le MAFIE BY DILSHAN KOTAGEDARA & GIUSEPPE MOMBRINI

Noi giovani cosa possiamo fare per combattere la mafia?

Secondo noi si parte dalle piccole cose quotidiane di ogni giorno, fin da quando si è bambini a scuola.

Non piegarsi mai alle prepotenze, avere il coraggio di manifestare e dichiarare le proprie idee, anche e (soprattutto) quando gli altri la pensano diversamente, non lasciarsi influenzare a fare qualcosa solo perchè sembra la più furba, la più comoda, la più facile.

“La violenza contro le donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani.”(Kofi Annan)

MATILDE SORRENTINO

NAPOLI - E' stata freddata sulla porta di casa, a Torre Annunziata, con vari colpi di pistola al volto e al corpo. Il movente è ancora oscuro. Matilde Sorrentino, 49 anni, aveva una condotta irreprensibile. Sette anni fa tra i testimoni decisivi per smascherare una banda di pedofili nel popolare "rione dei Poverelli". E questa è una delle piste seguite dagli inquirenti.

I carabinieri hanno fermato un pregiudicato: è sospettato di essere l'esecutore del delitto, ma non sarebbe mai stato coinvolto nelle inchieste sui pedofili. Tuttavia l'ipotesi di un legame tra il delitto e le denunce fatte dalla vittima in passato sui pedofili, viene sempre tenuta in considerazione da carabinieri e pm che sottolineano che sulla vita di Matilde Sorrentino e della sua famiglia non è emersa alcuna "zona d'ombra". Gli inquirenti sono orientati inoltre a escludere l'ipotesi di una rapina o di un sequestro.

Durante la notte, sono state compiute numerose perquisizioni, sia a Torre Annunziata sia in altri comuni della zona e sono state sentite diverse persone. E' stato accertato che il killer è entrato nel condominio dove abitava la vittima appena dopo le 20.30, senza farsi notare, e ha bussato all'abitazione di Matilde Sorrentino. In casa c'erano la vittima e il marito, un operaio in pensione, anch'egli incensurato. Appena ha aperto la porta, la donna è stata raggiunta da diversi proiettili: il primo al volto, gli altri al petto.

Le autorità hanno disposto un programma di protezione per Antonio Gallo, di 57 anni, marito di Matilde Sorrentino e per i due figli della donna, uno dei quali era stato fra le vittime dei pedofili. Sorveglianza anche per altre due donne che nel '97 denunciarono, come fece Matilde Sorrentino, i casi di pedofilia nella scuola elementare di Torre Annunziata. Nel giugno 1999 il Tribunale di Torre Annunziata emise la sentenza: 19 condanne e due assoluzioni. Le pene più pesanti furono inflitte a Pasquale Sansone, bidello della scuola del rione dei Poverelli (15 anni di reclusione) e a Michele Falanga, titolare di un bar (13 anni). Tuttavia gli imputati vennero scarcerati per la scadenza dei termini di custodia cautelare. Trascorsero poche settimane e, in due distinti agguati, il 26 e 27 luglio, Falanga e Sansone furono uccisi. Due omicidi con un unico movente: chi ha ammazzato, con ogni probabilità affiliati alla camorra - sostennero gli inquirenti - lo ha fatto per punire i seviziatori dei bambini.

Oltre al caso della scuola del popolare rione Poverelli, il centro vesuviano è stato teatro di un'altra grande inchiesta sulla pedofilia online, nella quale gli inquirenti accertarono che un'organizzazione russa produceva e vendeva, attraverso un proprio portale, foto e video di contenuto pedopornografico. La vicenda provocò anche forti polemiche negli ambienti politici sia per la diffusione di immagini nei telegiornali, sia per la denuncia da parte dei magistrati dell'esistenza di una presunta lobby di pedofili. Nell'inchiesta furono coinvolti diversi insospettabili, tra cui professionisti e imprenditori che avrebbero divulgato il materiale.

I.S.I.S. Zenale e Butinone

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.