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Siate pellegrini sulla strada dei sogni papa francesco e i giovani al circo massimo

Sono arrivati per mille strade da tutta Italia fino a Roma. I giovani hanno percorso centinaia di chilometri prima di raggiungere al capitale per l'incontro con Papa Francesco al Circo Massimo. Fare strada insieme è anche incontrare nuovi amici ed entrare in dialogo con tutti.

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La festa e la gioia dei ragazzi al Circo Massimo. Cresce l'attesa per l'incontro con Papa Francesco e per la veglia. I giovani hanno condiviso i momenti di preghiera e di spiritualità per tanti chilometri. "Per essere profeti bisogna sporcarsi i piedi per le strade, stare in mezzo agli altri giovani, essere portatori di speranza". Una frase di Papa Francesco che campeggia nel caldo pomeriggio di agosto al Circo Massimo.

Con Virginia Ciaroni di Tv2000 collegata dalla Parrocchia S. Simeone e Giuda Taddeo ascoltiamo l'esperienza dei ragazzi di Vicenza.

Gennaro Ferrara incontra i ragazzi del Rinnovamento dello Spirito: Davide Fullin, Emanuele Iannone, Alessia Penna e Erika Rosso. Con loro dialoga sul cammino di discernimento della fede a partire dalla domanda posta da Papa Francesco nell’incontro pre-Sinodale del 19 marzo 2018: “Tu, cosa cerchi nella tua vita?”.

Don Michele Falabretti dà il benvenuto ai ragazzi provenienti da tutta Italia mentre il Circo Massimo si popola. I social network come Facebook, Twitter e Instagram hanno testimoniato le piccole grandi esperienze dei pellegrini, le loro fatiche, le loro feste, i loro momenti d’incontro, di preghiera e di riflessione. Ma anche le loro "peripezie logistiche", gli acquartieramenti, i pasti, i momenti condivisi. Nel loro incedere si sono coinvolti sempre più con la storia dell’Italia, con le sue usanze e le sue bellezze e, si spera, con il fascino di sentirsi chiamati a essere responsabili in prima persona del nostro Paese.

Oggi, quindi, l’hashtag #permillestrade lascia il posto a #siamoqui, che accompagnerà i pellegrini nella loro ultima tappa, a Roma, assieme al Pontefice. Dopo i cammini dei giorni scorsi i pellegrini raggiungeranno la capitale in modi diversi: alcuni camminando – e per questi sarà di fatto l’ultima tappe del pellegrinaggio – altri con i mezzi di trasporto. Alcuni sono già ospiti delle parrocchie romane da ieri, altri arriveranno direttamente al Circo Massimo, altri ancora si aggiungeranno alle migliaia di pellegrini. I cancelli saranno aperti nel primo pomeriggio e poi ci sarà spazio per la musica, con i «The Sun».

Poi l’accoglienza di Papa Francesco e il momento culminante, nel quale risiede la ragione dell’intero evento: la veglia di preghiera per la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale» che si terrà dal 3 al 28 ottobre prossimi. L’incontro di oggi, infatti, si propone come la risposta concreta della Chiesa italiana alla richiesta di rimettere al centro le nuove generazioni radicata nel lungo lavoro di preparazione al Sinodo. A indicare lo stile scelto è stato, nei giorni scorsi, il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei: «I giovani non sono un oggetto di cui la Chiesa si interessa, ma un soggetto vivo – ha detto alla conferenza stampa di presentazione dell’appuntamento di oggi e domani –. Saranno loro a dirci cosa vogliono dalla Chiesa». Dopo la veglia al Circo Massimo è prevista la cena, seguita dalla festa trasmessa in diretta televisiva: sul palco saliranno, tra gli altri, Alex Britti, Clementino, Mirkoeilcane, Perturbazione, Banda Rulli Frulli. La serata, condotta da Andrea Delogu, porta il titolo di «Vado al Massimo». Alla fine i giovani potranno partecipare alla Notte Bianca che vedrà numerose chiese di Roma aperte, con spazi dedicati all’incontro, alle confessione, alla presentazione di storie e volti di testimoni. E all’apparire dell’alba si ritroveranno tutti insieme in piazza San Pietro per la celebrazione dell’Eucaristia con papa Francesco. Infine altre «mille strade» li riporteranno alla loro estate, ai cammini che li attendono a casa (da Avvenire dell'11 agosto 2018)

Circo Massimo si popola di giovani

Vito D’Ettorre incontra i giovani provenienti da tutta la Sicilia che racconto la loro esperienza di cammino, di spiritualità e di preghiera

Un pomeriggio quello che hanno trascorso i ragazzi al Circo Massimo prima di ascoltare Papa Francesco caratterizzato da momenti di festa e di gioia condivisa con il gruppo musicale dei The Sun

I The Sun in concerto al Circo Massimo

Stanchi, qualcuno con le vesciche sui piedi, ma felici. Hanno camminato, sotto il sole, in mezzo a paesaggi mozzafiato e tra le pieghe della quotidianità, e ora “Per mille strade” decine di migliaia di giovani di 195 diocesi italiane stanno arrivando a Roma, dove domani e domenica è in programma l’incontro con Papa Francesco.

Camminare insieme, “attraverso luoghi di spiritualità, sulle orme dei santi, ascoltando messaggi forti, fa bene”, dice convinto don Marcello Palazzi, incaricato della pastorale giovanile dell’Emilia-Romagna. Innanzitutto perché, osserva don Nicola Ban, del Triveneto, “permette di conoscere le persone nella loro verità, accoglierle come sono, avere una meta e canalizzare le energie per raggiungerla, dare un senso ai luoghi e rileggerli, al di là delle informazioni turistiche e storiche, per la nostra vita”. E poi perché “insegna a vivere il senso della comunità”, gli fa eco don Antonio Scigliuzzo, del Lazio. Se c’è un elemento, ad esempio, che ha colpito favorevolmente i giovani è stato “vedere sacerdoti, religiose, frati e vescovi che camminavano con loro, senza confondersi ma vivendo lì il proprio ministero”, afferma don Federico Palmerini, dell’equipe di pastorale giovanile della diocesi dell’Aquila (Abruzzo-Molise), che definisce quella dei pellegrinaggi “una bella esperienza di comunione interdiocesana e tra carismi diversi”. (Leggi tutti gli aggiornamenti dell'Agenzia Sir)

Un’occasione per sperimentare la comunione e lavorare in sinergia. L’iniziativa “Per mille strade”, lanciata dal Servizio Nazionale per la pastorale giovanile della Cei in vista del Sinodo di ottobre, ha permesso infatti di “gustare la bellezza dell’ecclesialità e della collaborazione tra realtà giovanili diverse e variegate, pur appartenenti alla stessa regione”, rileva don Ivan Rauti, della Calabria. Dimostrando, gli fa eco don Paolo Sabatini, delle Marche, che “è possibile fare insieme”. Virginia Ciaroni, in collegamento dal Circo Massimo, è in compagnia di alcuni rappresentanti del gruppo di giovani della diocesi di Vicenza che ha seguito lungo il cammino in preparazione all’incontro con Papa Francesco.

Cristiana Caricato, in collegamento dal Circo Massimo, è in compagnia dei giovani della diocesi di guidati da Mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia.

Le storie e le esperienze dei ragazzi raccontate attraverso Agenzia Sir, Tv2000, inBlu Radio e Avvenire. Arrivare al Circo Massimo dopo tanti chilometri è stata davvero una fatica per i 70mila giovani giunti a Roma. Poi è cresciuta l'attesa per l'incontro con Papa Francesco.

Insieme al Circo Massimo

“I sogni sono importanti”, perché “un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato, non potrà capire la vita, la forza della vita”. Lo ha detto il Papa, nel dialogo “botta e risposta” con i giovani al Circo Massimo, in cui ha esortato i presenti a “trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro” e a sognare in grande, stando alla larga dai “sogni della comodità e del benessere, che addormentano i giovani e che fanno di un giovane coraggioso un giovane da divano”. “E’ triste guardare un giovane da divano”, ha denunciato Francesco tornando su un tema a lui caro: “Giovani senza sogni, che vanno in pensione a 20, 22 anni”. “Un giovane che sogna va avanti, non va in pensione presto!”, ha esclamato Francesco: “I sogni grandi sono quelli che danno fecondità, perché pensano con il noi”. “Il contrario dell’io è il noi”, non il tu, ha precisato infatti il Papa: “I veri sogni sono i sogni del noi. I sogni grandi sono estroversi, condividono, generano nuova vita. E i sogni grandi hanno bisogno di una sorgente inesauribile di speranza, hanno bisogno di Dio per non diventare miraggi o delirio di onnipotenza”. “I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti”, ha proseguito Francesco: “Non lasciatevi rubare i vostri sogni”.

L'abbraccio tra i giovani e Papa Francesco

“C’è un ragazzo, qui in Italia, che cominciò a sognare alla grande”, l’esempio scelto dal Papa: “Questo giovane, un italiano del XIII secolo, si chiamava Francesco, e ha cambiato la storia dell’Italia. Francesco ha rischiato di sognare in grande. Non conosceva le frontiere, e sognando ha finito la vita. Era un giovane come voi, ma come sognava! Dicevano che era pazzo perché sognava così, e tanto bene ha fatto perché sognava continuamente”. “Un giovane che è capace di sognare diventa maestro, con la testimonianza, perché la testimonianza smuove i cuori”, ha detto Francesco: “Non si comprano i sogni, i sogni sono un dono, un dono che Dio semina nei vostri cuori. Ci sono dati gratuitamente, perché siano offerti gratuitamente agli altri”. No, allora, alla paura: “Siate voi pellegrini sulla strada dei vostri sogni, rischiate su quella strada. Perché la vita non è una lotteria, la vita si fa”. “Non ho mai conosciuto un pessimista che abbia compiuto qualcosa di bene”, ha affermato il Papa citando Giovanni XXIII ed esortando il “popolo” del Circo Massimo a ripeterlo: “Il pessimismo ti getta giù, non ti fa fare niente. E la paura ti fa pessimista”.

I giovani e il Papa

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