PROGETTO MEDIARTE Visita alla galleria nazionale d'arte moderna

Salone di Ercole

In questa sala l’Ercole di Canova si specchia nel mare di Pascali, la foglia di fico sull’Ercole richiama la spoglia d’oro di Penone. Le sculture neoclassiche che precedevano l’Ercole sono disseminate nel percorso, dialogano, sono spettatori. Pino Pascali è il filo conduttore di questa esposizione. A marzo uscirà la guida della galleria, presto una audioguida.

1 Antonio Canova[4], Ercole e Lica, 1815, marmo 350x152x212.

Ercole e Lica

“L’episodio scolpito è tra i più terribili della mitologia greca: Ercole, impazzito di dolore per la morte del centauro Nesso, uccide il messaggero di tale notizia. Lica sta per essere scagliato ed invano si trattiene alla criniera e all’altare. Notare la circolarità dello sforzo contrapposto. La statua deve essere vista da dietro, per comprendere la disperata resistenza del piccolo Lica”[5]. Notare la pelle attaccata al corpo di Ercole[6]. La violenta tensione del gruppo sembra smentire l’idea della “nobiltà greca nella sofferenza” di Winckelmann, si avvicina al filone del “neoclassicismo orrifico”, che tende a raffigurare impulsi violenti. Fino ad alcuni anni fa la statua veniva movimentata. La statua si trovava nel distrutto palazzo Torlonia di piazza Venezia.

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