Salvador Dalì Le rappresentazioni del sogno e dell'inconscio

Dalí è uno degli artisti più celebri e discussi del 20° secolo. È conosciuto soprattutto come pittore, ma i suoi interessi sono molteplici: dalla fotografia al cinema, dalla poesia alla creazione di oggetti e gioielli. In tutte le sue attività, Dalí esprime una personalità provocatoria. Soprattutto nei dipinti, cerca di stupire lo spettatore accostando figure bizzarre in situazioni e scenari che ricordano i sogni

Può un artista essere contemporaneamente tradizionale e innovativo? Nel caso dello spagnolo Salvador Dalí si può rispondere di sì. Egli unisce infatti la perfetta padronanza delle tecniche artistiche apprese durante lo studio all'Accademia e un temperamento teso alla provocazione e alla sperimentazione.

Verso la fine degli anni Venti, a Parigi, Dalí mette a fuoco la propria idea di arte: uno strumento per evadere da una realtà scontata e convenzionale, per esprimere l'aspetto irrazionale dell'esistenza. L'artista si avvicina al movimento surrealista (surrealismo) animato da personaggi come André Breton, Paul Éluard, René Magritte, con cui condivide l'interesse per un'arte basata sulle moderne scoperte della psicologia. I surrealisti infatti adottano come modello le ricerche di Sigmund Freud e si rivolgono quindi alle rappresentazioni dell'inconscio e del sogno.

Anche Dalí intende dare voce a questa realtà alternativa, fatta di istinto, fantasia, paure e dubbi, che costituisce, a suo parere, la componente più autentica, interessante e poetica della vita umana. Il mondo dei sogni diventa per Dalí una costante fonte d'ispirazione. Durante il sonno, infatti, la mente elabora scenari fantastici della realtà quotidiana ma anche ansie, ossessioni e desideri normalmente repressi, in altre parole inconsci. La rappresentazione di queste visioni crea dipinti che somigliano a enigmi, a complicati rebus, tramite i quali ci interroghiamo sul senso delle cose.

Una delle prime opere surrealiste di Dalí è un breve film in bianco e nero del 1929, Un chien andalou ("Un cane andaluso"), girato con Buñuel. In esso, vengono accostate scene bizzarre e prive di rapporto logico. Attraverso il movimento dei personaggi, la narrazione e la rappresentazione del trascorrere del tempo, il film ricrea concretamente quella realtà parallela che Dalí e i surrealisti vogliono raffigurare.

In pittura l'artista persegue gli stessi obiettivi creando immagini in cui gli oggetti e le cose, rappresentati con una tecnica minuziosa e impeccabile ma accostati in modo irrazionale, perdono il significato e la funzione che l'uomo gli ha attribuito nel corso della storia.

Un semplice orologio viene raffigurato in un quadro di Dalí come un oggetto quasi inutile, molle, sul punto di squagliarsi: assume cioè un valore simbolico che induce lo spettatore a riflettere sul valore del tempo e della memoria.

Dalí è un artista profondamente curioso e attento alla realtà della sua epoca. Non solo trae ispirazione dalla psicoanalisi, ma si dimostra anche interessato alle scoperte della fisica, come quelle sulla relatività spazio-temporale compiute da Albert Einstein

Uomo eccentrico e fanatico, Dalí ama esibire la propria personalità: adotta spesso travestimenti e atteggiamenti stravaganti, pronuncia discorsi in cui ricerca l'espressività poetica attraverso accostamenti di parole e immagini discordanti e sorprendenti.

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