di cosa è fatta una bici viaggio semiserio tra le due ruote

Una bici è fatta di pedali e di telaio
di equilibrismo e abilità

ma anche di vento tra i capelli e profumo

Io e la bicicletta

La mia prima bici era bianca,dal manubrio scendevano delle frange colorate, di cui andavo fiera.Con quella bicicletta ho imparato ad andare senza rotelline.

Non avevo ancora 6 anni, e mio padre, mio eroe assoluto, teneva saldamente il sellino perchè non perdessi l'equilibrio. Poi, d'un tratto,in cima a una collinetta, mi chiese se mi sentissi sicura e al mio cenno affermativo mi mollò giù per una discesa che mi parve ripidissima.

Dopo una lunga, interminabile corsa, finii dritta contro una rete metallica, mi rialzai sbucciata nell'amor prorpio e sulle ginocchia, gli occhi rigati di lacrime, ma assolutamente intenzionata a non mollare; risalii in sella e ricominciai a pedalare e non mi voltai più indietro, ma potevo avvertire gli occhi di mio padre che mi seguivano orgogliosi. Mi sentivo grande, il vento mi attraversava i capelli e ricordo ancora la sensazione di gioia assoluta che mi pervase.

Da quel momento ero ufficialmente una ciclista senza rotelle!Giravo per il paese, in completa autonomia, a testa alta, annusando l'aria di campagna e assaporando il vento sulle guance che si arrossavano per lo sforzo della pedalata vigorosa.Ero uno scricciolino biondissimo, ma correvo veloce come il vento.Spesso con gli amici salivamo sulla collinetta che conduceva al fiume, e percorrevamo rapidi e in fila indiana il sentiero sassoso che costeggiava il Sillaro. Eravamo una banda scomposta di bimbi gioiosi e su quell'argine si sentivano solo le nostre voci argentine e le nostre risate contagiose. Che bimbi fortunati siamo stati!

Come ero felice e inconsapevole allora.

Crescendo, insieme ai centimetri è arrivata anche la mia seconda bicicletta: una Graziella arancione,con un grazioso cestino di vimini, che i miei nonni materni mi regalarono per la Prima Comunione.Dovetti alzare un po' il sellino blu di pelle morbida, e questo mi fece sentire ancora un po' più grande. Quella bici rappresentava i miei nonni, e la vita che camminava avanti.Attaccai alle ruote, con le mollette per il bucato, delle figurine doppie dell'album dei dinosauri e mentre sfrecciavo controvento, le figurine battevano sui raggi producendo un sonoro ticchettio.Mi sentivo invincibile e inafferrabile, con tutta la vita nelle mani e … tra le ruote della mia bicicletta.Diventando grande però la bici è finita in cantina, ad impolverarsi, sostituita da altri mezzi di locomozione, complice di questo abbandono, la paura del traffico cittadino.Ma sempre più spesso e con grande tenerezza, salgo ancora su quella collinetta, insieme a quello scricciolo biondo, per ritrovare quella sensazione di invincibilità, e gli occhi orgogliosi di mio padre che mi guardano correre incontro alla vita. Elisabetta Bigazzi

Poesia di Roberto Piumini

La bicicletta

Bicicletta

due ruote

leggere

due pensieri

rotondi

pieni di luce

per capire la strada

e sapere

dove conduce.

Bicicletta

due ruote

sottili

due idee

rotonde

piene di vento

per pensare discese

e sapere

la gioia

e lo spavento.

Bicicletta

due ruote

leggere

due parole

rotonde

piene di festa

per parlare col mondo

e sapere

quanto ne resta.

i pittori le immaginano così

e tu come la vedi la tua bicicletta?Dove credi ti possa portare? Quante cose ti piacerebbe fare pedalando? pedala, guarda, immagina, racconta.Come sempre metti in moto cuore, naso,occhi, orecchie e fantasia...

Created By
Elisabetta Bigazzi
Appreciate

Credits:

Created with images by Pexels - "bicycle bike close-up" • jmettraux - "bike" • Chris_Hawes - "Bike" • Pexels - "bicycle bike chrome" • nicolasnova - "bikes"

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.