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...IN ATTESA preghiera venerdì 3 aprile

In questo venerdì di Quaresima che precede il Venerdì Santo vogliamo riprendere la meditazione che Papa Francesco ha proposto in occasione del momento di preghiera in tempo di epidemia, che si è tenuta in piazza San Pietro il 27 marzo.

Mettiti alla presenza del Signore. Chiedi allo Spirito la pace interiore e la libertà di cuore per accogliere la sua Parola.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse loro: «Passiamo all'altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!"». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Guarda il video proposto. Sali sulla barca insieme a Gesù e ai discepoli. Senti il mare che ti fa perdere stabilità: cosa provi? Quali sicurezze mette in crisi? Perché hai paura. Lascia affiorare il tuo sentire, senza censure, senza giudizi.

Signore, ci chiedi di non avere paura. Ma la nostra fede è debole e siamo timorosi. Però Tu, Signore, non lasciarci in balia della tempesta.

L’inizio della fede è saperci bisognosi di salvezza. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. Invitiamo Gesù nelle barche delle nostre vite. Consegniamogli le nostre paure, perché Lui le vinca. Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Perché questa è la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte. Egli porta il sereno nelle nostre tempeste, perché con Dio la vita non muore mai. (Papa Francesco)

Abbracciare la croce significa trovare il coraggio di abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito è capace di suscitare. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Nella sua croce siamo stati salvati per accogliere la speranza e lasciare che sia essa a rafforzare e sostenere tutte le misure e le strade possibili che ci possono aiutare a custodirci e custodire. Abbracciare il Signore per abbracciare la speranza: ecco la forza della fede, che libera dalla paura e dà speranza. (Papa Francesco)

Prega con le parole del Salmo 30. Esso ci sollecita a metterci nelle mani di Dio quando siamo nell'angoscia, quando trabocchiamo di gioia e di gratitudine, quando abbiamo una grande sete di Dio.

In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarà deluso; difendimi per la tua giustizia. Alle tua mani affido il mio Spirito; tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Sono il rifiuto dei miei nemici e persino dei miei vicini, il terrore dei miei conoscenti; chi mi vede per strada mi sfugge. Sono come un morto, lontano dal cuore; sono come un coccio da gettare.

Ma io confido in te, Signore; dico: «Tu sei il mio Dio, i miei giorni sono nelle tue mani». Liberami dalla mano dei miei nemici e dai miei persecutori.

Sul tuo servo fa' splendere il tuo volto, salvami per la tua misericordia. Siate forti, rendete saldo il vostro cuore, voi tutti che sperate nel Signore.

Fermati ancora un istante. Contempla il mistero della croce attraverso questo canto.

Credits:

Creato con un’immagine di Dlanor S - "The yellow flower"