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SUI TUOI PASSI preghiera mercoledì 20 maggio

Una provocazione artistica (commento a cura di Maria Gloria Riva)

Pieter Brueghel, La parabola dei ciechi

Quanta sabbia c'è in questo dipinto di Brueghel. Sabbia negli occhi, sabbia nel cuore, sabbia nella bocca di chi cade. C'è la sabbia di un tempo improduttivo perchè carico di un andare verso il vuoto, il nulla, il non si sa dove. Ritratto di un'umanità che proprio mentre crede di vedere è cieca.

Non possiamo fare a meno di notare che il cieco in testa a tutti aveva uno strumento musicale in mano. Lui che voleva guidare gli altri con la voce suadente del proprio strumento è caduto nella disarmonia del passo perché ha tenuto lo sguardo troppo rivolto a sé e non al Vero e al Bene Altro, quello che viene dal Cielo.

Invano bastone tocca bastone, mano cerca mano, invano si appoggia al compagno perché tutti insieme, ciecamente ci si è affidati a chi non può guidare perché è cieco. È la storia di ciascuno di noi quando non ci si affida a Colui che può salvare la nostra vita, perché davvero Padre della vita stessa.

L'uomo in fondo è l'unico che non si appoggia a nessuno, il solo che sorride, l'unico che non ha gli occhi incavati o coperti o riversati in fronte. Anche lui è cieco come gli altri, come lo siamo tutti, in fondo, di fronte al mistero della vita. Eppure, lui è diverso. Lui in qualche modo vede, non si lascia condurre da chi è più cieco di lui; non si affida a un bastone che sta nelle mani di un altro. Impugna con la sinistra il suo vincastro e tasta bene il terreno, volge lo sguardo verso la luce per sentire dove sorge il sole e, allora, dirige il passo.

Non sempre la verità brilla dove grida la maggioranza, spesso è solo la minoranza a vedere, ma per i suoi passi brevi e saldi tutta l'umanità può rialzarsi e sperare.

Per interrogare la vita

  • Cosa significa per te credere?
  • Quali paure, dubbi, domande... sono presenti, oggi, nella tua vita?
  • Quali passi puoi compiere per 'uscire' da te stesso, sulle orme dii Gesù?

Chiudi gli occhi, concentrati sul momento presente, libera la mente da preoccupazioni e pensieri, esprimi interiormente il tuo desiderio di stare alla presenza del Signore.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Per riflessione

Nel Vangelo di oggi Gesù sembra ritrarsi e aprire l'era dello Spirito: «Molte cose ho ancora da dirvi». Lo fa con umiltà: non pretende di aver risolto o detto tutto, molte cose restano non dette, molti problemi nuovi sorgeranno lungo il cammino e dovranno avere risposte nuove!

Ma per ora non potete portarne il peso: la sua pazienza per la nostra povera misura, per noi che capiamo a poco a poco le cose. I discepoli di Gesù sono costantemente in viaggio, vele che fremono sotto il vento dello Spirito «lui vi guiderà alla verità tutta intera». Non sono stanziali, camminano verso le 'molte cose' ancora da scoprire, verso profondità e intuizioni inattese. La nostra vita è un albeggiare continuo, non un ripetere pensieri già pensati da altri.

La Bibbia risuona da un capo all'altro di un imperativo: alzati e va'! Il verbo più caratteristico dell'uomo di Dio è camminare, avanzare, Gesù stesso dice di sé: Io sono la via. La sua pedagogia non è arrivare o concludere ma avviare percorsi, iniziare processi: la verità completa è avanti, una scoperta progressiva, un fiorire perenne.

Lo Spirito ci fa liberi e creativi, ci manda al largo nel mare della storia e di Dio, a scoprire nuovi mari quanto più si naviga: noi la vela e lo Spirito il vento. (Commento: padre Ermes Ronchi)

Lode e interecessione

Rit.: Tutto il creato canti la tua gloria!

Ti rendiamo grazie perché sei sempre presente e possiamo incontrarti nella Parola e nei sacramenti.

Ti rendiamo grazie per i doni della terra che ci nutrono e per la bellezza del creato che ci parla della tua grandezza.

Ti rendiamo grazie per questo giorno che ci doni di vivere, il tuo Spirito ci accompagni in ogni nostra azione.

Padre nostro...

Signore risorto, il peso della tua Parola è leggero e l'esigenza della tua Pasqua è lieve come un alito di vento che rinfresca il volto. Donaci la leggerezza dell'amore, che sola permette di portare i pesi della carità e della verità senza inutili pesantezze e ingombranti paure. Alleluia!

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Ancilla Domini, ancella d'amor. \ Ancilla domini, d'amore. \ Tu hai saputo esister solo amor. \ Eri null'altro che ancella d'amor.

Tu maria che sai di quest'arte, \ insegnala a noi ogni istante. Perché solo sul vuoto, sul nulla di noi \ tu possa risplendere ancella d'amor.

Vivere dentro ancorati a Dio, \ tutta Parola vissuta. \ Sì, la pienezza di te regnerà.\ Un nuovo frutto d'amore.

Credits:

Creato con immagini di David Wheater - "Red Poppy Field at Sunset, Sun Starburst, West Edinburgh, Scotland, UK. Group of Poppies in Wheat Field during Golden Hour." • MabelAmber - "man woman couple"