Le abitazioni romane

Realizzate in mattoni o calcestruzzo, le Domus contavano due accessi: un’entrata esterna, l’ostium, che si affacciava sulla strada e che, tramite un corridoio denominato vestibulum, portava ad un cortile dotato di lucernario, e l’atrium, l’ingresso principale della Domus, situato proprio in questo cortile. L’uscita posteriore era invece denominata porticum.
Le stanze della Domus erano illuminate dalla luce solare che filtrava attraverso un vano nel soffitto spiovente verso l’interno, il compulvium; da questa apertura scendeva anche l’acqua piovana che veniva raccolta in una cisterna rettangolare, l’impulvium, situata al centro dello spazio sottostante. Le domus inoltre erano abitazioni riservate alla popolazione nobile, i patrizi, mentre per il popolo era perlopiù destinato ad alloggiare nelle insulae.
insula, casa di età romana, in origine circondata da uno spazio libero dove si poteva circolare. In età repubblicana il termine passò a significare ‘casa di affitto’, con più piani senza atrio e peristilio. La tipologia architettonica, impiegata soprattutto nelle grandi città per l’agglomerarsi della popolazione, consisteva di solito in un caseggiato di 4 o 5 piani con facciate principali sulla strada, fornite di botteghe, finestre e balconi, e facciate secondarie su cortili interni o giardini. Le insulae si designavano con il nome del proprietario
All’inizio della civiltà romana la villa era una semplice fattoria rustica che si sviluppava attorno a una corte centrale. Nel 1° secolo a.C. si ebbe un tipo edilizio più vicino ai caratteri odierni: la villa per lo svago, sita in località isolate poco distanti dalla città. Questo genere di villa presentava una maggiore articolazione di ambienti e strutture – portici, ninfei, terrazze – senza una planimetria prestabilita. Le classi più abbienti la riservavano all’otium («ozio», inteso come svago) contrapposto al negotium («lavoro»), funzione che si è mantenuta costante per oltre duemila anni. In epoca imperiale cominciarono a diventare veri sistemi di palazzi sotto il possesso dell'imperatore.

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