Seconda Guerra Mondiale Dallo sbarco in Normandia ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki

Lo sbarco in Normandia

Fu una delle più importanti operazioni militari della Guerra ma anche la più grande invasione anfibia che un esercito abbia mai realizzato. Essa fu attuata dagli anglo-americani al comando del generale Eisenhower sulle coste della Normandia, una regione nella Francia settentrionale, con lo scopo di aprire un secondo fronte di guerra in Europa.

Il loro intento era quello di conquistare i principali porti nord-occidentali della Francia e spingersi verso l'interno fino a liberare Parigi dalle mani dei tedeschi. In questo modo avrebbero facilitato l'avanzamento delle truppe alleate per liberare l'Europa e giungere a Berlino insieme all'Armata Rossa. Avrebbero quindi minacciato direttamente il territorio tedesco, invadendo la Germania per poi distruggere definitivamente il Terzo Reich.

Questo progetto, che fu denominato "operazione Overlord" fu programmato per diverso tempo prima di essere attuato. La prima richiesta di esaminare un piano affinché si aprisse un secondo fronte in Europa fu formulata dal generale George Marshall, ma fu contrastata da Churchill e poi da Stalin, che avevano in mente altre soluzioni. Dopo una serie di discussioni si arrivò ad un'idea comune, scegliendo come luogo di sbarco la Normandia.

Perchè proprio la Normandia?

Essa era un punto strategico, poiché gli Alleati dovettero puntare ad una zona del nord della Francia; inoltre, era uno dei luoghi meno protetti dall’esercito tedesco perché considerato meno probabile per un attacco, quindi fu favorevole ai loro progetti.

Essi decisero però che avrebbero comunque avuto un diversivo, che fu il Pas de Calais: era più vicino alle coste inglesi e forniva un accesso diretto alla Germania e la Norvegia. Grazie a questo, i tedeschi avrebbero pensato che l’operazione sarebbe partita dal nord dell’Inghilterra.

Il loro inganno risultò impeccabile: crearono strutture ed equipaggiamenti militari fittizi per confondere i ricognitori dell’aviazione tedesca e i servizi segreti di Hitler furono ingannati dal controspionaggio alleato che li portò a credere, con falsi piani d’attacco, che i punti scelti per lo sbarco erano in realtà quelli falsi.

Le spiagge su cui sbarcarono si trovavano all'interno di una fascia lunga circa ottanta chilometri: nel settore statunitense dell'invasione il bersaglio erano le spiagge denominate Utah e Omaha. Nel settore anglo-canadese Sword, Juno e Gold.

Dopo aver invaso il litorale gli eserciti dovettero dirigersi velocemente nelle zone più interne per minacciare i rinforzi nemici. Nel giro di pochi mesi riuscirono nell’impresa: quasi l’intera Francia, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo erano stati liberati.

Le conferenze e i trattati di pace

Il 9 ottobre del 1944 di tenne la Conferenza di Mosca, in cui Churchill e Stalin presero accordi per stabilire le rispettive “sfere di influenza”: l’Unione Sovietica avrebbe controllato la Romania, la Bulgaria, la Gran Bretagna e la Grecia

Dal 4 all’11 febbraio 1945 venne organizzata tra i leader delle tre potenze alleate, W.Churchill (Regno Unito), F.D. Roosevelt(Stati Uniti) e I.Stalin(Unione Sovietica), una conferenza nella città di Jalta (in Crimea).

Churchill, roosevelt e stalin a Jalta

Lo scopo principale era quello di discutere riguardo ai piani della conclusione della guerra contro le potenze dell’Asse, la spartizione della Germania e l’istituzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Al termine dell’incontro furono prese le seguenti decisioni:

  • La Germania sarebbe stata suddivisa in quattro zone d’occupazione(americana, inglese, francese e sovietica) e sarebbe stata smilitarizzata
  • L’Unione Sovietica avrebbe avuto un’influenza parziale o totale nei Pesi dell’Europa orientale che erano stati liberati dall’Armata Rossa
  • Gli anglo-americani avrebbero influito sull’Italia, sulla Grecia e sul resto dell’Europa occidentale
  • La creazione dell’ONU, il quale aveva come obiettivo principale quello di risolvere in modo pacifico ogni controversia internazionale futura; esso era formato da un Consiglio di sicurezza a cui appartenevano i tre Paesi delle potenze alleate, la Francia e la Cina

I bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki

Alla morte del presidente degli USA Roosevelt subentrò il vicepresidente H.S.Truman che vide la scelta del bombardamento come una rapida soluzione al conflitto; pensava che questo avrebbe portato il Giappone alla resa. La bomba atomica era sconosciuta al mondo e non era stata ancora utilizzata in maniera vera e propria; veniva chiamata “l’arma segreta”. Fu testata nel corso di un progetto scientifico-militare chiamato “Manhattan” nel Nuovo Messico il 16 luglio 1945.

Gli Stati Uniti comunque decisero di puntare ai centri abitati per sfruttare gli effetti psicologici che l’episodio avrebbe avuto sulla popolazione ed il governo nipponico. Il primo obbiettivo scelto dagli americani fu perciò la città di Hiroshima e il motivo che li spinse fu che essa era un luogo di notevole importanza, sia dal punto di vista militare (infatti era un centro di smistamento delle truppe) che quello industriale. Il 6 agosto fu sganciato il primo ordigno che rase al suolo la maggior parte della zona abitata, uccidendo 75.000 persone e contaminando l’ambiente con le radiazioni. Qualche giorno dopo anche l’Urss dichiarò guerra al Giappone, violando con questo un precedente accordo firmato tra i due Paesi.

Hiroshima rasa al suolo dopo il bombardamento

Il secondo bersaglio fu Nagasaki, uno dei principali porti nipponici. Inoltre era uno dei più importanti produttori di munizioni, navi, equipaggiamenti e materiali militari. Fu bombardato il 9 agosto: le vittime furono 40.000 all’istante e altre 100.000 nei mesi seguenti per via delle ferite e della radioattività. Il Paese del Sol Levante non riuscì a fronteggiare questa minaccia, perciò il 15 agosto l’imperatore firmò una resa senza condizioni.

Gli storici hanno studiato in maniera dettagliata i motivi che potrebbero aver spinto Truman a prendere questa decisione: il timore di dover spartire il Giappone con l’URSS, la volontà di dare una dimostrazione della propria forza, oppure anche la pressione dell’ambiente scientifico americano, che avrebbe capito quale fosse il potenziale distruttivo della nuova arma.

Insomma, a quanto pare ci sono elementi di strategia militare che hanno determinato la scelta di un arma di distruzione di massa, ma comunque la si guardi nella storia si ricorderà come una scelta condannabile.

Fonti

Bibliografia

“Milleduemila 3” di Valerio Castronovo “Ecostoria” – A.A.V.V.

Sitografia

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