Loading

Il prezzo del progresso Il male dell'individuo

Trovandomi alla fine di un importante percorso scolastico mi sono trovata dinanzi alla scelta per eccellenza, quale dei molteplici argomenti affrontati durante gli anni avrei dovuto scegliere? Quale far prevalere sull'altro? Si è presentato il momento di scegliere. Come scegliere qualcosa che mi rappresenti e che mi piaccia se non conosco prima me stessa? Ho sempre ritenuto fondamentale per l'uomo conoscere la società e i suoi cambiamenti per poter compiere un analisi su se stesso, dunque perchè non presentare quel disagio che ha sempre attanagliato la società?

Nel saggio sociopolitico "Il disagio della civiltà", Sigmund Freud, propone il suo punto di vista esplicando ciò che egli vede come la tensione fondamentale tra la civiltà e l'individuo, e l'infelicità che da essa deriva, a causa della restrizione delle pulsioni naturali dell'uomo.

"Il progresso civile ha un prezzo, pagato in perdita di felicità a mano a mano che aumenta il senso di colpa."

La società nasce per garantire sicurezza e ordine a chi ne fa parte, ma gli imperativi che essa impone al singolo sono spesso in contrasto con la soddisfazione dei bisogni individuali.

"Gran parte della nostra miseria va addossata alla nostra cosiddetta civiltà; saremmo molto più felici se vi rinunciassimo e trovassimo la via del ritorno a condizioni primitive"

Perché l'uomo si oppone agli impulsi naturali?

"La rinuncia pulsionale è la conseguenza del timore che suscita l’autorità esterna; si rinuncia ai soddisfacimenti per non perdere l’amore di quella."
"L’amore si oppone agli interessi della civiltà, dall’altro la civiltà minaccia l’amore con gravi restrizioni".

La contrapposizione dell'io e del Super-io (i modelli comportamentali) causa il senso di colpa che spinge l'uomo a rifugiarsi della religione, considerata un infantilismo per superare la paura della morte.

"Le religioni non hanno mai trascurato la parte del senso di colpa nella civiltà. Anzi pretendono... di redimere l’umanità da questo senso di colpa, che chiamano peccato..."
"Se l’evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell’individuo e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili - forse l’intero genere umano, - sono divenuti “nevrotici” per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?..."

Agli inizi del '900 il romanzo sveviano, la coscienza di Zeno, rifiutando la psicoanalisi come terapia, pare affermare che la nevrosi sia un segno positivo di non rassegnazione e di non adattamento ai meccanismi alienanti della civiltà, la quale impone lavoro, disciplina, obbedienza delle leggi morali, sacrificando la ricerca del piacere.

L'ammalato è colui che non vuole rinunciare alla forza del desiderio. Per questo l'ultimo Svevo difende la propria "inettitudine", che è una forma di resistenza all'alienazione circostante. Rispetto all'uomo efficiente, ma del tutto integrato nei meccanismi inautentici della società borghese, egli preferisce essere un "dilettante", un "abbozzo" aperto a possibilità diverse.
Di “massa”, nel senso di moltitudine indifferenziata al suo interno, di aggregato omogeneo in cui i singoli tendono a scomparire rispetto al gruppo, si parlava già all’inizio dell’800, dopo che la rivoluzione francese aveva visto il “popolo” entrare per la prima volta da protagonista sulla scena politica. Ma è solo alla fine dell’800, col diffondersi dell’industrializzazione e dei connessi fenomeni di urbanizzazione che si vengono delineando i contorni di quella che oggi chiamiamo società di massa.

Nel ventennio che ha preceduto la prima guerra mondiale il grosso della popolazione è uscito dalla dimensione dell’autoconsumo e quasi tutti sono entrati nell’economia di mercato. L'eredità dell'ottocento aveva lasciato anche una importante questione sociale: il dibattito tra liberali, conservatori, socialisti e chiesa. In questi anni un movimento politico in grande ascesa è il nazionalismo. Esso afferma la superiorità dei popoli e il valore dei confini. Inoltre non dobbiamo dimenticare che in questi anni inizia a emergere la questione femmenile.

"Se la civiltà impone sacrifici tanto grandi non solo alla sessualità ma anche all’aggressività dell’uomo, allora intendiamo meglio perché egli stenti a trovare la sua felicità in essa. Di fatto l’uomo primordiale stava meglio, poiché ignorava qualsiasi restrizione pulsionale."

Pier Paolo Pasolini: intellettuale italiano che assume un punto di vista critico-radicale nei confronti del "sistema"borghese e della "rivoluzione antropologica" operata dal capitalismo.

Capitolo VI de "il pianto della scavatrice" del 1956

Il disagio causato dalla civiltà è percepito dal protagonista di "Dubliners" come una paralisi che blocca tutti gli abitanti di Dublino. Attraverso un'epifania Gabriel, il protagonista, giunge alla conclusione che la vita non ha senso.

Joyce's "Dubliners" shows the fall of moral values, linked to religion, to politics and Dublin's culture. All Dubliners are "spiritually weak", they are slaves of their culture, family and mostly of their religion. This weakness is more like a "paralysis" from which escape is not possible.

This extract deals with Gabriel's epiphany. By epiphany Joyce meant a sudden spiritual manifestation, whether in the vulgarity of speech or the gesture or in a memorable phase of the mind itself. These epiphany are the most delicate and evanescent of moments.

Di limitazioni imposte non da noi stessi, ma dall'esterno troviamo esempio nella civiltà romana nel passaggio dalla forma di governo repubblicana a quella imperiale nel I sec a.C. La nostalgia dei valori repubblicani e la forte critica al nuovo governo sono alcuni dei temi trattati da Tacito.

"[...] et Pompei Crassique potentia cito in Caesarem, Lipidi atque Antonii arma in Augustum cessere, qui cuncta discordiis civilibus fessa nomine principis sub imperium accepit".

Analizzando la condizione di soggiogamento dell'uomo all'interno dello schema sociale, ho colto un'analogia con l'ordine divino che descrive Eschilo nelle sue tragedie. I limiti sociali che controllano il comportamento umano prendono forma nelle divinità, che assumono la funzione di autorità esterna. Gli uomini, per timore restano entro i limiti imposti dalla divinità.

Nel superamento dei limiti imposti consiste il senso tragico di Eschilo che corisponde a una punizione calibrata in base alla colpa di hybris. Il problema della colpa e della punizione, è quindi un perenne ingranaggio che non lascia scampo a chi si è macchiato di una colpa o a chi ne "eredita" una commessa dai propri antenati.

Tratto dalla tragedia "I sette contro tebe" di Eschilo

""Così s'abbatterono. Fratellanza eccessiva di mani assassine. Tebe è sicura, ma la Terra s'imbeve del sangue dei principi fratelli. Reciproco assassinio. Così maledetto destino li strinse in un nodo. Sì, destino disperde quel sangue sinistro."

Il progresso avvenuto in seguito alla creazione della società di massa capitalista ha portato l'uomo a spingersi sempre più in avanti, fino a superare i propri limiti e cercare di modificare la sua stessa natura. Infatti nel corso del 1900 numerose sono state le scoperte in ambito scientifico, una di esse è la scoperta della struttura del DNA nel 1953.

Le Biotecnologie sono tecniche di manipolazione degli organismi viventi per controllarne e modificarne le attività biologiche. Esse si dividono in classiche e moderne, le quali furono utilizzate per la prima volta utilizzate nel 1900 e che permettono di operare direttamente sul Dna. Una di queste tecniche è la clonazione.
Scheda della procedura sperimentale seguita per produrre il primo mammifero clonato, una pecora della razza Finn Dorset di nome Dolly.

Alessia del Vecchio

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.