INDUISMO Alessandra Moretti, Rossella Tomaselli 4BT

Induismo è il nome che gli arabi diedero all'insieme di credenze e comportamenti religiosi delle popolazioni della regione dell'Indo.

Queste credenze si svilupparono a partire dal 1800-1500 a.C in India.

L'induismo non ha un fondatore e più che una religione unitaria è un insieme di movimenti religiosi diversi, che però sono accomunati da alcuni principi fondamentali.

Attualmente tutti gli abitanti dell'India, ad eccezione di alcune piccole minoranze, si considerano indù. Oggi questa religione in India è praticata da più di 820 milioni di persone e da circa 50 milioni di persone di origine indiana nel resto del mondo.

L'induismo è contemporaneamente una religione monolatrica,panteista e politeista.

Monolatrica: credono nellesistenza di più dei ma scelgono di venerarne uno solo: gli induisti definiscono Brahman l'assoluto come unico, inconoscibile, misterioso e trascendente. Brahman per loro è in ogni luogo e in ogni cosa, anche l'uomo lo ha dentro di se.

Panteista: pensano che tutto il mondo sia pervaso dallo spirito divino anche la natura e il cosmo; credono quindi che tutto le manifestazioni della vita sociale e individuale siano collegate con il sacro.

Politeista: credono in innumerevoli potenze soprannaturali. Vengono attribuiti un nome e un aspetto diversi a ogni manifestazione e a ogni caratteristica dell'assoluto.

LA SACRA TRIMURTI

Brahma, Vishnu e Shiva sono le tre divinità principali della religione induista riunite spesso in una triade.

  • Brahma simboleggia la creazione ed è quindi l'artefice del mondo. È raffigurato con quattro teste, quattro gambe, quattro braccia che simboleggiano i punti cardinali e in mano ha una mezzina, un rosario e dei cucchiai rituali. L'oca sacra è la sua cavalcatura.
  • Vishnu assume il carattere di una divinità conservatrice. È un giovane dalla pelle bluastra ed è rappresentato mentre regge con le sue quattro braccia il disco, il loto, la conchiglia e la chiave cavalcando un'aquila.
  • Shiva simboleggia la distruzione del mondo. È spesso raffigurato con un terzo occhio al centro della fronte mentre tiene nelle mani il tridente, il tamburo a clessidra, l'ascia da guerra e la cerva, una specie di scettro.

CREDENZE FONDAMENTALI

  • IL CICLO DELLA RINASCITA: dopo la morte ogni creature rinasce in un altro corpo che può essere animale, vegetale o umano. Lo scorrere delle esistenze, ovvero la successione delle rinascite, è vissuto dagli induisti come un dramma dal quale cercano di liberarsi con l'aiuto dello joga e della meditazione.
  • IL RISPETTO DELLA VITA: dato che l'anima può rinascere in qualsiasi forma, gli induisti manifestano un grande rispetto verso ogni essere vivente.
  • IL KARMA E IL DHARMA: secondo le loro credenze la condizione in cui un determinato individuo nasce nella sua vita successiva dipende dalle azioni compiute in quella precedente. Attraverso il Dharma che è la legge morale, ogni individuo raggiunge il suo Karma.

LE CASTE

Il nascere all'interno di una casta è un fatto religioso molto profondo: è tramandato da generazione in generazione ed è difficile da mutare. Nonostante questo sistema sia stato abolito nel 1947 continua a persistere e conferisce un forte senso di appartenenza.

  • BRAMINI O SACERDOTI: hanno il compito di eseguire i riti più importanti ma anche di occuparsi di istruzione, sanità ed assistenza. Hanno il colore bianco associato alla luce e alla purezza.
  • GOVERNANTI O GUERRIERI: sono coloro che governano e proteggono gli altri uomini. Hanno il colore rosso associato al sangue e al fuoco.
  • POPOLO: sono mercanti e artigiani, coloro i cui mestieri sono associati alla produzione, al commercio e all'industria. Sono identificati dal colore giallo associato alla madre terra.
  • SERVITORI: sono coloro che usano la forza fisica nelle loro occupazioni professionali. Sono identificati dal colore nero associato alla cenere scura.

Fuori dal sistema delle caste vi sono milioni di INTOCCABILI ritenuti impuri perché praticano mestieri che contaminano come la pulizia delle strade o delle latrine. A loro volta sono suddivisi in sottocaste e sfavoriti economicamente.

I LUOGHI SACRI

  • TEMPLI: vennero costruiti nel V-IV secolo a.C. e si trasormarono in vere e proprie città sacre. Sono considerati il cuore pulsante del pensiero spirituale e teologico indiano.
  • GANGE: tutti i fiumi in India sono venerati come divinità femminili in quanto sorgenti di vita. Il Gange è il fiume sacro per eccellenza, ha le sue sorgenti nell'Himalaya e attraversa tutto il paese. È un luogo privilegiato per la cremazione dei defunti e per la dispersione delle loro ceneri.
  • HIMALAYA: è una montagna sacra in quanto l'intera catena viene considerata il dio padre della dea Pervati, la sposa di Shiva.

IL CULTO

Il culto indù può essere di tre tipi:

  • IL CULTO NEL TEMPIO: i sacerdoti del tempio servono le divinità trattandola come un sovrano o come un ospite d'onore.
  • IL CULTO DOMESTICO: nella maggior parte delle case vi è un'area dedicata alla divinità che viene mantenuta in uno stato di "purezza rituale". Viene rappresentata da un'immagine e alcuni simboli e solitamente è la donna ad occuparsene.
  • IL CULTO CONGREGAZIONALE O COMUNITARIO: i devoti spesso si riuniscono per praticare cerimonie con danza e canti per adorare la divinità.

I SIMBOLI DEL CULTO

  • YANTRA: sono strumenti di controllo delle energie psichiche usati per la meditazione. Consistono in disegni geometrici stilizzati che possono essere tracciati su qualsiasi materiale come stoffa o carta.

Un particolare tipo di Yantra é il MANDALA costituito da uno o più centri concentrici delimitati da una cornice esterna e racchiudenti a loro volta un quadrato con quattro porte detto "vimara" diviso in due triangoli dalla diagonale.

FESTIVITÀ

Holi: la festa dei colori

È una delle più antiche feste della mitologia indù, celebrata tra febbraio e marzo, vede la primavera ed i colori come protagonisti indiscussi dell'evento. I partecipanti scendono nelle piazze cantando, ballando o lanciando polvere colorata.

Diwali: la festa delle luci

Durante i cinque giorni di celebrazioni nel periodo tra metà ottobre e metà novembre si accendono in tutta l'India milioni di lampada tradizionali di terracotta, chiamate diya, per adornare case, templi e strade per celebrare la vittoria del bene sul male. L'aria viene cosparsa di incenso, i fuochi d'artificio brillano in cielo e i petardi scoppiano per le strade.

USANZE

Il matrimonio

Il matrimonio è un'unione sia tra gli sposi che tra le loro famiglie. Generalmente sono combinati è quasi mai avvengono per amore. Nel giorno prima delle nozze alle spose vengono dipinti piedi e mani con l'henné e si tratta di una sorta di addio al nubilato a cui partecipano le amiche e le parenti della sposa. Il giorno del matrimonio viene acceso un fuoco sotto un grande gazebo decorato con fiori dove arriva lo sposo insieme alla sua famiglia. Durante la cerimonia gli sposi si scambiano ghirlande di fiori, noci di cocco e yogurt. La parte centrale del rito consiste nel momento in cui gli sposi compiono sette passi intorno al fuoco sacro recitando le promesse; al termine di esso sono ufficialmente sposati. Lo sposo allaccia alla sposa un girocollo e gli aggiunge degli anelli, successivamente pone una polvere rossa nei suoi capelli per simboleggiare il fatto che sia sposata. Dopo il banchetto gli sposi partono per la casa nuziale con il braciere di fuoco sacro di fronte al quale si sono sposati.

Il funerale

Durante la celebrazione non vi sono lacrime, non si piangono i defunti perché non moriranno, la loro anima si reincarnerà in altri esseri viventi. Il morto vene lavato con pasta di sandalo è cosparso di curcuma, viene ornato con oggetti che il defunto aveva a cuore in vita. I corpi vengono avvolti in stoffe bianche di cotone e i parenti più stretti di sesso maschile lo trasportano su una barella di legno verso il forno crematorio. Quando tutto è pronto si accende il fuoco e i corpi vengono trasformati in cenere. I parenti dovranno indossare vestiti di colore bianco.

CIBO

  • Gli induisti, ritengono sacra ogni forma di vita animale e sono quindi rigorosamente vegetariani.
  • In particolare la mucca è considerata sacra. L'alcol invece é proibito ai sacerdoti, mentre è ammesso, con moderazione, per altre persone.
  • Prima di mangiare ci si fa il bagno e ci si cambia. Durante le vigilie di ricorrenze sacre é previsto il digiuno.

PRESENZE IN ITALIA

L'UNIONE INDUISTA ITALIANA è una confessione religiosa sorta per la tutela, la coordinazione, lo studio e la pratica dell'induismo. Ispiratasi a principi di fratellanza, pace, tolleranza e armonia ovvero secondo i dettami della religione induista. È stata fondata nel 1996 grazie a Svami Yonaganda Giri e attualmente conta circa 5000 fedeli di cui la metà italiani anche se in generale si contano circa 115000 fedeli induisti provenienti dal subcontinente indiano.

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