne andò. La volpe, arrabbiata, ritornò il giorno successivo e gli disse che doveva andarsene perché nel fiume c’era un alligatore. L’orso, un po’ spaventato, guardò nel fiume e non vide niente! L’orso, infuriato, scacciò via la volpe, dicendo che aveva cercato di imbrogliarlo solo per farlo andare via.

Il giorno seguente tornò, dicendogli che nel fiume c’era una sostanza tossica, ma l’orso non le credette più e, quindi, quando l’orso andò a bere, morì avvelenato.

Questo insegna che non si deve mai dire tante bugie, perché poi potrebbero non credere più a quello che dici.

I delfini stolti

di Carlotta Comoretto

C'erano una volta due delfini fratelli - uno si chiamava Fish e l'altro Chips - che tutti consideravano intelligentissimi.

Un giorno i delfini Fish e Chips si sfidarono per vedere chi era il migliore. Il giorno della gara partecipò anche Norberto. Il pesce chirurgo fece le domande. Tutti gli altri abitanti del mare erano presenti alla competizione. Chips non voleva a tutti i costi che suo fratello Fish vincesse, quindi iniziò a sabotare la gara e a barare. Quando toccava a lui, gli faceva le boccacce! Chips cercò di fare tutto il possibile, ma l'altro era troppo attento, così non riuscì a distrarlo. Ad un certo punto della sfida, Fish si distrasse un attimo, sbagliò una risposta e quindi iniziò a litigare col fratello perché non gli sembrava giusto che barasse solo per vincere una sciocca gara. Grazie a tutto questo caos, Norberto, con calma e tranquillità, continuò a rispondere alle domande del pesce chirurgo.

Fu così che i due fratelli persero e il delfino Norberto vinse.

Senza litigare, potrai vincere più facilmente.

Il serpente e il topo

di Sara Cret

C'era una volta, in una fitta foresta, un serpente.

Esso, un giorno, essendo molto affamato, cercava qualcosa da mangiare, ma non riusciva a trovare nulla: sembrava che tutti i piccoli animali di cui si cibava fossero svaniti nel nulla! Dopo molte ricerche, scorse un topolino dentro la sua tana, e lo chiamò: ''Caro amico, che cosa stai facendo di bello?'' ed il topo rispose: "Oh, signor serpente, sto cercando qualcosa da rosicchiare: non è che per caso hai visto in giro ciò che serve per me?" Allora il serpente gli disse: "Ora che ci penso, la settimana scorsa mi è caduto in gola un pezzetto di formaggio, e ti do il permesso di venirtelo a prendere!"

Il topo accettò con entusiasmo, ed entrò nella bocca del serpente: quando, però, non trovando nulla, fece per uscire, Il serpente serrò la bocca e si mangiò il topo.

Ecco ciò che succede quando si dà ascolto ai malvagi e non si pensa prima di agire.

Lo scoiattolo zoppo

di Emma Domenis

C'era una volta uno scoiattolo molto sfortunato perché aveva rotto una zampa. Faceva molta fatica a spostarsi e procurarsi il cibo.

Una volpe passava spesso davanti alla sua tana e, conoscendo il suo problema, si prendeva gioco di lui. Ogni volta gli proponeva lo stesso indovinello: "Per te valgono di più una ghianda o tre chicchi di grano?" Lui rispondeva sempre tre chicchi di grano… e la volpe glieli dava. Una puzzola, che aveva assistito alla scena, chiese allo scoiattolo perché non avesse scelto la ghianda, che lo avrebbe sfamato meglio.

Lo scoiattolo ribatté: "Se indovino, il gioco finisce; invece, così, mi assicuro tre chicchi di grano senza nessuno sforzo".

Spesso usare il cervello è più utile di tutti i muscoli del mondo.

la gallina ingorda

di Emma Fanti

Un giorno, in un pollaio, vivevano due galline di cui una molto ingorda che rubava sempre il cibo della sua amica.

Quando il contadino le portò da mangiare, la gallina ingorda vide che la sua compagna aveva più cibo, così si lanciò per prenderlo, ma non riuscì perché la sua amica fu più veloce della luce e lo mangiò. La gallina, allora, ritornò a mangiare il suo cibo, ma non lo trovò perché un piccolo topolino lo aveva preso e lo aveva portato via.

Da quel giorno la gallina se ne stava buona a mangiare il suo cibo e non lo rubò più a nessuno.

Felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.

il coniglio e il lupo

di Francesco Giacomini

C’ era una volta un coniglio che si allenava duramente per vincere una gara di corsa che non aveva mai vinto e che desiderava vincere.

Un giorno trovò un lupo che decise di aiutarlo perché vedeva che il coniglio si impegnava duramente per vincere, ma non ci riusciva.

Così il coniglio riuscì a vincere la gara perché lo aveva aiutato il lupo.

L'unione fa la forza.

la volpe e la colomba

di Marta Liani

Un giorno una colomba stava cercando tranquillamente del cibo nel bosco.

Arrivò una volpe che provò ad ucciderla. La colomba le disse: "Per favore, non farmi del male. Cosa ti ho fatto io per dover essere uccisa?" E la volpe le rispose: "Niente, ma è da giorni che non mangio! E ho una gran fame" E la colomba le rispose: "Allora ti aiuterò io a trovare del cibo" Andarono, quindi, in giro per il bosco. Ad un certo punto videro avvicinarsi un orso, anche lui molto affamato, e la volpe si diede subito alla fuga e l'orso la inseguì.

Allora la colomba cominciò a beccare l’orso sia in testa sia nella schiena fino a quando si arrese e se ne andò.

La morale della favola è che chi trova un amico trova un tesoro.

LO STRUZZO E LA TARTARUGA

di Filippo Liva

Un bel giorno di sole una tartaruga d’acqua assetata, perché non aveva uno stagno dove rinfrescarsi, incontrò uno struzzo che le disse che non avrebbe dovuto stare così per un goccio d’acqua.

La tartaruga gli urlò contro, dicendo che quella era la sua casa e aveva tutto il diritto di stare male perché non lo trovava. Gli disse anche che, se fosse una brava persona, l’avrebbe già aiutata a trovare la sua casa. Lo struzzo le disse che, visto che lui era l’animale più veloce della foresta e anche quello che resisteva di più al caldo, l’avrebbe sfidata a una gara di corsa il giorno stesso e la tartaruga accettò. Al via la tartaruga gli chiese quale fosse la ricompensa. Lo struzzo le disse che l’avrebbe aiutata a trovare la sua casa. Lo struzzo le rispose che, anche se avesse vinto lui, la tartaruga avrebbe dovuto andarsene per sempre dalla foresta. La tartaruga accettò. Pochi secondi prima della partenza, la tartaruga vide che c’era una curva sul percorso e le venne un’idea.

Partiti, lo struzzo era quasi alla fine del percorso, proprio dove si trovava la curva; la tartaruga, che con molti sforzi l’aveva raggiunto, tagliò la curva e vinse la gara. Lo struzzo sfinito dovette aiutare la tartaruga e ci riuscì. Lo struzzo triste tornò a casa sua, mentre la tartaruga si godeva la sua ricompensa.

Ecco quello che succede a quelli che credono di essere i più forti.

la scimmia e il gorilla

di Giulia Merlino

In una giungla molto lontana vivevano una scimmia e un gorilla. La scimmia era molto vivace e generosa, mentre il gorilla era sempre disattento e antipatico anche se la scimmia era comunque sua amica.

Un giorno la scimmia chiese al gorilla: “Tu sai mantenere qualcosa di importante per me?” Il gorilla rispose: “Certo!” La scimmietta teneva un carillon in mano, glielo diede e disse: “Abbi cura dell'oggetto quando sarò via.” L’amichetta andava a salutare i suoi genitori. Non sembrava che il gorilla avesse ascoltato il suo discorsetto, ma le rispose: “Sì, sì, ovvio; starò attento!” Gli diede il carillon e l’amica partì. Dopo un po’ di giorni l’oggetto non c’era più, ma al gorilla non interessò più di tanto. L’amichetta tornò e corse subito incontro al gorilla per riprendersi la cosa preziosa che gli aveva dato.

La scimmietta gli disse: ”Mi puoi ridare il mio carillon?” Esso rispose: “ Sì, te lo porto subito.” Per sua sfortuna non lo trovò e lo riferì all’amica; la scimmia andò su tutte le furie, tanto che da quel momento non si fidò più di nessuno; cambiò pure giungla!!!

Se una persona è inaffidabile, non fidarti neanche per sogno!

l'elefante e l'asino

di Giovanni Minisini

Una volta un elefante, credendosi il più saggio di tutti, volle essere il re della foresta. Si fece costruire un accogliente caverna su un’alta montagna, impose che tutti dovessero adorarlo e, se qualcuno avesse avuto un dubbio, doveva andare da lui.

Una mattina di calda estate, il fiume, che forniva acqua a tutti, si prosciugò e gli abitanti andarono dal loro re. “Saggio re elefante, il fiume si è prosciugato. Cosa dobbiamo fare?” chiese una gazzella. Il re rispose dicendo: “Migrate a sud. No, no, no! A nord dobbiamo andare!” Gli animali, confusi, dissero al re preoccupati: “Dove!! A nord o a sud?!” Per caso passava di lì un asino che aveva viaggiato tantissimo e, sentendo quel caos, si presentò davanti al re dicendo: “Salve, sua maestà, sono un asino che ha viaggiato in tutto il mondo e credo di poter indicare la strada a tutti questi animali per la fonte d’acqua più vicina.” Il re, sbigottito da tutta quella calma; si mise a ridere. L’asino non si offese e continuò a guardare dritto negli occhi l’elefante. Tutta la folla se ne rimase in silenzio a guardare la scena. Il re smise di ridere, quando vide tutto il popolo zitto e disse: “Ok, ti lascio guidare una parte degli abitanti, ma un po’ di abitanti verrà con me perché so tutto.”

Il giorno dopo si misero in marcia. L’elefante andò a sud e l’asino andò a est. Poche ore dopo l’asino e la sua squadra tornarono idratati, ma la squadra dell’elefante non tornò più.

Questo significa che bisogna sapere sul serio, se si vuole comandare.

il topo e il cane

di Viola Mussap

Un gatto aveva appena avvistato un topolino indifeso, che, ignaro di tutto, mangiava del formaggio.

Il gatto pensò bene di approfittare del momento di distrazione dell’animaletto per mangiarselo. Un cane, però, era lì di passaggio, e, quando vide il gatto malvagio che stava per aggredire il povero topolino, abbaiò più forte che potè e il gatto, spaventato, corse via miagolando a pancia vuota. Il topolino ringraziò di cuore il cane e se ne andò con il suo spuntino. Il cane continuò tranquillo e soddisfatto il suo giretto, quando ad un certo punto si inciampò e la sua zampa rimase incastrata sotto ad un sasso. Chiamò aiuto, abbaiò fortissimo, ma niente: lì non c’era proprio nessuno.

Stava per mettersi a piangere, quando dal terreno sbucò il piccolo topolino che gli sorrise e disse: “Niente paura, ora ti aiuto io!” e così dicendo prese due legnetti, uno lo posizionò dietro al sasso e l’altro lo fece passare tra quest'ultimo e la zampa, poi ci saltò sopra e il masso, con l’aiuto del legnetto rotolò via.

Ora così si sa che se aiuti il prossimo nel momento del bisogno, quando sarai tu ad essere in difficoltà, verrai ricambiato.

il leone e l'elefante

di Valentina Ornella

Un giorno, un leone incominciò a vantarsi che lui era il più veloce di tutta la savana.

L’elefante, sentendo queste parole, andò dal leone e gli propose di fare una gara di corsa. Lui rispose di sì, dicendo: ” Vincerò io, sono il leone più veloce.” Il giorno della gara erano tutti impazienti: ”Chi avrebbe vinto?” ad un certo punto la giraffa gridò: ”Pronti, partenza... Via!!” L’elefante e il leone partirono come due fulmini; il leone era in vantaggio, ma ad un certo punto cadde per terra in una buca, facendosi male ad una zampa.

Così l’elefante vinse.

La morale di questa favola è: “Chi va piano, va sano e lontano; chi va veloce, va dritto in croce.”

il topo e il coyote

Manuel Peressotti

Un giorno un piccolo topolino di una famiglia nobile e ricca di soldi e formaggio andò a camminare sulla collina più alta e fiorita della valle.

Quando arrivò in cima, vide un coyote molto magro e non fece in tempo a scappare che il coyote gli fu addosso e lo portò con sé nella tana. Quando erano davanti alla tana, furono attaccati da un orso. Il topo, che era un po’ stordito, vide che il coyote era in difficoltà e allora salì sul muso dell’orso e gli tirò due codate negli occhi e lo morsicò talmente tanto che l’orso morì. Allora il coyote liberò il topino, ma poco più avanti fu rapito da una volpe.

Il coyote per contraccambiare il favore corse dietro alla volpe e la uccise, poi il topo fu accompagnato alla tana dal coyote.

Fai un piacere e presto sarai contraccambiato.

Il gatto e il cane

Di Federica Sangoi

Un giorno, davanti alla porta di una casa abbandonata, c’era un gattino che come ogni mattina guardava passare la gente.

Dall’altra parte della strada c’era un cagnolino che, quando vide il gatto, cominciò a correre verso di lui. Il gattino non fece niente; quando il cane arrivò davanti al gatto, gli disse: ”Non scappi?” Il gattino gli rispose: ”Non ho nessun motivo per scappare”.

Così il cagnolino se ne andò via molto triste!

A volte anche i più forti sono i più deboli.

l'unicorno e il lupo

di Sara Surd

Un giorno un unicorno andò a fare una passeggiata in giro per il bosco e incontrò un lupo che sarebbe potuto diventare suo amico.

L’unicorno, arrivato dal lupo, gli chiese: “ Vuoi venire a giocare a nascondino?” Il lupo gli rispose di sì. L’unicorno iniziò a contare, ma il lupo andò lontano e l’unicorno non lo trovò più. L’unicorno ci rimase male, quindi decise di fare un incontro con gli animali del bosco così, caso mai, avrebbe potuto incontrare il lupo, e fu così. Il lupo era furioso perché c’era l’unicorno e disse: “Sarebbe stato meglio che non fossi venuto a questa festa!” L’unicorno rispose: “Se vuoi te ne puoi anche andare via, se non vuoi stare alla mia festa!” Il lupo se ne andò via.

Il lupo sapeva che aveva detto una cosa sbagliata, quindi, per far felice di nuovo l’unicorno, ritornò alla festa e si divertirono tantissimo.

Si deve essere sempre gentili con gli altri.

il cane e il gatto

di Irene Venier

Un giorno un cane andò dal suo amico gatto per fare i compiti.

Arrivato, il gatto decise di iniziare a giocare, ma il cane gli disse che era meglio fare i compiti che giocare. Il gatto, però, voleva a tutti i costi farlo, così il cane, quasi senza scelta, si mise anche lui a giocare. Fatta sera, il cane disse che era ora di mettersi al lavoro: avevano solo dieci minuti. Incominciarono, ma ben presto il cane dovette andarsene a casa.

Il giorno dopo si beccarono una bella nota dalla maestra.

La morale è: “ Prima il dovere e dopo il piacere”.

Credits:

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