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Aspetti psico-comportamentali durante la Terapia Cosa sta dietro un terapista PL

di Fabio Colonnello

Perché è importante l’aspetto comportamentale in terapia?

Perché il nostro comportamento, le nostre credenze e quelle del paziente impattano sul risultato dei nostri trattamenti.

I differenti modi di interagire con i nostri pazienti definiscono la qualità della Relazione Terapeutica.

La relazione terapeutica è qualcosa che succede tra Terapista e Paziente. I giocatori della partita dunque sono 3: il Terapista, il Paziente e la Relazione Terapeutica.

La cura non è qualcosa che si eroga al paziente come una pompa di benzina eroga il carburante ad un veicolo: non funziona completamente neppure in campo farmacologico, figuriamoci nel nostro lavoro di terapisti manuali, così ricco di variabili.

Durante un trattamento, risulta dunque necessario considerare con cura questi 3 “attori” che entrano in scena; bisogna tenerlo a mente ogni volta che ci approcciamo ad un paziente.

In prima battuta, al fine della ricerca dell’empatia necessaria alla compliance, ho capito che è meglio evitare di scardinare le credenze di un paziente imponendo il nostro punto di vista: l’esperienza insegna che è preferibile lasciare il paziente “dove si trova” e tentare di modificare il nostro approccio. Come? Operando dentro di noi un movimento, un cambiamento temporaneo, una modificazione della nostra architettura psicologica, alfine di trovare una struttura utile alla costruzione dell’empatia.

Ci vuole dell’adattabilità, dell’AP, si dice in GDS.

Per affrontare un percorso terapeutico insieme, è necessario che ci sia una alleanza terapeutica tra Terapista e Paziente. Se la direzione non è condivisa, il trattamento spesso fallisce. Per cambiare direzione, per eseguire uno shift comportamentale, dobbiamo prima sapere noi stessi dove ci troviamo, chi siamo.

Esattamente come un navigatore satellitare, prima di studiare il nuovo percorso, è fondamentale capire dove siamo, che caratteristiche ha il territorio, il terreno entro il quale siamo soliti muoverci.

Questo è un articolo che fornisce qualche spunto di riflessione, vuol mettere il focus su una particolare attitudine di certi terapisti: i terapisti dominati da una catena muscolare e psico-comportamentale PL.

La catena PL, insieme alla sua amica complementare AL, fa parte delle due catene relazionali della personalità di un individuo, cioè il modo in cui il proprio “io” si relaziona con il mondo esterno.

Le catene relazionali organizzano e dispongono il proprio vissuto personale nel contesto opportuno, manifestando riserba o piacere verso la situazione in cui si trovano (“io-nel-mondo”)

PL è la tipologia che Jung definiva come “estroversa”, che ha un rapporto con l’asse verticale della personalità orientato alla propria esteriorità, piuttosto che verso l’introversione (AL). L’occhio “psicologico” guarda verso l’esterno, più che verso il proprio interno.

Si ha tendenza ad avere curiosità per il mondo che ci circonda ed esplorarlo, piuttosto che ascoltare il proprio interno ed analizzare le proprie dinamiche interiori. Quando siamo dei “PL”, quello che manca lo cerchiamo all’esterno, non dentro noi stessi, come farebbe una tipologia AL.

PL ed AL si possono mescolare alle catene PM, AM e PAAP creando l’infinita gamma dei “colori” delle personalità che costituiscono il genere umano.

Prendendo in considerazione la Catena PL, si può essere PL-PM, oppure PL-AM o PL-PAAP, ciascuna con le proprie caratteristiche psicologiche, degne di essere valutate e rispettate durante la terapia. Questo vale per il paziente quando si eseguono manovre sul suo corpo e vale anche per noi, terapisti.

Decodificando queste lettere, comprendendo l’importanza di queste sigle, potremmo avere gli strumenti adatti per addentrarci dentro l’altrui e la nostra “selva oscura”

Buona lettura.

Il terapista PL

Attività fisica

È lo sportivo per eccellenza. Ama fare sport e tenersi in forma. Compete e si afferma in molteplici discipline sportive.

Ama tutti gli sport ma predilige gli sport di squadra.

Sono sportivi che tendono a sottovalutare la preparazione fisica, tecnica, nutrizionale e mentale. Se non allenati bene ad una certa mentalità performante che prevede anche una certa disciplina interiore, non di rado arrivano ad una gara non perfettamente pronti, .

Al contrario degli AL che si preparano meticolosamente tramite allenamenti metodici e costanti che includono una programmazione per tappe e steps, lo sportivo PL è relativamente facile che la sera prima di una gara, egli si attardi con gli amici davanti magari ad un boccale di birra, sicuro comunque della pronta ripresa delle forze fisiche entro l’indomani.

PM: lo spirito competitivo è molto presente, non con sé stesso ma in rapporto agli altri, al fine di farsi ammirare. L’azione sarà propulsiva in tutto ciò che spinge oltre i propri limiti.

Il PM+PL non vuole partecipare, vuole vincere.

Mediante un rapporto dualistico con la paura, egli vuole osare, sfidare le leggi della natura, della fisica. Si cimenta in sport estremi, ama la libertà di un volo in tuta alare, si butta giù da una collina per una discesa di down-hill. Mostra con piacere le cicatrici degli infortuni occorsi con lo stesso orgoglio di quando si mostrano le ferite di guerra.

AM: la competizione non è molto presente, perché lo sport viene visto nella sua funzione sociale, come occasione di stare insieme, di fare nuove amicizie e conoscenze.

Ama fare “squadra” in tutte le occasioni sportive: vincere insieme, raggiungere un obiettivo in gruppo è molto più soddisfacente della singola prestazione individuale del giocatore.

PAAP: la nozione sportiva qui sarà più basata sul divertimento, sulla propriocezione e ricerca dell’asse e sul senso dell’equilibrio al servizio dell’ambiente esterno: skateboard, snowboard, freestyle. Vestito in modo eccentrico e colorato, ama differenziarsi e farsi guardare mentre compie evoluzioni in aria.

Arti marziali per combattere e mostrare forza e velocità.

La componente ludica e spettacolare dello sport è molto presente.

Studio

Al contrario della tipologia AL che porta ad uno studio metodico ed approfondito, lo studio del PL è vasto e distribuito su molti campi. Se l’AL è un Ricercatore analitico, il PL è dotato del dono della Sintesi, con il rischio però di essere accompagnato da una dose di superficialità.

Bassa capacità di concentrazione in un contesto non adatto, egli tende a distrarsi facilmente e a spezzettare studio e lavoro, disperdendo le energie.

Apprende facilmente ma non trattiene a lungo. Se in squilibrio, sopravvaluta le proprie capacità credendo di afferrare i concetti al volo, ma in realtà ha solo la forte tendenza a sintetizzare troppo, diventando così superficiale e riduttivo.

PM

Ha una preferenza assoluta per “ciò che dice la scienza”. Esibisce con vanto titoli accademici, teorie e studi scientifici -di cui però non ha verificato le fonti- al fine di convincere il prossimo ad accettare una sua teoria.

Da Terapista ha un terreno favorevole per un funzionamento adatto a Studi Scientifici, Trials, EBM. “Sono come san Tommaso, se non vedo non credo”. Orientato ai fatti riproducibili oggettivamente, più che alle parole e all’aspetto soggettivo. L’ importante è che la dimostrazione sia rapida e veloce, non ha tempo da perdere in burocrazia, lui.

AM

Analizza e verifica la teoria che qualcuno a lui vicino (familiare o amico) gli/le ha proposto. Aderisce affettivamente alla teoria e ne approfondisce gli aspetti che possono far accrescere il proprio gruppo. Se in equilibrio, è uno studioso che condivide i risultati del suo studio: diventa un “Giver”: apporta benefici e valore alla comunità.

PAAP

Studia per concetti e mappe mentali dove tutto viene manifestato chiaramente: il suo schema è chiaro, esplicativo ed illuminante.

Dotato di genialità dirompente, crea nuovi metodi, trova nuovi paradigmi, nuove intuizioni. Rielabora concetti e metodi, semplificandone l’accesso ai potenziali fruitori. Artista estroverso, se decide di insegnare, egli fa del proprio carattere istrionico una “croce e delizia” per gli studenti: distribuisce le nozioni in modo genialoide illuminando gli astanti, ma spesso pecca di ordine durante l’esposizione.

Se in eccesso marca la propria diversità radicalizzando alcune sue posizioni e ponendosi in un’ottica di contestazione permanente.

Lavoro

Portare avanti il proprio lavoro con responsabilità, affidabilità e costanza e una qualità AL, non PL.

L’importante per un PL è “fare” le cose, del lavoro”, non farle bene. Fare veloce è più importante che essere ossessivi verso l’esatta esecuzione delle procedure, tipica di AL.

Il lavoratore PL ha tuttavia una grande capacità di andare dritto al sodo delle cose, tramite una innata e abile comunicazione che lo rende un grande in tutti i quei settori dove si chiede il contato umano e/o la capacità di vendita. Egli sa subito entrare in empatia e comunicare in modo efficace.

PM:

molto spinto verso il business e l’espansione nel mercato, sottovaluta costi e tempistiche per gli investimenti e le scelte future; progetta velocemente e con grandiosità. Talvolta, in preda alle proprie manie di grandezza, può compiere il passo più lungo della gamba.

Se l’obiettivo comporta un impegno poco durevole nel tempo, il PM+PL è quasi sicuro che raggiungerà l’obiettivo.

Quando un PM+PL si stanca, lo fa in modo improvviso, cedendo di schianto, senza preavvisi, tranne per una agitazione e insonnia che si può quasi definire prodromica.

AM:

l’accoppiamento di una tipologia YANG (PL) con una Yin (AM) dona equilibrio e complementarietà al soggetto: Il PL+AM vive il rapporto con il paziente come un legame forte: estende la relazione terapeutica anche alla famiglia, ne frequenta l’abitazione, va a conoscere i parenti, va a cena dai pazienti e li invita. Il terapista AM ama i propri pazienti e sa che loro lo/la amano. In questo modo questo terapista affettivo/estroverso tenderà non solo ad operare così una buona opera di fidelizzazione ma, nel corso del tempo, i suoi modi affabili ed amichevoli lo faranno conoscere a moltitudini di persone, con una conseguente espansione del suo bacino di utenza. Ama anche l’aspetto economico del lavoro, benché la sua tipologia Yin/Yang gli dia un atteggiamento equilibrato verso i soldi. Facilmente riesce ad intravedere le possibilità di un buon impiego del denaro, compie investimenti da fare percependo la spesa non come un costo da sopportare, ma come una possibilità di guadagno ulteriore.

PAAP:

una volta trovato il lavoro ideale, un PAAP+PL ama più la libertà personale del lavoro stesso. Organizza gli appuntamenti in modo da ritagliarsi sempre degli spazi per lo svago, lo sport o la musica o comunque quello che egli crede che gli serva per la propria crescita personale.

Il suo senso di giustizia lo rende tanto sicuro nel modo in cui affronta il lavoro, quanto aggressivo se si sente minacciato circa il rispetto dei suoi ideali o delle sue credenze. Se contrariato in ciò in cui egli crede, può divenire ostile e vittima di un carattere collerico, che lo rende ostile e provocatorio.

Il proprio obiettivo darà differenziarsi il più possibile (e manifestare la differenza!) da colui che considera il proprio oppressore, fino al punto di “remare” contro l’azienda o il proprio capo.

Se in equilibrio, può essere fonte di straordinarie innovazioni, che pescano da una mente ricca di “pensiero laterale”, con una visione creativa, artistica e geniale.

In terapia

Se in equilibrio è una persona che mette a proprio agio le persone con il suo fare entrante ma cortese. Preferirà essere pratico ed efficace piuttosto di perdersi in mille valutazioni, analisi ed elucubrazioni mentali.

Diretto, va subito al sodo del problema. La sua mano è in genere calda o si scalda poco dopo aver iniziato il trattamento. Si fida di quello che ha imparato e lo applica in modo rapido e conciso, dimostrando sicurezza e spigliatezza.

Se in eccesso, diventerà sboccato, poco incline all’igiene e al setting dello studio, dispersivo, tenderà ad accumulare ritardi. Spinto dalla voglia di accontentare tutti, si fermerà ben oltre lorario di lavoro per cercare di terminare il proprio lavoro, passando velocemente da un paziente all’ altro.

Farà il trattamento a tutti i pazienti del giorno, ma a molti erogherà un trattamento superficiale, convinto lo stesso di averli aiutati.

I suoi pazienti PL potrebbero accontentarsi, quelli AL no.

PM

Il terapista PL-PM lavora con la punta delle dita, in modo puntiforme, ha la mano tendenzialmente meno fredda di un PM-AL, ma poco avvolgente. Spesso si dota di ausili per ottimizzare l’azione del trattamento erogato.

Imposta con doviziosa precisione i parametri tecnici di un trattamento elettromedicale di ultima generazione, di cui conosce tutte le caratteristiche tecniche.

Da buon PM dovrebbe basare il proprio trattamento su Scienza e Conoscenza, ma la tonalità “verde” aggiunta dalla PL non gli consente di fermarsi, verificare ed aggiornare le fonti delle proprie conoscenze.

Il PM+PL è sempre super-indaffarato, non ha tempo per fermarsi.

Il/la terapista AL+PM non crede che le persone apprendano “facendo” come i “cinestesici” fanno, ma al contrario, egli crede che i suoi pazienti “se non vedono non credono”: insegna con autorità ( lui crede con autorevolezza) e, da buon visivo, utilizza modelli anatomici , foto e video per comunicare con il paziente , anche se talvolta in modo sommario e superficiale, come se le nozioni fossero scontate ed elementari anche per il paziente.

Fautore del rapporto Up-Down, diventa per i pazienti che cercano la disparità negoziale (down-up) un vero e proprio punto di riferimento per fama e riprova sociale. I PM+PL stabiliscono molti contatti e si proiettano nella società come veri e propri leader del settore. Più per titoli accademici da mostrarsi con vanto, che per reali capacità tecniche/relazionali. Sono buoni venditori delle proprie terapie.

La sua missione sarà quella di essere utile al paziente. Fare e far sapere che si sa fare bene.

Figura squilibrata in Yang/Yang, a livello cerebrale, la comprensione per lui è alla base di tutto, ma mentre il terapista AM (YIN) cercherà di comprendere la persona, lo sforzo di comprensione per un terapista PM sarà orientato verso le tecniche, e le possibilità di mercato.

Gli piace diventare abile in tecniche manipolatorie specifiche, come trust o tecniche viscerali osteopatiche. Nelle tecniche, utilizza attrezzi o utensili come estensioni della propria mano per essere più efficace nel croquetage o nello scollamento fasciale; è un fautore della miofibrolisi.

I suoi trattamenti sono spesso veloci e dolorosi. Il problema appare quando la sua tipologia non è in equilibrio: egli tende ad usare la fibrolisi anche su pazienti che la aborrono.

Ama stirare la catena posteriore anche con tecniche globali ed è un fautore del rinforzo muscolare.

Bisogni:

Se in equilibrio: Fare e saper fare. Combattere. Diventare bravo, famoso, essere popolare, avere fama e successo. Conquistare il mercato.

Se in eccesso: Apparire a qualunque costo, imporre in modo autoritario, conquistare a qualsiasi costo, giudicare, schiavizzare, plagiare, avere manie persecutorie.

AM

La sua mano è accogliente, calda, avvolgente, fatta per la terapia manuale ed il massaggio. Egli lavora con la mano piena, con eminenza tenar e ipotenar ben appoggiate sul paziente, predilige l’ascolto e le terapie dove esiste il contatto manuale. La persona è al centro del trattamento. Predilige le dolci tecniche tissutali di ascolto, piuttosto che le manovre terapeutiche aggressive.

In Terapia, egli pensa che “prima di fare”, è necessario “Sentire, Ascoltare”. E’ un buon connubio tra l’essere accogliente verso il paziente e fornire un “contatto amorevole” ai tessuti del suo corpo.

La sua è una mano efficace anche nel caso di inesperienza professionale, o comunque in caso di assenza di speciali skills tecniche, perché la sua è una mano “presente”. Fa trattamenti manuali impegnandosi fisicamente, usando caldo (Tecar e dintorni) e cuscini.

È difficile che questa tipologia sia in eccesso, si solito la compensazione Yin/Yang risulta essere ben bilanciata.

PAAP

Teorico del “less is more”, può apparire come un vero e proprio “guru” del settore, differente dagli altri colleghi competitors.

Applica metodicamente la fantasia di cui egli dispone ai trattamenti che elargisce con saggezza. Modifica le metodiche che ha appreso a proprio piacimento inserendo spunti innovativi e creatività.

Utilizza metodiche di cura alternative, energetiche e/o vibrazionali talvolta più per stupire che per essere realmente terapeutico. Ha bisogno di differenziarsi dagli altri terapisti, aggiungendo il proprio tocco personale alla terapia o al percorso terapeutico proposto da altri.

Se invece di formazione scientifica, il terapista PAAP+PL dimostra intelligenza, versatilità e fantasia nell’applicazione dell’EBP.

Quando trova un metodo o un’idea che reputa geniale, lo deve far sapere a tutto il mondo. “Svelare la reale verità delle cose” o “informare le persone, renderle consapevoli” è più importante che accogliere o aggiustare, in terapia.

Bisogni:

Se in equilibrio: Essere, Educare, Istruire, Diffondere il verbo.

Essere importante per il proprio territorio per quale mettere al servizio le proprie competenze.

Se in eccesso: differenziarsi, manifestare ostentatamente la propria diversità, opporsi con sarcasmo allo stato delle cose, provocare.

Conclusioni:

Questo qui sopra è uno schema riassuntivo di alcuni aspetti che possono giocare su quello che viene chiamato “placebo” o “effetto hawtorne”, con base di partenza TERAPISTA: ricorda, sono solo alcune caratteristiche dei terapisti PL, c’è molto di più da conoscere, come l’alimentazione, la gestualità specifica, la differente struttura osteo-muscolare, il rapporto con i neuromediatori, l’impostazione mentale, il bisogno di performance o di sicurezza che può orientare il paziente ( e noi stessi!) a compiere delle scelte piuttosto che altre.

Tutto questo e anche altro rappresentano quelle sigle che indicano le tipologie delle catene muscolari GDS: si può pensare ad esse come le “lettere dell’alfabeto del Corpo Umano”.

Conoscere queste lettere significa approcciarsi alla grammatica del corpo, interagire con esso parlando la sua lingua. Significa Riconoscere e farsi riconoscere, Rispettarlo e ottenere il massimo di ogni informazione che immettiamo nel Sistema.

È su tutto questo che ho basato il mio successo in carriera: accanto alla ricerca del migliore know-how possibile, studiando principalmente Fisioterapia ed Osteopatia, ho sempre cercato di “personalizzare” la cura, nel pieno rispetto della individualità del soggetto. Ho attinto a piene mani dalla Medicina Narrativa, dalla Sofrologia, dalla Neurosemantica e da tutte quelle discipline che formano idealmente quella “Medicina Personalizzata” che rappresenterà la sintesi e il futuro di moltissimi atti terapeutici.

Il GDS è stato per me, la chiave di svolta definitiva e l’illuminazione che mi ha condotto per mano nelle Meraviglie del Corpo Umano.

Grazie, Godelieve Denys-Struyf

Fabio Colonnello

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Fabio Colonnello
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