Appunti di viaggio di Antonio Lotronto

Domanda ricorrente: Antonio, ma come fai a reggere questi ritmi? Risposta costante: la passione per la pallavolo mi ha permesso di scoprire dentro una serie di energie di cui non ero a conoscenza. Sì, perché negli ultimi mesi ho attraversato la Sicilia in lungo e in largo. Credetemi: è impossibile quantificare la strada fatta. Migliaia e migliaia di chilometri. Ho una sola certezza: ne è valsa la pena, al di là di tutto, a prescindere dalla corsa che mi vede impegnato verso un traguardo che nel mio orizzonte temporale vedo sempre più vicino. Il Nostro traguardo.

Ho incontrato migliaia di persone, e migliaia sono state le traiettorie dei palloni che volavano da una parte all’altra del campo, esaltandomi come fosse la prima volta. Ovunque, in tutti i palazzetti e in ogni palestra della nostra Sicilia. Ho assorbito concetti, ho ampliato i miei orizzonti. Ho intercettato sorrisi e delusioni, appropriandomene. Ho promesso a me stesso una cosa: potrò sentirmi un degno rappresentante del volley siciliano solo quando avrò aumentato esponenzialmente i primi, ridimensionando sensibilmente i secondi. Più sorrisi e meno espressioni di sconforto: questo è quello che immagino, proiettandomi in avanti. Il viaggio continua, è un’avventura che non conosce soste, su e giù per l’isola più bella del mondo, spinto dalle vostre parole, dalle vostre aspettative, dai sogni che mi piacerebbe vedervi coronare. La scorsa settimana ho inviato alle società delle province di Catania, Enna e Ragusa un breve video messaggio, un’umile sintesi degli appunti di viaggio raccolti in questi anni e in particolari negli ultimi mesi. Nei prossimi giorni toccherà a voi, cari amici delle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Siracusa e Caltanissetta. Poi, tra qualche settimana, tornerò davanti al mio pc per inoltrare a tutte le società siciliane una bozza delle linee programmatiche che scandiranno il prossimo quadriennio olimpico della Fipav Sicilia.

Un programma “open”, come ribadito più volte, aperto cioè ad eventuali vostre indicazioni che verranno immediatamente intercettate da un indirizzo e-mail creato ad hoc, ampliando, qualora fossero coerenti con la struttura concettuale di base del mio programma, i punti cui dare immediata priorità nella prima fase operativa. A tal proposito, colgo l’occasione per anticipare un aspetto centrale che scandirà il progetto di rinnovamento del prossimo Comitato Regionale: la creazione di un ufficio destinato esclusivamente agli impianti sportivi, una struttura che avrà un ruolo cruciale per dare uno slancio - concreto, non aleatorio - al numero di aree destinate alla pallavolo in tutta la Sicilia.

Riprendo per un attimo in mano il mio diario di viaggio: nelle nove provincie siciliane, al netto delle diversità e quindi delle caratteristiche peculiari di ogni territorio, permane l’evidente sbilanciamento nel rapporto tra esigenze del movimento e numero di strutture disponibili, cioè pronte ad assorbire l’attività delle squadre. Una costante che non conosce eccezioni, questa, perché in tutta la Sicilia c’è in tal senso un’evidente carenza. Il progetto di sviluppo del nostro volley deve partire dalle palestre, autentica “casa” del nostro sport. Il concetto è chiaro: non può esserci futuro senza un processo di crescita quantitativo e qualitativo degli spazi da destinare al volley. Ecco perché abbiamo già messo in atto un censimento degli impianti siciliani, che sarà per il nostro ufficio rivolto alle strutture un vademecum irrinunciabile.

Ultimato il censimento, arriverà il momento di passare al secondo step, quello degli interventi, una fase sviluppabile attraverso due canali di finanziamento sui quali ci siamo già instradati negli otto anni in cui ho presieduto il comitato Fipav Messina: la sfera privata e quella comunitaria, una dimensione, quest’ultima, a cui guardiamo con estremo interesse, al punto da accogliere nel nostro progetto di politica sportiva una serie di collaboratori qualificati - tra cui Angelo Caffo -, professionisti che si occupano di progettazione europea e sviluppo del segmento che riguarda le strutture, raggiungibile attraverso i finanziamenti destinati da Bruxelles al mondo dello sport. Opportunità concrete, reali, ma per troppo tempo rimaste al palo a causa di uno dei mali atavici della nostra isola: la mancanza di competenza. O meglio: il processo perverso per il quale negli anni abbiamo assistito al costante andirivieni nei posti cruciali di personalità che non avevano il background culturale e professionale per garantire la crescita delle rispettive sfere di competenza. Tutto ciò non è ammissibile. Ripartiremo da questa presa di coscienza, consapevoli che nella nostra regione ci sono delle eccellenze che troveranno uno sbocco all’interno di un progetto, concreto e sostenibile, rivolto allo sviluppo esponenziale del volley siciliano.

Credits:

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