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Ferro e Fuoco I campani musicali di Mauro Savin

"Un giorno , nel mio laboratorio ricevetti la visita di due persone che mi chiesero di poter documentare il mio lavoro con delle fotografie. Come mia abitudine dissi loro che potevano farlo ma con attenzione , perché, nell'ambiente di un'officina il pericolo è nascosto, punte acuminate e lame taglienti sono ovunque , come le fiamme e le scintille vaganti. Una decina di giorni dopo si ripresentarono e mi fecero vedere i vari scatti fotografici che avevano eseguito . Rimasi stupito e a bocca aperta nel vedere gli infiniti colori e le magiche luci immortalate da angolature ricercate . Particolari che forse per abitudine non avevo mai notato, più guardavo quelle fotografie e più mi affascinavano, riuscivo persino a percepire l'odore dell' ambiente in cui vivo da anni" M.S.
Il Ferro...
Il Fuoco...!

Ferro e Fuoco è uno dei primi progetti fotografici dedicati al ferro (fanno seguito Ferro Cemento e Forme di ferro) di Sara e Ezio Dellosta. Un’idea nata passeggiando tra le meraviglie artigianali esposte alla Fiera di Sant’Orso dove, tra le altre, spiccavano i campani sonanti di Mauro Savin (campani che riproducono i suoni della scala musicale cromatica su più ottave, riproducendo con notevole purezza un suono determinato.

I capi al pascolo diventano così elementi di una vera e propria orchestra, interpreti di singolari armonie e curiose melodie.). In un primo tempo, il progetto si prefiggeva di documentare semplicemente le fasi della produzione dei campami, ma l’incontro con il Maestro fabbrile Mauro Savin nel suo laboratorio ha fatto subito comprendere che non sarebbe stato sufficiente raccontare la sola tecnica di lavoro. Questa infatti nulla sarebbe senza la passione e l’amore per il proprio lavoro, trasmesso dal Maestro artigiano verso ogni singolo pezzo forgiato. Sara ed Ezio, percependo la forza comunicativa del momento, hanno quindi modificato il filo conduttore dell’idea primitiva, immortalando nei loro scatti la passione e l’amore di Savin per le sue opere d’arte. L’esposizione fotografica viene corredata dall'installazione dei campani forgiati, lungo il percorso della mostra, con la possibilità per il pubblico di farli suonare, rendendo ancor più sensoriale la visita alla stessa

L'ambientazione del percorso fotografico presso il museo etnografico Maison Dayné di Cogne

Sai, il campanaccio ha una storia...e fa parte della Storia.

Mauro racconta....

La pratica di legare una campana al collo dei bovini è molto antica ed è certamente legata alla necessità del pastore di individuare e sorvegliare i propri capi, anche a grandi distanze. Nella tradizione popolare, proprio per il suo suono forte e ripetitivo, il campano diventa uno strumento scaccia demoni.

Il campano arriva ai giorni nostri perfezionato nella sua forma e decorato grazie all’evoluzione dei materiali e delle tecniche di forgiatura.

Qual è la peculiarità delle opere del “faber ferrarius” Mauro Savin?

Il suono dei campani è sempre stato un suono casuale, mentre i suoni dei campani di Mauro sono il frutto di una ricerca sonora.

Sfruttando la sua passione e la sua conoscenza in campo musicale, Mauro realizza un’infinità di campani che riproducono i suoni della scala musicale cromatica su più ottave servendosi dei diapason, strumenti atti a produrre con notevole purezza un suono determinato.

L’arte di lavorare il ferro gli è stata trasmessa dal padre Savin Luciano, un noto ed apprezzato forgeron, capace e ricco di inventiva. Questi gli ha insegnato nel corso degli anni i segreti e le potenzialità di utilizzo di questo metallo.

Dapprima, si è dedicato alla riproduzione di antiche spade e di armature medievali. Il suo lavoro meticoloso di ricerca di tecniche antiche, ha fatto sì che le sue opere siano divenute dei pezzi unici richiesti da collezionisti e amatori e siano utilizzate in rappresentazioni teatrali medievali.

Ma la sua creatività, la sua passione per la musica e il suo amore per le tradizioni lo hanno spinto a rivisitare l’attività di costruire campani e campane, già sperimentata dai suoi avi.

Si può dunque affermare che la ditta Sabofer rappresenta nel contempo la continuità e l’evoluzione.

Da diversi anni, Mauro espone i suoi lavori alla millenaria Fiera di Sant’Orso (la più antica e importante fiera delle Alpi) ottenendo molti riconoscimenti tra cui il premio speciale della Regione Valle D’Aosta per la ricerca storica.

Per far conoscere ed amare questo antico mestiere, Mauro insegna l’arte del ferro come maestro artigiano nei corsi di formazione per le “Botteghe scuola” organizzati dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Il progetto intanto va avanti e racconta. Nelle nostre immagini sono state mantenute tutte le tonalità che nascono dal fuoco, i marroni del legno e del cuoio. A volte si è scelto il monocromatico per esaltare le forme degli attrezzi o dei campanacci, dei diapason.. Ferro e Fuoco è stato esposto con grande successo a Eresaz, nel Comune di Emarèse, durante l’evento LoFiRos, una manifestazione di tre giorni dedicato alla Cultura alpina e nella saletta civica espositiva del Comune di Saint-Vincent durante l’esposizione “spazi condivisi”, insieme alle opere dell'acquarellista Vanda Sarteur.

ezio@dellosta.it

Sara e Ezio
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