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#ParolaGiovane per camminare insieme

Una provocazione musicale

Sotto un cielo di stelle e di satelliti ora la città è un film straniero senza sottotitoli… un cartello di sei metri dice che tutto è intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c’è niente: le città sono sempre più anonime, le persone volti senza nome, i rapporti più superficiali e… si vive la solitudine. I social assorbono tanto tempo e diminuiscono le occasioni per il dialogo e le relazioni. È importante non restare prigionieri del mondo virtuale, per non perdere il legame con la realtà.

Ma l'unico pericolo che sento veramente è quello di non riuscire più a sentire niente: la vita è piena di segni, gesti, parole e avvenimenti che la rendono grande e meravigliosa, ma il cuore dell’uomo può diventare insensibile a tutto e a tutti... alla sorpresa di un incontro, alla meraviglia per il sole che sorge, a un bambino che nasce, a un gesto di gratuità.

Stare con le antenne alzate verso il cielo: cielo vuol dire Dio, il riferimento ultimo con cui anche nelle difficoltà stabilire un contatto, lanciare un S.O.S. Pregare è sintonizzarsi sulla stessa lunghezza di Dio e parlargli.

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo: Dio è l’unico che anche nei momenti di maggior solitudine non ci fa sentire soli. È una presenza amica pronta a tenderci la mano per tirarci su dal fango della nostra umanità.

Ci si sente soli dalla parte del bersaglio e diventi un appestato quando fai uno sbaglio: ciascuno di noi può vivere la vita in modo diverso: saper perdonare, saper guardare all’altro con occhi diversi, smettere di giudicare l’altro ma riuscire portare i suoi stessi pesi...

L'energia che si scatena in un contatto: coltivare le relazioni, aprirsi agli altri ci toglie dall’isolamento in cui ci chiudiamo. Se viviamo momenti di solitudine basta alzare gli occhi per scoprire che abbiamo un Padre che ascolta la voce dei suoi figli che gridano a lui e per sentirci uniti a tutti. È la più grande consolazione che possiamo sperimentare!

FAI lentamente il SEGNO DI CROCE, pensando che il Signore è nella tua mente, nel tuo cuore, in tutta la tua vita.

Anche oggi riviviamo la Risurrezione Gesù, la sua presenza in mezzo a noi. PREGA così:

Signore Gesù con la tua passione morte e risurrezione hai acceso una scintilla di nuova vita. Aiutami a portare nuovo colore e fantasia alle mie giornate in casa. Dona nuova gioia e nuova felicità a chi abita con me e a chi soffre là fuori. Amen.

GUARDA il video che narra l'incontro di Gesù con i discepoli di Emmaus e ASCOLTA il brano del Vangelo (Lc 24,13-35).

PRENDITI qualche minuto di SILENZIO, poi lasciati provocare dalla breve riflessione proposta.

Emmaus! Una parola… e non può che venirci in mente delusione, amarezza, nostalgia… I verbi sono al passato perché il cuore si volge al passato. Quando la delusione prende il posto della speranza si diventa incapaci di guardare avanti, di progettare l’oltre, di sognare un di più, di costruire il futuro. La cosa più facile è ritornare a casa, lì dove i ricordi sembrano i soli capaci di ridonare ossigeno.

Per Cleopa e il suo compagno di viaggio è tutto finito. Lungo la via discutono di quello che è successo a Gerusalemme. La notizia di quel grande profeta di successo che dopo tre anni di predicazione, di segni, di miracoli arriva a Gerusalemme, non per liberare Israele come pensavano, non per realizzare progetti di potenza, ma per morire come l’ultimo dei malfattori, è sulla bocca di tutti.

Tra gli amici di Gesù, girano già voci sulla sua resurrezione, si parla di visioni di angeli, della testimonianza delle “nostre” donne. Ma loro non ci credonoLa strada verso Emmaus è percorsa con ritmi lenti. I passi sono corti, tentennanti. Il cammino è appesantito dai dubbi e da domande prive di risposte plausibili. La strada verso Emmaus ha un’unica destinazione: la resa. Eppure, proprio lungo questa strada accade l’incredibile, l’impensabile, l’inaudito.

Un incontro. Dio si fa accanto a noi. Sì a noi. Perché quei due in cammino verso Emmaus sono i discepoli delusi di ogni tempo. Lui si fa accanto a noi anche quando i nostri occhi sono incapaci di riconoscerlo. Lui si fa accanto a noi anche quando non siamo disposti ad ascoltare più niente e nessuno. Lui si fa accanto a noi e cammina con il nostro stesso passo scoraggiato anche quando la nostra unica meta è la resa. Lui cammina con noi, si ferma con noi, spezza il nostro stesso pane, bagnato in lacrime di amarezza, e…

E accade l’incontro. Le sue parole di benedizione ci riaprono alla vita. I suoi gesti di condivisione ci riagganciano al futuro. La sua presenza gratuita e liberante ci riabilita alla speranza.

Concludi il tuo incontro con il Signore PREGANDO in libertà.

Signore, ti ringrazio per...

Signore, ti chiedo perdono per...

Signore, ti prego per...

ASCOLTA il canto, poi FAI lentamente il SEGNO DI CROCE.

In questo tempo così faticoso è importante continuare a generare scintille, 'contagiarci di buone notizie e di buon esempio', perché 'ogni situazione diventi occasione'. prenditi qualche minuto e ascolta la testimonianza di Matteo dalla periferia di Kampala (Uganda) e di quella di alcuni studenti universitari di Varese che dopo la morte per covid-19 del papà di un loro amico hanno costruito delle visiere protettive destinate alle strutture sanitarie. (Fonte: Federazione Oratori Milanesi)

Credits:

Creato con immagini di Alex Alvarez - "untitled image" • Austin Distel - "Digital Nomads Gets Lost in City. Photographers 📸 @willsayasenh. Model 👨🏼‍💻 @austindistel. ❤️ If you use this photo on your site, I would be very appreciative if you would please credit in the caption or meta to "www.distel.co". ❤️ "