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L' ACQUA

L' ACQUA DOLCE SULLA TERRA: UNA RISORSA PREZIOSA

L’intera superficie del nostro Pianeta è costituita, per circa il 70%, da acqua. Più del 97,5% di questa acqua, presente nei mari e negli oceani, è però salata, solo il 2,5% è dolce, ossia acqua potabile. Quest’ultima non è distribuita in modo omogeneo, la troviamo:

  • in ghiacciai e calotte polari, in forma solida: quest’acqua rappresenta circa il 79% dell’acqua dolce mondiale.
  • nelle acque sotterranee: quest’acqua rappresenta circa il 20% dell’acqua dolce del Pianeta.
  • nei fiumi e nei laghi: qui si trova lo 0,3% dell’acqua dolce disponibile.
  • nell’umidità atmosferica: quest’acqua rappresenta lo 0,3% dell’acqua dolce totale.
  • in serbatoi artificiali: laghi artificiali prodotti costruendo barriere lungo il corso dei fiumi.
  • nelle zone umide: paludi, sabbie mobili, fanghi e lagune.

L' ACQUA DOLCE IN ITALIA

L'Italia è, a livello nazionale, è uno dei Paesi più ricchi d'acqua d'Europa e del mondo. Le precipitazioni non solo differiscono tra il Nord e il Mezzogiorno del Paese, ma del fenomeno, ovvero presentano delle oscillazioni nella quantità di pioggia annua, in quanto in tutto il territorio è necessario gestire anni di forte piovosità e anni di forte carenza di acqua, con aumento del rischio di frane e alluvioni nel primo caso e di carenza idrica e siccità nel secondo.

Per il Mediterraneo, poi, nei prossimi anni aumenteranno le temperature e, purtroppo, un calo del 20-30% della precipitazione media, una perdita molto grave in termini di risorse idriche.

IL CICLO DELL' ACQUA

Le quantità di acqua allo stato liquido (oceani, laghi, fiumi, zone umide), gassoso (vapore acqueo) e solido (ghiacciai e calotte polari) sono in equilibrio dinamico. I continui scambi avvengono per merito dell’energia del sole e della gravità terrestre.

Ci sono molte fasi che fanno parte del ciclo dell' acqua:

  • l'evaporazione e traspirazione
  • la condensazione
  • le precipitazioni e ruscellamento

La gravità fa sì che l’acqua filtri verso il basso attraverso la porosità del suolo e gli interstizi delle rocce (percolazione), fino a incontrare strati impermeabili compatti e argillosi, in cui si formano le falde freatiche, giacimenti comparabili a lenti fiumi sotterranei.

La capillarità, invece, regola il flusso dell’acqua in senso opposto alla gravità, cioè fa sì che l’acqua sotterranea possa risalire in superficie e mantenere gli strati del terreno tra falda e crosta sufficientemente umidi.

In media, le precipitazioni annue sugli oceani corrispondono a 385.000 km3, mentre le evaporazioni a 425.000 km3. Questo scompenso è, però, bilanciato da ciò che accade a livello terrestre, in cui le precipitazioni sono pari a 111.000 km3 l’anno, contro i 71.000 km3 di acqua evaporata.

Tale scambio Terra-Oceano, però, non è immediato; inoltre, localmente, si verificano fluttuazioni anche notevoli rispetto alle medie, con conseguenti siccità prolungate o devastanti alluvioni.

AMBIENTI NATURALI E VITA IN ACQUA DOLCE

Tutta la superficie terrestre è percorsa da corsi d’acqua e il loro intreccio si chiama reticolo idrografico.

RETICOLO IDROGRAFICO

La porzione di territorio che raccoglie tutta l’acqua di un fiume si chiama bacino imbrifero (letteralmente significa il bacino che “apporta pioggia”) o bacino idrografico. La sua superficie determina parzialmente il volume delle acque raccolte.

BACINO IDROGRAFICO

Il reticolo idrografico di un bacino è articolato in una gerarchia di corsi d’acqua individuata dagli idrogeologi e riassunta in una semplice regola, detta “delle confluenze”: piccoli rivi confluiscono in torrenti, che si immettono in fiumi, che a loro volta confluiscono in fiumi più grandi che si immettono in laghi o nel mare.

Il bacino è delimitato dalla linea spartiacque.

L'ACQUA CHE USIAMO

I consumi mondiali di acqua dolce sono dovuti a:

Agricoltura (70%)

La crescente domanda di cibo ha fatto si che si aumentasse la quantità delle aree da coltivare anche con profonde trasformazioni che hanno provocato negativi effetti sull'ambiente. Dopo oltre 60 anni di agricoltura intensiva e cambio d'uso del territorio, lo sfruttamento dell'acqua arriverà ad aumentare di circa 1/3 per soddisfare le necessità di una popolazione mondiale in continua crescita.

Attività industriali (20%)

La maggior parte dei processi industriali ha sempre previsto l'utilizzo dell'acqua. Non tutte le aziende consumano nello stesso modo e nella stessa quantità, i dati variano a seconda della tipologia:

  • di industria
  • delle potenzialità della struttura
  • del grado di efficienza degli impianti
  • dei processi produttivi
  • dell’entità dei ricicli

USI DOMESTICI (10%)

Nel corso del ‘900 i consumi idrici civili sono aumentati. L'utilizzo della risorsa a scopo domestico risulta essere, infatti, proporzionale alla qualità della vita, allo sviluppo economico, urbano e sociale. In Italia, il consumo pro capite di acqua è di circa 174,5 litri di acqua al giorno. La maggior parte di essa (83%) è usata per diluire sostanze inquinanti e restituita all'ambiente in condizioni alterate.

L'ACQUA NASCOSTA

L’impronta idrica di una nazione è un indicatore del volume totale di acqua utilizzata da un paese per produrre i beni e i servizi consumati dai suoi abitanti.

A seconda dell’effettivo ambito di utilizzo dell’acqua, si distinguono due componenti:

  • l'impronta idrica della produzione: il volume totale di acqua dolce prodotto per beni prodotti nel territorio.
  • l'impronta idrica del consumo: il volume totale, inclusa l'acqua impiegata in altri Paesi per produrre le merci importate

La disponibilità pro-capite d’acqua dolce è in costante diminuzione e la tendenza è di un'ulteriore riduzione di questa preziosa risorsa. Consumi eccessivi e inconsapevoli mettono quindi in pericolo le nostre fonti di acqua dolce, l’Italia è, infatti, il terzo Paese al mondo importatore di acqua "virtuale" o nascosta nei cibi di importazione, con 62 miliardi di m3 l’anno.

L'acqua in ciò che produciamo

Nel nostro Paese il settore che sfrutta maggiormente questa preziosa risorsa è l'agricoltura:

(85%) acqua per realizzare colture per l'alimentazione umana e il mangime per il bestiame

(75%) per il pascolo e l'allevamento

(10%) energia da biomasse

(15%) diviso tra produzione industriale (8%) e uso domestico (7%)

L'acqua in ciò che consumiamo

L’impronta idrica dei consumi in Italia ammonta a circa 132 miliardi di m3 di acqua l’anno (oltre 6.000 litri pro-capite al giorno) e comprende anche l’acqua nei beni importati. Ciò che mangiamo (che include prodotti agricoli e di origine animale) contribuisce, da solo, all’89% dell’impronta idrica totale giornaliera degli italiani. Il consumo di acqua per usi domestici è solo il 4 % dell’acqua che usiamo ogni giorno, mentre l’acqua nascosta nei prodotti industriali è il 7%. I prodotti di origine animale (latte, uova, carne, grassi animali) rappresentano quasi il 50% dell’impronta idrica totale dei consumi nel nostro Paese. Il solo consumo di carne contribuisce a 1/3 dell’impronta idrica totale, a seguire vengono i consumi di oli vegetali (11%), cereali (10%) e latte (10%).

L’impronta idrica considera non solo il luogo da cui l’acqua proviene ma vi aggiunge anche una componente qualitativa. L’acqua viene divisa infatti in tre componenti: acqua blu, acqua verde e acqua grigia.

  • L'ACQUA BLU è l'acqua che fornisce dai bacini idrici superficiali.
  • L'ACQUA VERDE è l'acqua piovana e quella contenuta nelle piante e nel suolo sotto forma di umidità.
  • L'ACQUA GRIGIA è l'acqua inquinata dai processi produttivi.

L’impronta idrica è la somma del volume dell’acqua blu, verde e grigia richiesto per la produzione di beni e servizi.

SUOLO E ACQUA

Il suolo è un’importante risorsa naturale che è limitata e non rinnovabile. Questo bene è fondamentale per tutti i cicli naturali che permettono la vita sulla Terra: nel suolo si ritrovano, infatti, aria, acqua, micro-fauna, sostanza organica, etc. Esso è, quindi, essenziale per l’equilibrio della biosfera. I prodotti del suolo sono basilari anche per la produzione di biomasse, cibo, materie prime e per lo svolgimento delle attività umane in generale.

I principali rischi per la risorsa suolo:

  • la diminuzione di materia organica che influisce sulla fertilità
  • la perdita della biodiversità
  • l'erosione che può portare alla perdita del suolo fertile, all'aumento dell' apporto di sedimenti nelle acque
  • le frane e le alluvioni
  • la salinizzazione, cioè l'accumulo nel suolo di sali solubili
  • la compattazione, pressioni causate da pesanti macchinari
  • l'impermeabilizzazione
  • la desertificazione

Un suolo che è stato compattato e impermeabilizzato non è più in grado di trattenere buona parte delle precipitazioni.

DISSESTO IDROLOGICO

Le peculiarità geomorfologiche e climatiche fanno dell’Italia una nazione ad alto rischio di frane e alluvioni. In Italia, oltre 6.000.000 di persone sono esposte al pericolo di tali fenomeni e, dagli inizi del ‘900 a oggi 12.600 cittadini hanno già perso la vita a causa di essi. Gravose perdite umane per il nostro Paese, ma anche ingenti costi economici: negli ultimi 10 anni abbiamo subito 242,5 miliardi di euro di danni per terremoti, frane e alluvioni.

TERREMOTI

"L'ACQUA E' ALL'ORIGINE DI TUTTE LE COSE", diceva Omero ed è assolutamente vero.

Fine!!

Credits:

Created with images by MartinStr - "air bubbles diving underwater" • Mourad Saadi - "Little wave" • Nathan Dumlao - "untitled image" • Lefty Kasdaglis - "N E G A T I V E" • Jeremy Bishop - "untitled image"

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