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Digitale per l'inclusione e l'integrazione pnsd- pon: snodi formativi - azione 10.8.4

Digitale per l'integrazione e l'inclusione: innovazione dei processi didattici
  • L'inclusione sociale riguarda tutte le persone e la condizione umana
  • conduce al riconoscimento di un DIRITTO come forma di contrasto al suo opposto: l’esclusione
Inclusione

L'inclusione è il modello prevalente nei documenti internazionali più recenti, in base ai quali la PERSONA portatrice di diversità ENTRA nella comunità a pieno titolo, alla PARI di tutti gli altri.

  • I principi di funzionamento, le regole e le routines del contesto devono essere riformulati avendo presenti tutti i componenti, ciascuno con la propria specificità: l’alterità di tutti e di ciascuno diviene la condizione normale di scuola e d’aula (Gaspari, 2011; Vasquez-Oury, 2011).

L'Inclusione scolastica è un PROCESSO, un percorso verso la crescita illimitata degli apprendimenti e della partecipazione di tutti gli alunni

DIRITTO DI TUTTI
  • FINALITA’: formazione di buona qualità per i soggetti in fase di apprendimento a prescindere dalle loro caratteristiche
  • GARANTISCE i diritti alla formazione, alle pari opportunità e alla partecipazione sociale
  • RISPONDE alla variabilità degli stili di apprendimento, delle intelligenze multiple, degli stili cognitivi
  • PROMUOVE le risorse e le potenzialità di ciascuno
  • FAVORISCE la partecipazione sociale, riduce l’esclusione dall’educazione
  • IMPLICA DEI CAMBIAMENTI nel contesto: contenuti, strutture, metodologie
Una scuola per tutti e di tutti non è solo un DIRITTO di tutti, ma anche una RESPONSABILITA' di ognuno. Una scuola inclusiva è un atto di responsabilità civile e umana (C. De Vecchi)

LA CLASSE … UNA “NORMALE COMPLESSITÀ”

ALTERITA'/DIVERSITA''

di quale diversità si sta parlando?

  • Profilo neuroevolutivo
  • Stili di attaccamento
  • Ambienti di vita socio-familiari
  • Intelligenze multiple
  • Diversità di background
  • Stili di apprendimento

la differenza non è una struttura imposta a una realtà indifferenziata, ma è piuttosto il modo stesso di esprimersi della realtà

non semplicemente «fare posto» alle differenze —principio di tolleranza della diversità — ma piuttosto affermarle, metterle al centro dell’azione educativa in quanto nucleo generativo dei processi vitali

Inclusione come riconoscimento della specificità e della differenza di identità di ognuno

Pedagogia inclusiva

La scuola inclusiva ha la finalità di rispondere ai bisogni degli alunni come PERSONE riprogettando la sua organizzazione e la sua offerta, anche curricolare, in funzione di ciascuno, quindi,

co-progettazione educativa come processo di crescita della comunità
  • sposta il focus di analisi e d'intervento dalla persona al contesto, per individuarne gli ostacoli e operare per la loro rimozione, rivedendo: contenuti, strutture, metodologie
  • RELAZIONE EDUCATIVA
  •  TEMPO, SPAZIO, MODALITA' DI AGGREGAZIONE ALUNNI
  •  TIPOLOGIE DI LAVORO
  •  MODALITA' DI INDAGINE
  • OFFERTA FORMATIVA

e attiva la partecipazione piena di tutti gli alunni, al di là delle varie etichette diagnostiche

quindi... INCLUSIONE come processo con il quale il contesto scuola, attraverso i suoi diversi protagonisti (organizzazione scolastica, studenti, insegnanti, famiglia, territorio), assume le caratteristiche di un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini

PERCORSO VERSO LA CRESCITA ILLIMITATA DEGLI APPRENDIMENTI E DELLA PARTECIPAZIONE che riduce al minimo TUTTI GLI OSTACOLI NELL'EDUCAZIONE DI TUTTI GLI ALUNNI

PARADIGMA INCLUSIVO

  • Progettazione condivisa tra docenti
  • Organizzazione didattica flessibile
  • Personalizzazione/individualizzazione
  • Effetti positivi non solo sull'alunno in difficoltà, ma anche sulla classe e sulla scuola
  • Buone prassi che si riflettono positivamente sull'intera comunità scolastica

Docente inclusivo: quadro di valori fondamentali

Valorizzare la diversità, Sostenere gli alunni, Lavorare con gli altri, Aggiornamento professionale
  • Valorizzare la diversità dell’alunno/a: Differenza come risorsa e ricchezza
  • Sostenere gli alunni: Coltivare sempre alte aspettative di successo per ogni alunno
  • Lavorare con gli altri: Collaborazione e lavoro di gruppo sono essenziali
  • Aggiornamento professionale come pratica riflessiva: Insegnare è un'attività di apprendimento continuo

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

"Il Bisogno Educativo Speciale è qualsiasi difficoltà evolutiva, in ambito educativo e/o apprenditivo, che consiste in un funzionamento problematico anche per il soggetto, in termini di danno, ostacolo o stigma sociale, indipendentemente dall’eziologia, e che necessita di educazione speciale individualizzata" finalizzata all’inclusione (Ianes e Macchia, 2008)

Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, quindi, sono tutti quegli alunni che evidenziano difficoltà nell'apprendimento e nella partecipazione sociale, rispetto alla quale è richiesto un intervento didattico mirato.

Vivono una situazione particolare, negativa (che può essere a livello organico, biologico, oppure familiare, sociale, ambientale, contestuale o in combinazioni di queste) che li ostacola nell’apprendimento e nello sviluppo.

Queste difficoltà possono essere

  • globali e pervasive (es: autismo)
  • più specifiche (ad esempio nella dislessia),
  • settoriali (disturbi del linguaggio, disturbi psicologici, d’ansia)

gravi/leggere… permanenti/transitorie

LA SCUOLA ITALIANA È INCLUSIVA?

Ci sono norme di base nella legislazione italiana che ci permettono di rispondere positivamente a questa domanda?

Normativa

Una scuola per tutti

NORMATIVA PER I Bisogni Educativi Speciali

  • Direttiva Ministeriale 27/12/2012, "Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”
  • C.M. N.8 del 6/3/2013, "Indicazioni operative per la direttiva”
  • Nota Miur prot. 1551 del 27/06/2013 - Piano Annuale per l'Inclusività (PAI)
  • Nota Miur prot. 2563 Chiarimenti BES 22/11/2013

Con tali norme si è inteso prospettare un ampliamento della sfera di intervento a favore di alunni che, per cause diverse e per periodi anche temporanei, presentino difficoltà tali da condizionarne negativamente il percorso di sviluppo e di apprendimento esponendoli al rischio del non raggiungimento del «successo formativo».

Nell’area dello svantaggio scolastico sono individuate tre sotto-categorie di bisogni educativi speciali:

  • quella della disabilità (tutelata dalla legge n. 104/1992);
  • quella dei disturbi specifici di apprendimento (tutelata dalla legge n. 170/2010);
  • quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale.

Direttiva ministeriale MIUR 27 dicembre 2012 Bisogni Educativi Speciali

  • "ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici, o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” [...]
  • Va quindi potenziata la cultura dell’inclusione, e ciò anche mediante un approfondimento delle relative competenze degli insegnanti curricolari, finalizzata ad una più stretta interazione tra tutte le componenti della comunità educante
3 macroaree

Il concetto di BES non ha un valore clinico ma POLITICO e PEDAGOGICO: riconoscimento dei DIRITTI e allocazione di RISORSE. BES è una macrocategoria che comprende tutte le difficoltà educative-apprenditive

►L’autonomia scolastica si pone come essenziale sfondo del processo di miglioramento in atto del sistema scolastico ed è lo strumento attraverso cui adottare metodi di lavoro, tempi di insegnamento, soluzioni funzionali alla realizzazione dei vari piani dell’offerta formativa e alle esigenze di ciascuno.

- ►L’autonomia organizzativa consente di dare al servizio scolastico flessibilità, efficienza ed efficacia e di realizzare l’integrazione e il miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, anche attraverso l’introduzione e la diffusione di tecnologie innovative.

LA DIRETTIVA MINISTERIALE: GLI INTERVENTI

  • Personalizzazione
  • Presa in carico da parte di tutti i docenti curricolari
  • Didattica inclusiva
  • Formazione docenti
  • Riorganizzazione CTS
Presa in carico da parte di tutti i docenti

CM N.8 6/3/2013: le indicazioni operative ...

Consiglio di Classe
  • Ruolo del C.d.C. che decide, anche in assenza di certificazione, dove è opportuna o necessaria la personalizzazione della didattica e l'adozione di misure compensative o dispensative
  • Temporaneità
  • I C.d.C. devono monitorare gli interventi
  • Il percorso ipotizzato viene formalizzato in un PdP deliberato dal C.d.C., approvato e sottoscritto da Dirigente Scolastico, Docenti, Famiglia e Studente (se maggiorenne)
COSA FA IL CdC

tempistica

Cronoprogramma

Speciale normalità

Una modalità per rendere la classe un luogo davvero inclusivo e per uscire positivamente dal «dilemma della differenza» (Terzi, 2005; 2008; 2009) è l’approccio metodologico definito della «speciale normalità» (Ianes, 2006)

  • La posizione «dialogica» della speciale normalità sostiene che i «principi attivi» delle varie tecniche speciali devono entrare nelle occasioni della normale offerta formativa, specializzandola e rendendola più capace di rispondere adeguatamente ai vari modi peculiari di funzionamento, e che reciprocamente la normalità del vivere la scuola assieme ai pari modifica gli aspetti tecnici, spogliandoli dai tecnicismi e così normalizzandoli e includendoli nelle attività.
  • La normalità si specializza e la specificità si normalizza.

UNIVERSAL DESIGN FOR LEARNING

soluzioni utili a tutti: costruire la didattica pensando ai bes

un’idea semplice e potente: è più conveniente progettare pensando ai casi limite usando linee guida inclusive

Se lavoro su variabili ambientali, creo il presupposto per un’efficace azione sull’individuo

Urie Bronfenbrenner

quali sono le barriere alla progettazione inclusiva?

Da DOVE COMINCIARE?

  • Arricchire i propri materiali, imparando a usare meglio cose già note
  • Facilitare la decodifica delle informazioni
  • Esplorare nuovi formati

L'ambiente di apprendimento per promuovere competenze

L'attenzione al singolo alunno non è un optional. L'organizzazione dell'insegnamento deve prevedere una diversità di approcci per offrire ad ognuno esperienze di successo. Per questo motivo la proposta formativa è personalizzata, cioè adeguata alle caratteristiche e al ritmo di apprendimento dei ragazzi.

Sette dimensioni dell’azione didattica, su cui è possibile agire per incrementare i livelli di inclusione in classe e migliorare le condizioni di apprendimento di tutti gli alunni

L’azione didattica inclusiva si concretizza attraverso l’uso di metodi e di strumenti che possono favorire gli apprendimenti e l’accesso di TUTTI gli alunni ai saperi, secondo le proprie capacità, caratteristiche e bisogni... declinata in modo coerente con

il processo mediante cui un curricolo (obiettivi, metodi, materiali, valutazione) è intenzionalmente e sistematicamente progettato, fin dall’inizio, per rivolgersi alle differenze individuali degli alunni per realizzare ambienti di apprendimento migliori.

7 punti chiave per una didattica inclusiva

7 punti chiave

PERCORSO DI ADATTAMENTO

Partendo da un obiettivo curricolare standard, è possibile avviare un percorso di adattamento che prevede varie possibilità

  • la sostituzione della sua accessibilità
  • la semplificazione e facilitazione linguistica
  • la scomposizione in nuclei fondanti
  • la partecipazione alla cultura del compito
  • l'adeguamento degli obiettivi del gruppo-classe alle esigenze del bisogno educativo speciale

non è più solo il docente a dover avere alcune attenzioni specifiche, ma deve essere responsabilizzato l’intero gruppo classe sui temi di accessibilità, di inclusione, di partecipazione scolastica.

I più recenti indirizzi di ricerca spiegano che differenziare la didattica significa ORGANIZZARE DIVERSAMENTE IL LAVORO IN CLASSE:

flessibilità didattica
Aprire, creare nuovi spazi di formazione, giocare sui raggruppamenti a più vasta scala, sui compiti, sui dispositivi didattici, sulle interazioni, sulle regolazioni, sul mutuo insegnamento, sulle tecnologie della formazione (Perrenoud,2002, p.62).

Nessun elemento è NEUTRO: la disposizione dei banchi, gli assetti di lavoro, le relazioni della classe, i rapporti tra gli alunni, le strategie e le tecniche impiegate, i mediatori didattici, la personalità dell’insegnante... insomma tutti i filtri attraverso cui l'insegnante seleziona e gestisce in classe i compiti, i materiali, le attività, etc.

... è necessario essere consapevoli e adattare i propri stili di comunicazione, le forme di mediazione didattica e gli spazi di apprendimento ... per valorizzare le differenze individuali

approccio bilanciato
  • LA DIDATTICA VIVA E MULTIDIMENSIONALE. Usa la mediazione del gruppo e dei suoi componenti, parte dagli interessi degli alunni e trasforma la relazione educativa in un rapporto dialogico nel quale ognuno riesce ad accedere alle conoscenze, a crescere, e a prendere coscienza di sé e degli altri.
  • L’approccio multidimensionale alla didattica prende spunto da un lavoro operativo sulle capacità metacognitive che permette agli alunni di acquisire in modo dinamico e stimolante le conoscenze necessarie alla decodifica dei loro mondi vitali e sociali.

didattica digitale e inclusione

La tecnologia aiuta l'accesso e trasforma il setting. Come?

  • -Consente la manipolazione e il controllo del formato
  • - Offre alternative di accesso
  • - Supporta istruzioni multisensoriali
  • - Consente una maggiore autonomia personale

Piano Nazionale Scuola Digitale

  • - Modificare gli ambienti di apprendimento per rendere l’offerta educativa e formativa coerente con i cambiamenti della società della conoscenza e con le esigenze e con i ritmi del mondo contemporaneo
  • - "Il laboratorio in classe e non la classe in laboratorio: una strategia - tante azioni"
  • - Passaggio da didattica trasmissiva a apprendimento collaborativo ed esperienziale
  • - Trasformare il paradigma di insegnamento basato su linguaggio verbale e scritto, in paradigma di apprendimento, basato su nuovi linguaggi multimediali, logiche di rete, contributi multipli e responsabilità condivise
PNSD

Usare tecnologie, digitale e social a scuola: perchè?

  1. Collaborare, ricercare informazioni
  2. Analizzare, comparare, diagnosticare
  3. Riflettere e rappresentare la conoscenza
  4. Comunicare, costruire, risolvere problemi
  5. Vivere l'apprendimento in una dimensione sociale
  6. Costruire artefatti
  7. Sviluppare competenze sociali e metacognitive
  8. Costruire significati

Perchè CENTO anni di letteratura pedagogica ci hanno svelato l'arcano...

s'impara meglio quando si ha un ruolo attivo, si costruisce, si collabora, si rappresenta ciò che è stato appreso, si risolve un problema reale

le tecnologie sono strumenti insostituibili! Cambiano gli spazi di interazione in classe e utilizzano nuovi linguaggi

La cassetta degli attrezzi

Produzione di contenuti, Condivisione, eLearning, Collaborazione e archiviazione, Comunicazione, Organizzazione, Social Network

  • PRODUZIONE: Wordprocessor, Programmi per presentazioni (PPT, Prezi, Adobe Spark, Emaze); Audio (Audacity), Learning Object (LO) eXelearning, Simulazioni (Foglio elettronico, Geogebra), Produzioni video (Windows Movie Maker, PowToon, Kate’s Video Per smartphone: Tellagami, Flipagram.com
  • CONDIVISIONE: Blogger, SlideShare, YouTube, Scribd, Flickr, Diigo, Dipity, Repository
  • LEARNING MANAGEMENT SYSTEM (LMS): Moodle, Docebo, Caroline, Edmodo, Fidenia
  • COLLABORAZIONE: GoogleDrive, Dropbox, Wiki, Mindomo, MindMap
  • COMUNICAZIONE: Skype, Gmail , Google Hangouts, Appear.in
  • ORGANIZZAZIONE: Doodle, Google Calendar, Keep
  • SOCIAL NETWORK: Facebook, Twitter, Instagram, Flickr, Linkedin

tassonomia di Bloom

Bloom's Digital Taxonomy

risorse per l'insegnamento

risorse digitali
  • Con Risorse Didattiche Aperte o Risorse Educative Aperte (OER, Open Educational Resources) si intendono materiali didattici in formato digitale resi disponibili con licenze che ne permettono il riutilizzo, la modifica e la distribuzione. Si tratta di un'iniziativa promossa dalla comunità mondiale per l'educazione come bene comune.
  • Le risorse didattiche aperte includono:
  • contenuti didattici: corsi completi, moduli, unità di lavoro, collezioni e pubblicazioni.
  • strumenti: software per la creazione, la distribuzione, l'utilizzo e il miglioramento di contenuti didattici aperti, inclusi ricerca e organizzazione di contenuti, sistemi per la gestione dei contenuti e dell'apprendimento, strumenti per lo sviluppo di contenuti e comunità di apprendimento online.
  • risorse per l'operatività: licenze per la proprietà intellettuale per la promozione dell'editoria aperta di materiali, principi di progettazione e localizzazione dei contenuti.

MODALITÀ DIDATTICHE PER DISLESSIA

  • Atteggiamenti del docente e uso di organizzatori anticipati: domande guida, parole chiave, schema, riassunto.
  • Accorgimenti che aumentano la leggibilità: Il tipo di carattere (font), la grandezza del carattere del testo, la spaziatura, il colore. Font: OpenDyslexic, Easyreading, BIANCONERO
  • Utilizzo di mappe mentali (e non concettuali), schemi, tavole riepilogative, registrazione delle lezioni: Mindomo, CmappTool, XMind, Popplet, Visual Understanding Environment

Strumenti compensativi

  • Leggere un testo stampato. Sintesi vocale per PC: LeggixMe. Per smartphone: Document Scanner Pro (Apple) oppure OCR Pro (Android).
  • Leggere un testo da un file: Vbookz PD Voice Reader: sintesi vocale dei file in PDF; evidenzia via via le parole che vengono lette.
  • Prendere appunti, svolgere i compiti a casa, effettuare ricerche. Due apps: - ► Evernote: consente di prendere note in più formati (audio, disegno e testo).►-Registratore Dragon: consente di prendere appunti su file audio; avanzamento avanti-indietro delle registrazioni.
  • Studiare, comprendere e ripetere un testo. Grafio: consente di creare mappe, schemi e diagrammi con un sistema di ottimizzazione delle forme.
  • Effettuare ricerche sul web. Dragon search: consente di utilizzare la voce per fare ricerche online.
  • SPEEKNOTES, tu parli, lui scrive

MAPPE COGNITIVE: CONCETTUALI VS MENTALI

  • MAPPE CONCETTUALI (Novak): La m. c. è la rappresentazione grafica della rete di relazioni tra più concetti, a partire da quello di partenza.
  • Le mappe servono per rappresentare in un grafico le proprie conoscenze intorno ad un argomento specifico secondo un principio cognitivo di tipo costruttivista, per cui ciascuno è autore del proprio percorso conoscitivo all'interno di un contesto. Le mappe concettuali mirano a contribuire alla realizzazione di apprendimento significativo, in grado di modificare le strutture cognitive del soggetto. Le teorie del prof. J. D. Novak sono fortemente collegate a quelle di David Ausubel.
  • La definizione di mappa concettuale è stata perfezionata più volte nel tempo, secondo quella di Gineprini e Guastavigna (2004), la mappa concettuale è una rappresentazione grafica di concetti espressi in forma sintetica (parole-concetto) all’interno di una forma geometrica (nodo) e collegati fra loro da linee (frecce) che esplicitano la relazione attraverso parole-legamento”.
struttura mappa concettuale

L’utilità delle mappe concettuali è quella di permettere una visualizzazione delle conoscenze acquisite per poter migliorare l’organizzazione mentale delle stesse, e, di conseguenza, la loro comprensione e memorizzazione, oppure l’accesso a nuove conoscenze. La mappa concettuale si può facilmente ampliare, aggiungendo nuovi contenuti-conoscenze.

  • MAPPE MENTALI (Buzan):Le mappe mentali sono forme di rappresentazione grafica del pensiero, che permettono di creare associazioni immediate tra elementi partendo da un concetto centrale. Presentano una struttura gerarchicoassociativa, in genere con esposizione grafica a raggiera (un elemento centrale e successive associazioni), sono, di solito, corredate di colori, immagini e disegni
mappa mentale

Secondo il cognitivista Tony Buzan, le mappe mentali hanno delle caratteristiche:

Tutti gli elementi di una mappa mentale devono essere ricchi di immagini fantasiose e colorate, perché da un lato rendono gradevole la rappresentazione, dall’altro stimolano l’emisfero cerebrale destro, le cui funzioni supportano facoltà come la creatività, la memoria, la fantasia, l’intuizione

  • La struttura con cui viene creata una mappa mentale, infatti, è gerarchico-associativa: i collegamenti (connessioni) che si possono creare sono gerarchici, sotto forma di ramificazioni, e collegano un elemento a quello che lo precede o lo segue; oppure associativi, che collegano punti diversi di una mappa.
  • Per lungo tempo, a seguito proprio della loro grafica, le mappe mentali sono state appannaggio quasi esclusivo dei creativi, degli “artisti” o degli inventori.
  • Dato che fanno leva soprattutto sulle capacità creative personali e di gruppo, sull’inconscio, sull’innesco di processi mentali spontanei tramite colori e immagini, sono particolarmente efficaci come strumenti di annotazione e di apprendimento e durante la costituzione di gruppi di lavoro.
  • Risultano, invece, meno efficaci, nel rappresentare la conoscenza acquisita, e dunque vengono poco sfruttate in ambito scolastico. Si può dire che rivestono un ruolo di rilievo in fase di studio e di comprensione, ma scarso in fase di ripasso e recupero delle conoscenze.
  • Come le mappe concettuali, però, anche le mappe mentali possono trovare applicazione come strumento facilitante nei disturbi specifici dell’apprendimento.

Mappe cognitive e ambienti digitali

Ci sono molti programmi per fare mappe cognitive:

  • IHMC Cmap Tools: prodotto gratuito per usi educativi e privi di fini di lucro e disponibile per diversi sistemi operativi.
  • Compendium: prodotto open source, disponibile per quasi tutti i sistemi operativi.
  • XMIND, prodotto open source multipiattaforma in grado di gestire diversi tipi di diagrammi e mappe.
  • BrainVizing: applicazione open source che sfruttando le capacità di GraphViz (altra applicazione open source) consente di realizzare mappe mentali in forma incrementale, e di produrle in sequenze che ne illustrano la definizione collegamento dopo collegamento.
  • Mindomo, Popplet, Visual Understanding Environment
MINDOMO
  • Mindomo è un'applicazione gratuita disponibile sia per iOS che per Android, disponibile in italiano, conserva online ogni progetto, con la possibilità di inserirlo in pagine web tramite codice html o link diretto e, quindi la facoltà di modificarlo successivamente.
  • E' possibile consultare una ricca galleria di Mappe Mentali online e cogliere spunti importanti per il proprio lavoro. Disponibile in moltissime lingue, la raccolta comprende mappe concettuali sui temi e/o i soggetti più vari: dalla matematica al diritto, dagli animali al concetto di bellezza, dalla nozione di apprendimento ai classici Latini, e molto altro. Le mappe possono essere consultate sfogliando le diverse pagine numerate, oppure cliccando su una key word specifica entro la nuvola di tag presente lungo la fascia laterale sinistra.
  • Molto articolate le possibilità di formattazione delle mappe e la loro personalizzazione, per quanto concerne forme, colori, fonts, grandezze, ecc., e le possibilità di linkare i vari nodi del grafico. E' possibile importare mappe in vari formati, cosi come esportarle come immagini, come pdf, come foglio di calcolo, ecc.
THINGLINK: Creare Immagini interattive
  • Thinglink è una web app gratuita che permette agli utenti di inserire e condividere immagini online, rendendole interattive grazie alla possibilità di collegarle a links, informazioni, video, audio e altre funzioni.

Cosa è possibile fare in dettaglio con ThingLink?

  • Come in una mappa immagine si possono definire delle aree dell’immagine a cui associare un link ad un sito web. E' possibile creare dei punti sensibili sulla immagine in modo che, passandoci sopra con il mouse, venga visualizzato un minibox informativo contenente indicazioni sul link relativo all’area, una descrizione, un indirizzo e-mail. Insomma informazioni utili per capire cosa succederà quando si clicca il link.
  • Oltre a visualizzare testi è possibile creare link ad un video di YouTube o ad un brano MP3. Interessante il fatto che la riproduzione di un media avviene sulla stessa pagina senza la aperture di altre pagine. Quindi crea, condivide, rende interattive immagini e video.
Qualche esempio di Thinglink: Lavoro disciplinare sullo studio delle forze in Fisica

libro cartaceo vs libro digitale

I libri digitali possono essere di aiuto a quanti presentano difficoltà a leggere un testo cartaceo. Un libro digitale, se associato ad un software di lettura con sintesi vocale, può essere letto tranquillamente dal computer.

L' Associazione italiana dislessia - AID - offre un servizio gratuito per fornire testi digitali per gli alunni dislessici.

Trasformazioni: file immagine - -► PDF --► PDF modificabile

Un must per l'azione didattica: partire dai punti di forza....

Grazie
Created By
Roberta Egidi
Appreciate

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