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La Capoeira ginnastica delle catene

Tratto da “ACCORDAGES. La nouvelle revue des praticiens de la méthode G.D.S.” – 1°semestre 2014

Testo di Florent Boivin

Traduzione: Fabio Colonnello

“La capoeira è la postura brasiliana che riconosce una storia scritta dal corpo, dal ritmo e dall’immensa natura libera dell’uomo nei confronti dell’intolleranza! Lotta e danza e ritmo e rigore fisico! I neri hanno creato la capoeira, sia per il piacere che per il combattimento. Nella loro carne, hanno realizzato questa immagine della vita fondamentale fino a oggi.” – Estratto dal discorso

“Brésil, paix dans le monde” (Brasile, pace nel mondo), pronunciato a Ginevra alla tribuna dell’ONU il 19 agosto 2004 da Gilberto Gil, Ministro della Cultura del Brasile.

Da questo breve estratto possiamo introdurre la capoeira con l’occhio del praticante GDS.

Molteplici aspetti saltano agli occhi del lettore in questo discorso, in particolare ciò che definisce la natura della capoeira, cioè le nozioni del ritmo, del gioco, della libertà (qui come antitesi di oppressione, ma noi possiamo estenderla alla libertà di movimento) e del combattimento.

Tutto lascia pensare che la capoeira unisce con sottigliezza ciò che permette al corpo di esprimersi, per il gioco ma anche per la difesa della cultura nera, e tutto ciò nel ritmo, cioè con la grazia che autorizza il corpo a testimoniare il bello. L’ultima frase mostra il corpo come supporto di una trasmissione storica. La memoria, qui, non è più scritta ma corporea e quanto è necessario di sentire il movimento per integrarlo e quanto è vano e inutile provare a comprenderlo.

INTRODUZIONE

La capoeira è nata in Brasile dall’incrocio delle culture africana, amerindia ed europea. L’apporto più importante tra queste tre è senza dubbio africano. È necessario ricordare la tratta negriera e la schiavitù per comprendere l’arrivo di queste popolazioni sul suolo di questa antica colonia portoghese?

Gli schiavi africani (molto verosimilmente originari dell’antico regno del Congo che si estendeva dal Benin all’Angola) hanno dunque portato con loro un’arte marziale che è stata percepita molto presto come una minaccia dai coloni portoghesi ed è quindi stata vietata. Come vedremo in seguito, la capoeira mantiene nella sua memoria il gioco ma anche una parte di contestazione. Così, per continuare a esprimere la loro cultura, questi schiavi hanno aggiunto al colpire e allo schivare (che non erano più effettuati) dei movimenti di espressione corporea.

Nel corso della storia, la capoeira è uscita dall’illegalità quando i poteri in carica se ne servivano sia per la difesa degli alti dignitari (gardia niera sotto Isabella di Portogallo, una sorta di moschettiere) o anche per le guerre (contro il Paraguay). Ma la maggior parte del tempo la capoeira è stata considerata come prerogativa dei mascalzoni.

Oggi, riconosciuta e insegnata in diverse accademie, la capoeira è diventata “il” vettore principale della cultura brasiliana attraverso il mondo.

PRESENTAZIONE DI UNA RODA

La roda – in italiano “circolo” – è il termine impiegato per giocare la capoeira così come l’area del gioco nella quale si svolge. Questa area è costituita da una bateria, cioè l’orchestra che dà impulso alla cadenza del gioco e dei diversi partecipanti che formano un cerchio, e che poi si affronteranno.

I due capoeiristi compiono dunque evoluzioni all’interno di questo cerchio. È già possibile evocare una forte presenza della AM costituita dalla figura del cerchio che avvolge i giocatori. Questa AM è anche rappresentata dalla reale fratellanza che esiste tra le persone che si salutano prima di iniziare.

Un altro elemento che può mettere in rilievo l’AM è la musica stessa. Essa è composta da strumenti ritmici, il più emblematico dei quali è il berimbao.

La bateria è anche composta da tamburelli chiamati panderos, da jumbes e altri strumenti. Tutti questi strumenti (soprattutto quelli che producono un suono grave) rinforzano l’AM per la sensazione di conforto, di sicurezza che producono sull’umore. Un suono stridente, al contrario, sarebbe percepito come irritante e rientrerebbe piuttosto nella categoria della PM (come è noto, la PM rappresenta la paura arcaica e la fuga).

CAPOEIRA: GINNASTICA DELLE CATENE?

La domanda che non possiamo evitare di porci quando osserviamo lo svolgimento di un gioco di capoeira è di sapere se utilizza in maniera armoniosa le diverse catene.

La capoeira sarebbe capace di proporre una ginnastica preventiva e di evitare, o almeno rallentare, i processi di destrutturazione inerenti ciascun individuo? Per questo, potremmo descrivere alcune figure semplici e frequentemente utilizzate, con lo scopo di vedere se le catene sono sì o no equamente utilizzate.

Esistono tre tipi di movimento nella capoeira: i colpi, le schivate e i movimenti di espressione corporea. Ma prima di parlare di queste figure, parliamo dell’elemento inevitabile della capoeira: la ginga. La ginga è un movimento di attesa, di danza dove il combattente potrà concatenare i suoi movimenti. Assomiglia a una camminata sul posto.

I COLPI

1. Mei-lua di compasso (mezzaluna di compasso)

Sembra evidente evocare che i movimenti di attacco solleciteranno la PL con dei movimenti centrifughi. Per la mei-lua di compasso, ritroviamo in effetti la partecipazione di questa catena al livello del membro inferiore. Per il tronco e la posizione del membro inferiore alla fine del movimento, è la PM che partecipa.

2. Armada

Questo colpo assomiglia al precedente tranne che l’individuo non appoggia le mani al suolo. È sollecitata la stessa catena. Per questi due colpi, notiamo che di maniera intuitiva la capoeira ha saputo selezionare un massimo di efficacia sfruttando il riflesso di stiramento. La PL, al livello del membro inferiore, è all’inizio messa in stiramento prima di funzionare. A differenza del movimento precedente, la PM dirige il tronco durante tutto il movimento. La costante in tutti questi colpi di capoeira è l’uso di diagonali, di rotazioni come massima efficacia per il movimento. Siamo completamente nel concetto di Kabath con il debordamento di energia, di irradiazioni.

LE SCHIVATE

1. Cocorinha

Le schivate, quanto a esse, useranno l’AL con dei movimenti centripeti. Due catene sono presenti in questa schivata: l’AM per la posizione del tronco e la postura in posizione fetale e l’AL per la posizione del membro inferiore che viene in protezione della testa.

2. Esquiva difence

Questa schivata è composta dall’AL per il membro superiore destro. Al contrario, è piuttosto la PM che controlla il tronco e il membro inferiore destro. L’interesse di questa postura come delle schivate in generale è di potersi proteggere dal colpo, di assimilarlo ma di contrattaccare subito dopo, da cui la PM che dà la possibilità di poter reagire.

LE FIGURE DI ESPRESSIONE CORPOREA

1. Aù

Si tratta di una ruota semplice. Le figure di espressione corporea sono di competenza dell’AP in generale perché simboleggiano il gioco. Ciò che è particolare nella ruota è di invertire il punto fisso del grande dorsale: non è più il bacino il punto fisso ma la scapola, la cintura scapolare.

2. Ruota sulla testa

Appoggiando la testa al suolo, i coattatori dell’apofisi sono fortemente sollecitati, noi siamo pienamente nel ruolo della PA come …… La PM non è in debito con questo contatto osseo abbastanza marcato col suolo. Altre figure di espressione corporea richiedono un appoggio maggiore sulle membra superiori e perciò stimolano la PM. In più, bisogna procedere speditamente per partecipare a una roda, avere un funzionamento bellicoso intriso di malizia per intrappolare l’avversario.

CAPOEIRA, ADATTABILITÀ E AP

La capoeira ha saputo attraversare i secoli modificandosi, nascondendosi. Altrimenti sarebbe sparita, vittima dell’intolleranza e della paura. Questo adattamento è stato possibile grazie al gioco, AP per eccellenza!

La bellezza che emerga da un combattimento è anche possibile grazie alla capacità di adattamento di ciascun partecipante. Adattamento rispetto all’avversario dove bisogna reagire rispetto a un colpo, dialogare, ma adattamento anche intrinseco per fornire un gioco sufficientemente diversificato per non stancarsi.

Per concludere, la capoeira è mondiale, presente su tutti i continenti. Ciascun capoeirista può, se è di passaggio in una città, visitare una scuola di capoeira e sarà accolto calorosamente. Dovrà adattarsi ad gioco che può variare da una scuola all’altra.

CONCLUSIONE

La capoeira sembra utilizzare attraverso un gioco di attacco, di difesa e di espressione corporea le catene muscolari in maniera equilibrata. La difficoltà, malgrado l’avversario che può imporvi uno stile di gioco, è di non restare nelle proprie abitudini perché lo stile è libero. Evolvere nella pratica significherà – pur mantenendo la propria personalità nel gioco – andare verso ciò che ci pone delle difficoltà, ciò che amiamo fare meno.

Cambiare per fornire un gioco diversificato ed ampliare il più possibile la propria stella.

Traduzione: Fabio Colonnello

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Fabio Colonnello
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