LA DANZA POPOLARE A SCUOLA A CURA DI MAURIZIO SARTORI - Padova, 28 marzo 2017

“Noi ci divertiamo a danzare perché si corre, si saltella e si fa il girotondo. Si balla assieme a tempo di musica. Alla fine ci sentiamo stanchi ma allegri!” [Alunni di classe prima]

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IL SENSO DELLA DANZA POPOLARE... Senza dover tracciare un’analisi storica della danza popolare è bene ricordare che essa da sempre rappresenta la storia e la cultura di un popolo. La musica e la coreografia della danza popolare si sono sviluppate attraverso il tempo e si sono tramandate di generazione in generazione come le storie e le leggende. Per alcuni popoli sono ancora un momento di incontro, di condivisione delle emozioni, dei problemi e dei sentimenti comuni. Danzare insieme è un'occasione per riscoprire un canale di comunicazione e di armonia con le persone, una proiezione di energie verso gli altri e le cose circostanti.

E' questa un'esperienza che si è persa e che vale la pena di riscoprire, anche a scuola, poiché la danza popolare, che ha come caratteristica fondamentale la ripetitività del gesto e la semplicità dell'esecuzione, diventa una forma di conoscenza, non solo del proprio corpo nel rapporto gesto - ritmo - spazio, ma anche della funzione storico - sociale della danza stessa.

Nella danza che si svolge in gruppo, i partecipanti si trovano ad essere legati dal ritmo e dal movimento: il legame che si stabilisce tra loro è di tipo antichissimo ed affonda la suo radici nel comportamento primitivo-istintivo dell'uomo e nel piacere del movimento vitale.

Nel Medioevo la danza era utilizzata come “mezzo adatto ad esprimere i sentimenti comuni a tutta la gente” e veniva realizzata, come oggi, nei momenti significativi della vita ad esempio per 1) incontrare nuova gente e riposarsi dal lavoro; 2) festeggiare le nascite e durante le nozze; 3) celebrare la fecondità dei campi e la copiosità del raccolto; 4) scongiurare calamità naturali.

Il termine Danza ha tra gli altri significati quello di "muoversi di qua e di là"; "far ondeggiare il capo" e come abbiamo detto rappresenta un rito nella tradizione popolare. Le prime danze, dopo essere state tramandate dalla tradizione orale, sono state canonizzate a partire dal 1840, rappresentando un'espressione coreutica e corale dei valori profondi di un popolo. Infatti durante la danza popolare tutti debbono partecipare senza ruoli di osservatore! Da non dimenticare il ruolo della musica che può essere anche sostituita/sostenuta dal canto. Infatti la musica nella danza popolare è caratterizzata da ritmi semplici e ripetitivi che possono essere facilmente eseguiti.
DANZA TRA TERRA E CIELO

Il ballo, la musica, il canto, il testo rappresentano un dialogo fra gli uomini da una parte e fra gli uomini e il trascendente dall’altra. Queste caratteristiche “comunicative” si riscontrano all’interno delle varie danze nelle varie culture del mondo e, se studiate in chiave antropologica, rivelano degli elementi in comune. Il termine latino per indicare la danza evidenzia la funzione di interlocuzione tra il mondo degli uomini e il soprannaturale:

«Il termine latino saltatio, da saltus e salio: salire, elevarsi, portarsi dal piano terrestre a una temporanea condizione aerea, dalla terra al cielo. La danza rappresenta uno spostamento nel tempo e nello spazio e quindi il dominio del tempo e dello spazio, luogo di simbolismi e metafore, atto di relazione tra l’umano e il divino, fra naturale e soprannaturale» G. M. Gala, Io no so se so ballare, in «Choreola», Anno II, n. 7/8, Autunno/ Inverno 1992.

LA DANZA NELLA SCUOLA PRIMARIA “La danza riesce a conciliare lo sviluppo motorio con quello espressivo in quanto coinvolge l'intera persona nell'atto simultaneo di muoversi, pensare e sentire. (…) La sua pratica può quindi migliorare lo sviluppo fisico, mentale ed emotivo di chi sta costruendo una propria identità, attraverso la rielaborazione in forma autonoma di esperienze sociali e cognitive. Danzando il bambino impara a conoscere il proprio corpo e a usarlo come mezzo di comunicazione con gli altri, scopre che la qualità del proprio movimento varia a seconda delle emozioni provate ed è strettamente collegata allo spazio usato, alla musica, al ritmo e, non ultimo, alle persone che lo circondano. (…)” DES (Associazione Nazionale Danza Educazione Scuola)
Nel contesto della scuola di base la danza condivide obiettivi comuni a molte aree del sapere scolastico, e può concorrere e partecipare alla realizzazione di specifici percorsi formativi, pur mantenendo una propria autonoma identità di linguaggio:

1. Rispetto all'educazione artistica ed estetica la danza: a) permette l'accesso ad una fondamentale forma di conoscenza e di sapere; b) sviluppa abilità percettive, di osservazione e di giudizio critico; c) favorisce il fare e il pensare creativo, l'elaborazione e l'invenzione;

d) sviluppa abilità di performance; e) migliora l'educazione musicale, allargandone l'ambito di esplorazione e conoscenza; f) offre la possibilità di entrare in contatto e apprezzare una forma d'arte unica.

2. Rispetto all'educazione culturale, la danza: a) favorisce l'accesso a diverse culture e tradizioni; b) sviluppa la conoscenza dei diversi valori culturali collegati alla danza; c) svolge un ruolo equilibrante nei confronti di una cultura multimediale che vede il predominio della fruizione su quello della produzione/rielaborazione personale.
3. Rispetto all'educazione personale e sociale, la danza: a) fornisce opportunità per esplorare le relazioni fra sentimenti, valori ed espressioni; b) incoraggia l'indipendenza e l'iniziativa; c) promuove disponibilità al lavoro di gruppo; d) sviluppa sicurezza ed autostima nel lavoro individuale e di gruppo; e) favorisce una reale integrazione delle diverse identità presenti nel gruppo, anche in presenza di bambini con difficoltà d'apprendimento.
4. Rispetto all'educazione motoria e alla salute, la danza: a) sollecita un approccio creativo al corpo, utilizzando l'immaginazione, la visualizzazione e l'ascolto; b) costruisce una maggiore consapevolezza delle potenzialità e dei limiti del proprio corpo; c) favorisce il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri; d) sollecita una consapevolezza posturale e motoria e sviluppa coordinazione, forza, elasticità, energia; e) sviluppa la responsabilità personale nei riguardi del corpo e del benessere fisico.
5. Rispetto alle educazioni trasversali, la danza: a) utilizza metodologie didattiche collaborative e sviluppa l'autonomia; b) offre un contesto di apprendimento ampio e flessibile che favorisce l'espressione di diversi stili cognitivi; c) favorisce la ricerca e l'attivazione di nuove strategie di apprendimento non lineari, fornendo anche stimoli e contesti funzionali alla realizzazione di progetti interdisciplinari; d) sviluppa abilità di integrazione tra i linguaggi verbali, visivi, sonori e gestuali.”

Quindi dal punto di vista educativo possiamo riassumere gli aspetti che la danza popolare tende a mettere in luce: 1. conoscenza del proprio corpo nelle sue varie parti, nel rapporto con lo spazio; 2. occasione di socializzazione (confronto/scambio continuo di partners - saluto); 3. concetto della memoria storica che fissa gesti, passi, movenze e ritmi; 4. educazione al ritmo; 5. danza intesa come gioco.

IN CLASSE...

Scrive Mario Raggi, che è stato uno dei primi insegnanti a portare la danza popolare a scuola: “mediante una corretta e critica introduzione della danza folkloristica nel piano di lavoro di una classe si potrebbero programmare collegamenti assai ricchi di espansioni; e se ne avvantaggerebbe non solo l'apprendimento storico-geografico, ma anche quello aritmetico-geometrico e tutte le altre forme di espressione, da quella verbale a quella grafico-pittorica e drammatica.

Spesso per far comprendere meglio la coreografia si può ricorrere alla rappresentazione grafica dei percorsi, in modo da schematizzare quelle forme che si andranno interiorizzando mentalmente. Si tratta in ogni caso di schemi geometrici, con delimitazione di spazi e percorrenza di perimetri. Non c'è dubbio che eseguendo le danze un fanciullo sperimenta col proprio corpo ogni forma geometrica riuscendo a capire in modo pratico quelle che rimarrebbero altrimenti forme astratte.
La traduzione grafica può essere proposta anche dopo l'esecuzione in modo da verificare se lo schema spaziale è stato interiorizzato in modo esatto. È facile a questo punto passare dal disegno geometrico alla composizione grafica. Si è sperimentato che già ogni figura di una danza può risultare un segno grafico di notevole interesse. Se poi si combinano più figure, in alcuni casi anche con colori diversi, si hanno effetti decorativi notevoli.
Anche per quanto riguarda l'aritmetica si può far fare in modo pratico ciò che a volte rimane solo teorico. Già l'insiemistica può riguardare il grande gruppo che si scinde tra cavalieri e dame, in coppie e gruppi di danza, con tutte le interrelazioni che avvengono nel corso dell'esecuzione; ma il semplice contare fa sommare i passi che compongono una figura e vedere quanti ce ne stanno in una frase musicale, oppure, se dopo aver eseguito un certo numero di passaggi ci si ritrova con lo stesso partner, si può sapere di quante coppie è composto il gruppo che danza e così via.

Basta a volte un po' d'attenzione e di cura ed il nostro insegnamento può diventare più ricco di valori e allo stesso tempo più dinamico e divertente. …”

INTINERARI DI DANZA
BIBLIOGRAFIA NECESSARIA

ESEMPIO DI PROGETTO SCUOLA PRIMARIA. ll laboratorio di danze popolari internazionali è strettamente collegato al tema di plesso scelto per questo anno scolastico e si inserisce in esso, approfondendo l’aspetto culturale della danza nei paesi europei ed extraeuropei.

Le attività si diversificheranno a seconda dell’età dei bambini: nelle classi prima e seconda si proporranno danze semplici accompagnate dal canto o da filastrocche, nelle classi 3^-4^-5^ si conosceranno danze a coppie, di gruppo, in cerchio, sperimentando anche coreografie più complesse.

Obiettivi e finalità: - Conoscere il proprio corpo; - Affinare il senso ritmico e musicale; - Scoprire la funzione storica e sociale della danza; - Scoprire le tradizioni dei paesi europei ed extraeuropei; - Sviluppare la capacità di esprimere tramite il gesto, la mimica, la postura, il movimento Interpretare con il corpo strutture ritmiche proposte. TEMPI: verranno dedicati due incontri per classe di quarantacinque minuti ciascuno, per un totale di quindici ore (la classe prima verrà suddivisa in due gruppi perché numerosa).
Dalla teoria alla pratica: 7 regole d’oro. Dopo aver visto gli aspetti teorici ed educativi che giustificano l’inserimento della danza popolare nel percorso scolastico, è necessario tener conto di alcuni concetti che nascono dall’esperienza diretta in classe.

1) Gli alunni interessati ad un progetto didattico di danza popolare riguardano tutti gli ordini di scuola: dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, attraverso una metodologia adeguata alle varie fasce d’età. 2) Partendo dalla verifica di prerequisiti essenziali degli alunni quali la capacità d'ascolto, la competenza psicomotoria e l'abilità d'adeguamento del movimento al ritmo, si inizierà ad eseguire semplici danze, che implicano i gesti essenziali del vivere quotidiano, per poi passare, molto gradualmente e sempre in modo ludico, all'apprendimento di facili danze-gioco provenienti da diverse parti del mondo. (si possono scegliere determinate aree geografiche o meno)

3) Vista la semplicità dei gesti ed esecutiva tutti possono cimentarsi in questa attività senza alcun obiettivo di “diventare” ballerini provetti. Chi si appassionerà potrà continuare questo percorso personalmente. 4) La danza proposta non può essere troppo impegnativa, perché è un modo per esprimersi in libertà senza pensare allo stile! 5) Nonostante la semplicità, una delle regole d’oro della danza popolare è il rispetto di indicazioni precise e delle regole d'esecuzione. 6) Un segreto per facilitare poi l’esecuzione è quello di far ascoltare/cantare agli alunni la musica prima di proporre la danza stessa. 7) Una difficoltà che sempre si incontra soprattutto nelle fasce d’età più grandi è il rifiuto del maschio condizionato dallo stereotipo della danza classica. Tanti sono i modi per coinvolgere anche i ragazzi, ma questo dipende molto dall’abilità dell’educatore.
CONSIGLI PER UNA CORRETTA ESECUZIONE: 1) l’esecuzione della danza deve essere la più fedele possibile; gli allievi non devono essere oppressi dal contare i passi; 2) far provare il passo/i principali, singolarmente, con movimento libero nello spazio; 3) se la danza presenta dei ritornelli, cominciare col far apprendere i passi contenuti in questi: non appena l’esecuzione è abbastanza sicura, far eseguire i passi sulla musica; 4) chi sbaglia deve andare avanti comunque e non fermarsi, infatti l’errore può coinvolgere tutto il gruppo; evitare i formalismi, tipo inchino finale; 5) non avere la preoccupazione di fare bella o brutta figura; 6) avvicinarsi alla danza popolare in modo sereno; 7) cercare di continuare nel tempo l'esperienza: non effettuarla in modo estemporaneo.
PER L'ORGANIZZAZIONE... La danza popolare necessita, per la fase dell’apprendimento e dell’esecuzione, di spazi scolastici ampi (anche spazi all’aperto) e/o palestre di dimensioni adeguate. Per condurre una proposta didattica riguardante la danza popolare, è necessario disporre di un’apparecchiatura audio adatta, a seconda dei supporti che si desidera utilizzare, che possono essere lettori di Cd audio, lettori MP3 o HD portatili. Se si dispone di un notebook, è possibile utilizzare software che permettono di creare delle playlist - elenchi di brani - e di selezionare rapidamente le musiche. Questa apparecchiatura permette al docente di gestire facilmente la programmazione musicale e non sottrarre troppo tempo alla cura della parte didattica e coreutica.
«La danza popolare è danza collettiva, è armonia di gesti, espressioni, sorrisi, vicinanza che unisce magicamente e gioiosamente i partecipanti. Per questo è scuola di socialità, di attenzione all'altro, di rispetto di tempi e ritmi. E' collaborazione affinché il risultato finale sia gratificante e soddisfacente.» GRAZIE A TUTTI VOI!!!

Credits:

Created with images by donald judge - "23.8.13 Pisek FF afternoon concert 095" • czijp0 - "dance hiphop stage" • Counselling - "gull sky blue" • brusnikina9 - "dancing contempo competition" • Ajale - "school pencil case paper" • ionasnicolae - "painting red black" • Brett Jordan - "Triangles #3" • fdecomite - "Golden Ratio" • philcampbell - "Burton Dance School Dancers" • Steven Pisano - "Poly Prep - 2015 Spring Dance Concert - Dress Rehearsal" • ann_jutatip - "child 3" • klimkin - "apprentice school boy" • 3938584 - "notebook paper writing" • VIBE Audio - "SLR10-RIGHT45"

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