competenze digitali e nuovi ambienti di apprendimento Polo Formazione Docenti Ambito 2

Mi chiamo Gianni Mario Fiorucci insegno laboratorio di informatica presso l'ITTS A.Volta di Perugia, dal 2011 ad oggi mi è sempre stato affidato l'incarico di funzione strumentale scuola 2.0 il cui ambito principale ha riguardato e riguarda un insieme di processi che devono essere attuati per promuovere e favorire l'introduzione della tecnologia nella didattica. Penso che il superamento delle criticità della didattica tradizionale possa realizzarsi tramite una successione continua e graduale di piccoli miglioramenti che coinvolgono tutti gli aspetti della didattica, dagli spazi fisici alle metodologie d'apprendimento e d'insegnamento. Le nuove tecnologie costituiscono un fattore determinante perché offrono soluzioni non praticabili con i metodi tradizionali.

sommario workshop

  1. Alcune riflessioni per iniziare
  2. Il framework DIGICOMP
  3. Il modello SAMR: esempio di miglioramento funzionale con uso della tecnologia.
  4. Blended learning: moodlecloud
  5. Moodle: risorse e attività.
  6. Creazione di una risorsa educativa: eXeLearning, udutu.
  7. Fruizione di una risorsa educativa: pagine web, ebook, pacchetto SCORM.
  8. Moodle: valutazione avanzata.

Alcune riflessioni per iniziare

Aggiunta dell'ultima ora...
Foto virale che vuol mostrare la rapida evoluzione tecnologica mostrando la folla di cattolici nelle diverse elezioni di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco

Primi dubbi: perchè sono così poco esultanti? in genere ci sono urla, bandiere, cori etc. Non è Piazza San Pietro. il meteo del 19 aprile 2005 è compatibile con abbigliamento? (reperibile su wolfram alpha con weather rome april 19, 2005)

L'infrastruttura tecnologica?

Utilizzo della tecnologia guidata dal processo di apprendimento e fondate sulla pedagogia e sulla didattica.

"Accattivante e.... carino"

Il ruolo degli studenti

L'innovativa applicazione di metodi d'apprendimento e d'insegnamento diversi dal metodo tradizionale necessita di nuovi spazi fisici e virtuali?

CCR - I livelli di una classe creativa

Come imparare le tecnologie per insegnare con le tecnologie? (le T.I.C. e le T.A.C.)

Insistere sulla importanza della conoscenza delle tecnologie, non significa ritornare all'idea, errata, del docente come esperto informatico, che ha animato per decenni l'approccio alle tecnologie digitali, ma comporta comunque la necessità che i docenti possiedano sufficienti competenze nell'uso di tecnologie, applicativi, web e strumenti cloud di produzione di contenuti e gestione dei flussi comunicativi, tali da renderli in grado di operare scelte efficaci e adeguate alle esigenze proprie formative e a quelle dei loro studenti.

Ecco perché è utile distinguere, secondo me, tra Tecnologie dell'informazione e della Comunicazione e Tecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza. Con le prime, le cosiddette TIC, ci si colloca in una dimensione prettamente informatica; mentre le seconde, che potremmo chiamare TAC, presuppongono una conoscenza e competenza informatica, ma hanno una finalità pedagogica ed educativa. Le TAC devono essere orientate non tanto ad apprendere le tecnologie, ma ad "apprendere con le tecnologie", eppure, in una certa misura che non è definibile a priori e che varia nel tempo al continuo variare delle tecnologie stesse, una certa comprensione del funzionamento delle tecnologie digitali, è indispensabile. (Gianfranco Marini Professori 2.0)

"DIGCOMP fornisce una definizione dinamica della competenza digitale che non guarda all’uso di strumenti specifici, ma ai bisogni di cui ogni cittadino della società dell’informazione e comunicazione è portatore: bisogno di essere informato, bisogno di interagire, bisogno di esprimersi, bisogno di protezione, bisogno di gestire situazioni problematiche connesse agli strumenti tecnologici ed ambienti digitali." (Anusca Ferrari e Sandra Troia)

L'Italia, nel recepire la raccomandazione della Commissione europea (2006) oltre alle competenze dei quattro assi culturali ha definito le otto competenze chiave di cittadinanza che devono essere conseguite al termine del percorso d'istruzione obbligatoria, in realtà le competenze digitali sono "spalmate" nelle otto aree individuate e devono essere inserite nelle programmazioni didattiche per essere sviluppate integrandole con le competenze della propria discipina

Integrare le nuove tecnologie nella didattica: il modello SAMR

1. Potenziamento.

1.1 Sostituzione: Tecnologia sostituisce gli strumenti tradizionali senza alcun vantaggio e miglioramenti sul piano funzionale

1.2 Miglioramento: Tecnologia sostituisce gli strumenti tradizionali con vantaggi e miglioramenti funzionali

2. Trasformazione

2.1. Modificazione: La tecnologia rende possibile riprogettare attività tradizionali modificandole significativamente

2.2. Ridefinizione: La tecnologia consente la realizzazione di nuove attività prima impossibili

Esempio livello 2 modello SAMR: Tecnologia sostituisce gli strumenti tradizionali con vantaggi e miglioramenti funzionali.

ESEMPIO

Nella classe 1N a.s. 2016-2017 gli studenti realizzano delle semplici applicazioni utilizzando il linguaggio di programmazione Scratch. Gli è stato chiesto di aggiornare, ad ogni lezione, un manuale tecnico. Gli studenti hanno creato un documento in drive che hanno condiviso con i docenti tramite la piattaforma moodle, i docenti possono aggiungere dei commenti generali sul manuale con moodle, sia commenti dettagliati direttamente sul documento. E' possibile considerare questo tipo di attività sostitutiva ad un metodo tradizionale (quaderno cartaceo e controllo diretto) con un significativo sviluppo in quanto docente e studente possono cooperare in modalità sincrona e asincrona sul documento tramite chat e commenti in tempi e luoghi diversi dalle lezioni in presenza. Tale attività è associabile al livello 1.2 del modello SAMR

top tools for learning 2016

Ogni anno, dal 2007, viene redatta una classifica dei 100 strumenti giudicati in base alla loro efficienza ed efficacia d'impiego nell'ambito formativo.

Chi ha votato questa classifica? probabilmente hanno votato per la maggior parte professionisti di tutto il mondo nell'ambito dell'educazione.

Al di là dell'attendibilità della classifica è interessante comunque notare l'enorme numero di servizi web e applicativi utilizzati da alcuni anni a supporto della didattica.

Ecco il sito: TOP TOOLS FOR LEARNING

Statistica UniTo 2007

Indagine sull'uso e la diffusione di piattaforme LMS/LCMS FLOSS in Italia ambito accademico UniTo 2007

Analisi e comparazione delle principali piattaforme e-learning - UniBo 2014

Schema essenziale moodle
Grafico applicazione CBM

Learning Object (Risorse Educative)

Le risposte alle domande: che cosa sono, a che servono e come si usano? i Learning Object è possibile trovarle ovviamente sparse qua e là per la rete.

Nel mio caso, ho avuto la necessità di crearli a seguito della proliferazione delle pagine nelle mie dispense che produco sia ad integrazione del libro di testo sia a supporto degli studenti durante la fase esecutiva del PBL

Non riuscivo proprio a "riusare" le medesime dispense neanche nell'anno successivo, le dispense erano un monoblocco di informazioni non scomponibili.

Learning Object

Strumenti per la progettazione e sviluppo di Learning Object

Dopo aver realizzato il learning object è possibile esportarlo come "oggetto SCORM" ciò consente di veicolarlo tramite quasi tutte le piattaforme di e-learning e di ottenerne la tracciabilità della sua fruizione da parte degli studenti.

attività workshop di moodle

L'attività Workshop consente un pieno coinvolgimento nel processo formativo da parte degli studenti, al di là della condivisione degli obiettivi didattici ciascuno di loro può valutare l'attività degli altri studenti sia individualmente che in gruppo, la valutazione può avvenire anche tramite strumenti avanzati per la valutazione della performance di prestazioni complesse come le rubric.

In genere utilizzo questo tipo di attività a conclusione di un PBL.

La fase conclusiva di un PBL in genere consiste nella disseminazione agli altri compagni del prodotto ottenuto ma soprattutto del processo formativo impiegato.

La disseminazione può avvenire in presenza oppure con la produzione di un Learning Object che sarà oggetto di valutazione da parte dei pari tramite l'attività workshop.

Workshop: Fase di consegna
Workshop: fase di valutazione
Workshop: chi deve valutare chi.

un utilissimo manuale per le principali attività di moodle

Valutazione avanzata con moodle

G Suite for educatioN
Created By
Gianni Mario Fiorucci
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