Legge Etimo dell etica

Il termine "Legge" viene dal latino "legere" ovvero legare. Quindi il termine legge, lega e impedisce il movimento. Allo stesso tempo leva, toglie possibilità espressive e dubbi rendendo chiare le cose limitando e mostrando le linee guida.

In termini filosofici cari a Nietzsche la legge pone il conflitto tra L apollineo è il dionisiaco. Tra l' ordine morale e l'ispirazione artistica che invece di plasmare l'impulso con la legge, lo armonizza con le arti e la musica spezzando i tabù. I tabù stessi sono leggi, e sono acquisiti in maniera passiva come irretimento affettivo:" ti vorrò bene a patto che tu non faccia questa o quella cosa", oppure come condizionamento culturale " chi fa questo muore!".

La fonetica di "legge" poi ha una "L" radicale e due "g". La gerarchia sonora implica un movimento teso a raccogliere una ispirazione in un codice. Un immagine utile è quello del raccogliere un fascina per esempio. Paradossalmente la legge rompe schemi comportamentali precostituiti e non codificati regolamentando il comportamento. La legge in questo senso parte da un idea cardine e fondamentale, da un principio guida e lo porta in essere e lo rende cosciente per tutti. Ad esempio, il principio di tutelare la vita è espresso dalla legge posta come divieto "non uccidere". Con la legge si riparte da zero ed è come se si dicesse " d ora in avanti è questa la cosa più importante". Il movimento delle vocali , della vita stessa, è raccolto dalle consonanti.

Per questo ognuno di noi ha un parlamento interno che si muove tra i principi acquisti e le pulsioni, tra l' apollineo del nostro cervello impastato di cultura e tradizione e il pulsionale del nostro corpo dei nostri istinti senza frontiera.

Allo stesso tempo ciascuno di noi ha un codice personale una propria costituzione interna in termini di DNA e di convinzioni in esso. Questo codice in funzione, cioè attivo nei processi vitali biopsichici , permette un elastico e una possibilità di trasformazione e raccoglie proprio con legami le nostre esperienze già vissute e penetrate nella profondità del nostro essere. Allo stesso tempo esprime la nostra storia personale e i nostri difetti costitutivi ma modificabili ...

Quindi il nostro parlamento interno è quello che permette di mediare in modo dialettico tra codici acquisiti dall I esterno e codici interni. Il dialogo è l interazione dei codici, è la scommessa per la vita di ogni essere umano. Le nostre leggi interne ci giudicano continuamente tanto quanto quelle esterne anzi dipiú. Le leggi esterne non sono solo quelle sociali ma sono anche quelle che regolano la vita biologica e cosmica che sono peraltro alla base della nostra natura psicofisica.

Le nostre esperienze di vita ci portano inevitabilmente a conclusioni che a lungo andare plasmano le leggi interne e che orientano le relazioni con noi stessi e con gli altri in modo sempre più adatto. Ogni legge cosciente intesa, come principio e incosciente intesa come tabù, rappresntano riforme interne e vere e proprie funzioni che moderano le nostre pulsioni vitali. In questo senso, quando una legge condivisa viene assorbita, resa propria e posseduta nella sua essenza, diventa un nostro valore. Un valore è un codice in funzione. Ogni persona quindi è un valore e ha un valore e può dare valore perche può e deve essere legislatore e rappresentane della vita.

Noi quindi siamo paragonabili a stati nazionali con costituzione, parlamento, senato e tribunale. Le nostre relazioni interpersonali sono paragonabili alle relazioni tra stati nazionali. Possiamo specchiarci nei conflitti nelle guerre del mondo è ritrovare gli stessi conflitti in funzione col nostro vicino di casa.

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