LEVISSIMA DIGITAL * Paolo Monico

Quelli nella foto sono i miei scarponi, comprati qualche mese fa in sostituzione dei loro logori ma gloriosi predecessori. L'estate scorsa si son fatti decine di chilometri su e giù per le Dolomiti, passando di rifugio in rifugio, varcando ruscelli e passi, battezzati il primo giorno di cammino da un incontro con due daini.

Son pronti per una nuova avventura. Anzi, bramano per una nuova grande avventura.

APPROCCIO e OBIETTIVO

La camera è un occhio curioso che segue Simone e si trasforma in quello che i documentaristi chiamano "stalker eye," un occhio che osserva e racconta le emozioni del nostro eroe, la sua ricerca e, soprattutto, la sua connessione con la Natura. Le immagini ampie e di grande respiro si intercalano con qualche soggettiva, alcuni dettagli preziosi e splendidi ritratti di lui che osserva, si guarda intorno, respira il freddo dell'alba o gode della bellezza di un tramonto, senza mai smettere di cercare.

L'approccio sarà quindi documentaristico, ma il risultato dovrà comunque avere un sapore decisamente cinematografico. Il mio obiettivo infatti è quello di trasformare la parte digital della nuova campagna in quello che potremmo definire un'unione di prequel e sequel di quello che è lo spot TV vero e proprio. Il digital diventa in questo caso un'estensione del nostro 30" e mantiene ed esalta la medesima bellezza e grandiosità dello spot.

CREW RIDOTTA

Fermo restando che il risultato estetico dovrà essere totalmente all'altezza del film TV, per ottenere il nostro scopo occorre necessariamente che il set-up con cui affronteremo lo shooting sia differente rispetto a quello di un normale shooting pubblicitario. La crew è ridotta ai minimi termini e le riprese sono estese su un arco di tempo più lungo che abbraccia tutte le fasi della giornata (notte, alba, giorno, tramonto) e, possibilmente, un'ampia varietà di condizioni metereologiche (nuvole, sole, pioggia e magari anche un accenno di nevischio.) Così facendo, il risultato visivo sarà estremamente vario, aricchito da tutte le differenti luci che la Natura ci offre durante l'arco della giornata e in questo periodo dell'anno.

I vantaggi di una crew ridotta, in situazioni come questa, sono impagabili: ci sarà consentita una flessibilità enorme nell'affrontare i cambiamenti metereologici e potremo prenderci il tempo necessario per catturare i momenti-chiave delle nostre escursioni basandoci sulle condizioni ideali di luce, senza lo stress e la pressione a cui saremmo sottoposti se fossimo accompagnati da una normale crew cinematografica, con tutto ciò che essa comporta in termini di necessità primarie, di logistica e in termini economici.

In pratica, quello che dobbiamo fare è infilarci i nostri scarponi di cui sopra, armarci di una camera, mettere in spalla uno zaino con una flashlight, acqua e beni di prima necessità, e partire quando ancora il sole non è sbucato per andare a fare hiking con Simone. Per quanto? Per tutto il tempo necessario. Tutto il tempo che occorre per catturare quei momenti preziosi che rendono questi film memorabili, sia per la resa dell'aspetto naturalistico ma anche per gli aspetti emozionali del protagonista.

Con un'organizzazione ferrea e la dovuta preparazione è decisamente probabile che nell'arco di due intere, lunghe giornate saremo in grado di coprire tutto il footage necessario.

LOGISTICA e LOCATIONS

Per ottimizzare il tempo e ridurre perdite di energia e lungaggini che potrebbero essere compromettenti ai fini delle riprese, è fondamentale identificare, con un certo anticipo e con l'aiuto prezioso di guide alpine locali, il percorso che seguiremo e selezionare le locations che ci permetteranno di catturare gli shots mozzafiato di cui avremo bisogno.

Rimane il fatto che, come ampiamente discusso nel trattamento dello spot TV, le locations che racconteranno la storia di Simone dovranno distanziarsi il più possibile dal contesto innevato delle scene dell'alpinista. I paesaggi che cercheremo saranno quindi altrettanto immensi e spettacolari, ma dovremo assicurarci che non siano imbiancati dalla neve di Febbraio, altrimenti ci sarà difficile diversificare le situazioni dell'alpinista e del fotografo senza creare confusione nello spettatore.

CONCLUSIONE

In chiusura, vorrei sottolineare quelli che a mio avviso potrebbero essere i vantaggi di una sola, unica regia.

Se potessi girare io, non solo lo spot TV ma anche la parte digital, potrei contare su un tempo maggiore in cui costruire un rapporto con Simone. Per esperienza, so che questo farebbe la vera differenza ai fini di una resa finale più realistica e naturale, non solo per il digital, ma per entrambi i film. Se avessi la possibilità di inziare proprio dal digital e passare due lunghe giornate con lui, questo mi darebbe modo di costruire quell'intimità e quell'intesa che in questi casi permettono di catturare quei momenti preziosissimi di emozione che alla fine rendono speciali questi film.

Un ulteriore vantaggio è anche il fatto che le parti più spettacolari ed emotive del girato del digital, catturate proprio grazie a quell'intimità e quella fiducia che abbiamo costruito nella nostra escursione, potrebbero essere utilizzate nel film TV. Ma anche viceversa: alcune immagini che abbiamo pensato per lo spot e che, per motivi di spazio e tempo non riusciranno ad essere salvate per il montaggio della messa in onda potranno essere utilizzate per il digital.

Insomma, gli scarponi son pronti.

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Paolo Monico
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