LA C.G.E. L'elettronica è il nostro mestiere

Nel 1941 venne aperto uno stabilimento a Baranzate destinato alla produzione di apparecchi radiofonici. Alla fine della guerra lo stabilimento fu acquisito dalla C.G.E, la società italiana affiliata alla statunitense General Electric.

Qui, nel 1967, venne prodotto il primo televisore a colori italiano destinato però al mercato estero.

Altre aziende del gruppo americano a Baranzate furono la FIAR (radar) e la Carboloy.

In seguito sorsero anche altre aziende sul territorio che svilupparono produzioni di componentistica per radio-televisori.

L'ELETTRONICA E' IL NOSTRO MESTIERE. Questo non è solo lo slogan, ma è in estrema sintesi il significato di quarant'anni di esperienza diretta che ha potuto crescere e diventare sempre più intensa grazie all'integrazione tecnologica e produttiva che per lungo tempo si è sviluppata tra i maggiori gruppi mondiali del settore : l'americano General Electric e la tedesca Telefunken. La I.R.T. ( Fabbrica Italiana Radio e Televisori ) fin dal suo primo atto di nascita rivela la propria paternità: alla fine di luglio 1941, in piena seconda guerra mondiale, nasceva la compagnia concessionaria Radio ricevitori Telefunken, una società frutto della collaborazione tra Italia e Germania e destinata a svolgere un ruolo importante nello sviluppo di un mezzo che avrebbe in pochi anni rivoluzionato il sistema di comunicazione e soprattutto di informazione in sempre più larghi strati di popolazione: la radio. Era quello il periodo in cui, anche grazie alle ricerche sviluppate per gli eventi bellici, la tecnologia faceva passi da gigante migliorando la fedeltà di riproduzione, riducendo le dimensioni degli apparecchi, aumentando la potenza e abbassando notevolmente i costi di produzione. Gli impianti in quella prima fabbrica realizzata dalla Telefunken vennero alla fine della guerra acquisiti dalla C.G.E., la società italiana affiliata al colosso americano General Electric. Nasceva così la FIAR ( Fabbrica Italiana Apparrecchi Radio) destinata ad avere un ruolo centrale nella diffusione degli apparecchi radiofonici. La produzione dello stabilimento posto sul confine Milano/Baranzate sale così rapidamente dai 51.000 apparecchi nel 1949, ai 71.000 dell'anno successivo, per raggiungere i 140.000 nel 1954 ed i 265.000 nel 1970. Gli anni sessanta per la FIAR costituiscono un periodo estremamente importante per la conquista della posizione di leader sul mercato italiano dei televisori. Iniziata nel 1953 con 85 pezzi, la produzione cresce sempre più passando a 5.000 nel '54 a 10.000 nel '55, a 50.000 nel'57. Per la prima volta nel 1970 si supera la soglia dei 200.000, questo è l'anno in cui nasce la concentrazione tra i beni di consumo della C.G.E. e la AEG-Telefunken. La nuova azienda IRT, grazie all'esperienza della casa tedesca detentrice del sistema Pal, dà inizio alla produzione di TV a colori. Nel 1973 la produzione di televisori a colori tocca il record di 280.000 TV in un solo anno. In questo periodo IRT occupa circa 2.000 dipendenti, la fabbrica si presenta articolata su 6 officine ognuna delle quali ha una diretta responsabilità nella produzione dei singoli lavori. Le parti più importanti costruite a completamento dei televisori sia in bianco e nero sia a colori sono : altoparlanti, trasformatori, parti meccaniche, circuiti stampati . Nel 1974 la IRT è stata la prima azienda europea ad ottenere dal Giappone la fornitura dei robot Matsuchita per il montaggio automatico dei componenti elettronici sui circuiti stampati. Anche nelle fasi di montaggio in mobile la IRT è stata la prima a realizzare una linea automatica sorvegliata da un elaboratore elettronico per il lavoro ad isola secondo un'impostazione che sarà poi seguita anche in altri settori industriali come quello dell'auto.

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