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GABRIELE CAMPAGNA "pensa se non ci avessi provato"

Hey! Hai visto cosa è appena uscito? Il mio primo libro: IO. Ho ancora un pò di vita. Si! Hai letto bene! Figo eh? Tu che stai leggendo questo post starai pensando: wa ora tutti scrivono i libri, mo pure cani e porci..sicuro? tutti chi? vuoi leggerlo? giuro non è lunghissimo, è un connubio di narrativa e poesia, che dici, ti va?

Provare per credere, ordinalo qui:

È una storia vera, è la mia storia, ma anche quella di ognuno di noi, di qualsiasi persona che da una delusione ha tratto il meglio, ha avuto la capacità di rialzarsi, di rimettersi in gioco, crescere, cercare la propria forza di Volontà per raggiungere il suo obbiettivo, il mio? La felicità. E avere una seconda possibilità, crederci fino in fondo per capire che “Io ho ancora un po’ di vita” e di certo non la spreco così. Ricorda che tu sei la più grande sfida di te stesso: affrontati, cadi pure, ma rialzati, lotta e vinci.Fa che la tua vita, nelle parole e nell’agire, diventi indispensabile per renderlo migliore. Vivi pertanto la vita per la sua unicità e promettimi di colorare ogni istante con il colore più bello, del miglior pennello la tua mano possa tenere tra le dita: “anche s’un foglio scuro ci sarà un po' di luce se userai i colori più vivi e lo guarderai col sorriso.”

CHE LE LUCI SI SPENGANO, INIZIA LO SPETTACOLO!

Ciao, io sono Gabriele e sono nato il 5 Marzo del 2005. Sin da piccolo mi hanno raccontato che amavo stare al centro della scena...infatti rubavo sempre la telecamera a papà! Sono stato battezzato in teatro all'età di 5 anni, un po' per gioco in realtà, quello della mia scuola, l’ istituto Ennio Galice, interpretando: “Il Piccolo Principe“, con la regia di Stefano Borghetti, attore e regista locale...che ricordi mamma mia! Stefano decise poi di invitarmi a far parte della sua compagnia, ma a dire il vero non ero molto convinto, diciamo che me la facevo sotto letteralmente.

Decisi però di provarci e da quella piccola dose di coraggio iniziò la mia giovane e piccola carriera, iniziando a collaborare in più spettacoli in giro per il Lazio, come: “Peter Pan“, “Pinocchio“, “La fiaba sul carnevale“. Contemporaneamente in quell'anno intrapresi anche un corso che ancora oggi tengo stretto ai miei ricordi. All'età di 7 anni con la compagnia di Pino Quartullo andai all'allora Silvano Toti Globe Theatre, oggi chiamato Gigi Proietti Globe Theatre dove rimasi 1h e 15 minuti ad osservare un grande gigante con gli occhiali e la barba bianca che parlava e sorrideva a noi giovani dilettanti del teatro e ci raccontava la sua storia, le esperienze e alcune tecniche che avremmo potuto studiare e usare; se solo quell'ora e 15 minuti fosse durata di piu...

Circa 4 anni dopo aver continuato a lavorare per alcune compagnie, decisi però, smosso dalla ricchezza e dalla voglia di saperne sempre di piu', di studiare nuove tecniche e perfezionarne di altre, proseguendo così miei studi artistici alla scuola di recitazione di Enrico Maria Falconi 4 anni dopo, presso la compagnia Blue in The face, con il quale però lavorerò e studierò solo un anno.

Dopo di che si passa in Rai nel 2016, con la realizzazione di alcune musiche per: “Fräulein-Una fiaba d’inverno”, con la Regia di Caterina Catone e la partecipazione straordinaria di Christian de Sica e Lucia Mascino. Ma con una piccola nostalgia di casa si ritorna a lavorare con Stefano Borghetti, lo stesso anno, con ruoli importanti e da protagonista, fin quando, nel 2018 ho iniziato a lavorare a quattro mani con la giovanissima ballerina: Desiree Benevieri sino all'anno successivo.

Il 2018 è per me un anno devo dire importante, ricco di nuove emozioni e duro lavoro. Ho iniziato a studiare presso l’Unione Musicale di Civitavecchia, sotto la guida canora del maestro Petronilli ed è proprio nello stesso anno, che mi classifico terzo, vincendo però la prima selezione, al Mini-Festival di Viterbo, (lo stesso che fece da piccola Anna Tatangelo) portando il brano del volo: “L’amore si muove”.

È dal 2019 che però decido di uscire dai riflettori. E' ora di cambiare! Non si tratta di stanchezza o magari delusione per qualcosa o altro anzi, uscendo dalle quinte decido di soffermarmi su una nuova forma d'arte che mi incuriosisce: la scrittura. Da lì parte una vera e propria passione...un'altra! Inizio a scrivere davvero tanto e con determinazione. Poesie di ogni tipo e genere, come: "Fulmini" e "Luna" le quali hanno riscosso molto successo nei giornali locali, ma anche la realizzazione di canzoni e testi teatrali, come: "La Porta dei Sogni". E' proprio la scrittura che mi porta ad oggi dove con il tempo è migliorata e cresciuta insieme a me. Ho avuto la fortuna di lavorare presso la testata giornalistica: Civoline e la Provincia, intervistando uno dei miei maestri teatrali: Pino Quartullo, la possibilità e l'onore di doppiare alcuni progetti per la Palea Family Production e vedere proprio come questo lavoro, se così lo si vuol chiamare ti gratifica tanto.

A causa del Covid19 però purtroppo nel 2021 questo settore è crollato, lasciando in balia delle onde numerosi operatori dello spettacolo. Ma la forza di ritornare è tanta e tutti ci siamo impegnati per ritornare ad assaporare il rumore del legno scricchiolante, l'odore di quelle stoffe rosse altissime e quelle numerose poltrone. Io, dal mio canto ho avuto la possibilità di creare in collaborazione di Elena Sofia Ricci e Paola Minaccioni, un appello per noi giovani e anziane marionette manovrate ahimè da un qualcosa ai piani alti di instabile.

Questa fortuna, questa gioia ad oggi la dedico a me che sono riuscito a crescere tanto, grazie anche alle mille esperienze e alle tantissime persone che ho potuto incontrare fin qui e a mia nonna, che è stata la mia fan numero uno e non ha fatto in tempo a vedere ciò che stavo facendo, anche se secondo me un occhio da lassu' ogni tanto lo butta... Un gioco, iniziato per caso mi ha portato oggi a quello che sono e speriamo a quello che sarò. La strada è lunga e di certo non facile, ma ad oggi mi guardo allo specchio e dico: "beh, pensa se non ci avessi provato!"

Sono entrato nel teatro perché, lo confesso, non c'è nulla di imbarazzante, sono stato sempre grasso, ero l'ultimo a correre, e sul palcoscenico ho trovato che potevo essere tutto quello che da ragazzo non potevo creare nella vita: potevo essere giovane, bello, alto, magro. Il palcoscenico è quel luogo magico dove un semplice può fare un dittatore, un incolto può fare un poeta. Lì è cominciato il mio amore per il teatro.

  • GLAUCO MAURI
COLLABORAZIONI

STEFANO BORGHETTI

PINO QUARTULLO

ENRICO MARIA FALCONI

GIGI PROIETTI

RAI CINEMA

PALEA FAMILY PRODUCTION

"Nessun testo, nessuna regia, nessuna scenografia può sostituire la presenza fisica dell'attore senza di conseguenza annientare i fondamenti dell'arte teatrale. Il Teatro non è un'appendice della letteratura, ne un collage o una sintesi delle arti nella prospettiva di una opera totale ma l'istante unico di un incontro tra un pubblico venuto a vedere e attori che si offrono alla vista. Offrire alla vista non la rappresentazione, il ri-presentato, ma il vivente, il pensiero attraverso il pensare. Offrire alla vista ciò che non si può ascoltare: la presenza interiore che vitalizza l'agire come il parlare nel crogiolo del corpo. Il vissuto del corpo crea la verità della parola. Il corpo è l'essenza del Teatro"

  • YVES LEBRETON
DICONO DI ME

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"L’attore deve essere un artigiano, abbassando questa sacralità del teatro e portando il tutto a un livello più umano" Gigi Proietti

Conobbi Gigi all'età di 7 anni, in un corso che teneva nel suo teatro: il Silvano Toti Globe Theatre e ricordo quest'uomo imponente su una settantina di anni. Un uomo tutto di un pezzo, serio e professionale...insomma la sua figura sul palco c'era e si vedeva. Me lo avevano descritto come uno dei piu' burberi, ma in realtà parlandoci è stato come essere sulle ginocchia di un nonno che ti racconta una favola, ed io proprio come un bambino lo guardavo ammaliato. Il mio unico rammarico fu quello di non aver compreso appieno quel futile momento; avrei potuto chiedergli una foto, un autografo eppure rimasi li solo ad ascoltarlo, osservando il suo grande sorriso e quelle pupille color nocciola, fiero si di esser lì, ma forse non del tutto consapevole. Mi diceva "tu vuoi recitare o fare l'attore?" Voi la sapete la differenza? Colui che recita impara le battute e le ripete e basta, fa solo questo. L'attore è colui che il personaggio se lo studia, lo fa vivere tutti i giorni con se e in se. Lo porta al supermercato, gli fa pulire la casa, gli fa preparare i pasti, tutto sotto la guida di quel personaggio, con la sua mimica, le sue emozioni e quando arrivi in teatro è solo la consapevolezza di mostrarlo agli altri, ma è già in te. "A rega' ricordativelo" ci diceva "Ce stanno attori e ne ho conosciuti tanti in vita mia, che sanno solo recità, fatiglie vede' come se fà"

E se ad oggi, avessi saputo che quelle lunghe parole me le sarei portate lungo tutta la mia carriera e nella vita di tutti i giorni, beh di certo avrei potuto fare di piu. Vorrei aver avuto un solo ultimo istante, per dirgli solamente "Grazie Gi'", ma credo che da lassu' qualcosa gli sia già arrivato. "Metticela te na buona parola me raccomanno". Ed ora mi tocca fare proprio come quando ogni volta che finiva il corso: mi alzavo, mettevo apposto la mia sedia, mi giravo, ti guardavo e con voce timida e impacciata ti dicevo con quel tu che si mischiava al lei: "Arrivederci signor Proietti, è stato bello parlare con lei, speriamo di vederci presto" e agitavo la mano come un bambino felice, nella speranza di rivederti ancora...

Ti ringrazio per aver dedicato un po' del tuo tempo a me. Mi auguro di conoscerti presto!

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AD MAIORA, CIAO!