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Scie Tricolori 60 anni di pattuglia acrobatica nazionale

di Vincenzo Grienti

Una scia tricolore lunga sessant'anni che ha tenuto con il fiato sospeso e il naso all'insù centinaia di grandi e piccini in tutto il mondo. Era il 1° marzo 1961 quando giunsero sulla base aerea di Rivolto, in provincia di Udine, i primi sei velivoli F-86E “Sabre” con la livrea della pattuglia del “Cavallino Rampante”. Gli aerei provenivano da Grosseto, una delle basi più importanti dell'Aeronautica Militare che opera per la difesa dei cieli italiani, allora sede della 4ª Aerobrigata e oggi del 4° Stormo. Giunti nei cieli del Friuli Venezia Giulia, i “Sabre” si diressero verso l’aeroporto di Campoformido, culla dell'acrobazia aerea italiana. Qui, infatti, alla fine degli anni Venti i primi pionieri del volo acrobatico avevano dimostrato come l’acrobazia aerea restava l'essenza della caccia militare ed il suo esercizio fosse in grado di migliorare le prestazioni nel combattimento aereo. Da lì, infatti, aveva preso vita una tradizione culminata con le grandi formazioni acrobatiche collettive degli anni ’50 individuate a turnazione annuale presso i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare: "Lancieri Neri", "Diavoli Rossi", "Tigri Bianche", "Getti Tonanti" e "Cavallino Rampante". Proprio da quest’ultima, pattuglia di riserva nel 1960 e successiva titolare nel 1961, venne individuato il nucleo di piloti che costituirono il gruppo che stabilmente si occupò di acrobazia aerea collettiva "inviato" a rappresentare in Italia e all'estero l’Aeronautica Militare e tutta l’Italia. Quel 1° marzo, a bordo pista di quella che tutt'oggi è la base del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, c'era il Maggiore Pilota Mario Squarcina, già leader e Comandante della pattuglia dei “Diavoli Rossi”. Sarebbe passato alla storia come il primo Comandante e “padre fondatore” delle Frecce Tricolori.

Gli F-86E “Sabre” con la livrea della pattuglia del “Cavallino Rampante” con l’emblema dell’Asso Francesco Baracca, simbolo che la contessa Paolina, madre di Baracca, aveva donato a Enzo Ferrari - Foto PAN/Aeronautica Militare

«Il 28 febbraio del 1961 siamo giunti a Udine e il 1° marzo arrivammo sulla base di Rivolto. Eravamo due gli specialisti presenti provenienti dalla 2ª Aerobrigata del 14° Gruppo dislocato sulla base di Rimini – racconta Roberto De Simone, già specialista delle Frecce Tricolori –. Qualche mese prima avevo ricevuto la telefonata proprio dal Maggiore Mario Squarcina. Mi disse vieni con me a Rivolto. Allora, la base era composta da una pista e da una contropista, una torre di controllo e poco più. Da parte nostra c’era un grande entusiasmo per essere stati convocati a far nascere la Pattuglia acrobatica nazionale italiana, ma nello stesso tempo eravamo perplessi perché gli aeroplani in effetti sarebbero arrivati da Grosseto e sei velivoli e due persone soltanto ci sembrava una cosa poco praticabile. Poi, invece, andò tutto liscio e si svolse tutto con molto ordine: parcheggiamo i velivoli e salutammo i piloti. Così l’avventura ebbe inizio».

Roberto De Simone, già Specialista Frecce Tricolori

Il 1° maggio l’esordio sull’aeroporto di Trento, poi il 1° luglio il reparto diventa ufficialmente 313° Gruppo Addestramento Acrobatico. Per la stagione 1961 gli F-86E volano con una formazione di sei velivoli e sono dotati di impianto fumogeno. Sulla fusoliera blu scuro riportano un grande rombo azzurro contenente una freccia nera, una livrea che per la stagione 1962 cambia con le inconfondibili tre frecce bianco rosso verde che si stagliano sulla carlinga. Alla fine del 1963, a Rivolto, arrivano i primi Fiat G91. È l’anno in cui i piloti si addestreranno a volare con un aereo di fabbricazione tutta italiana. Un motivo in più per esportare all’estero l’Italia del boom economico e industriale.

1963: arriva il Fiat G-91PAN - Foto PAN/Aeronautica Militare

Nel 1968 si prova una formula nuova all’interno della formazione: “il duo solista”. L’idea è quella di un programma acrobatico, sia alto che basso, con la presenza di 9 velivoli in formazione + 2 solisti, per un totale di 11. I solisti sono i primi a staccare le ruote dalla pista, seguiti dal decollo della formazione ripartita nelle due sezioni 5+4. Dopo il ricongiungimento e la trasformazione a “grande triangolo”, sulla sommità del looping d’ingresso, i 2 solisti lasciano la formazione e si separano per cominciare il loro programma. Terminato l’entusiasmo iniziale della novità, si decide di abbandonare la sperimentazione e ritornare all’addestramento con un unico solista: lo sforzo, infatti, non genera altrettanta emozione, rendendo invece il programma più dispersivo e meno fantasioso.

Il 7 febbraio del 1970 le Frecce Tricolori sorvolano i cieli della Val Gardena in occasione dell’apertura del Campionato del Mondo di sci: disegnano nel cielo di Ortisei tre cerchi, simbolo della competizione. Un volo che si ripeterà 35 anni dopo, stavolta con cinque cerchi, quelli olimpici, di Torino 2005. Nel 1982 arriva un nuovo look. Un “passaggio di consegne” rimasto storico: quello tra gli ormai anziani e fidati G91 e gli attuali Aermacchi MB339-A versione PAN. Tra le novità, per la prima volta, il colore blu della tuta da volo dei piloti, a sottolineare il cuore “azzurro” degli italiani.

1964. Passaggio di consegne: i Fiat G-91PAN volano insieme agli Aermacchi MB339A-Versione PAN - Foto PAN/Aeronautica Militare

Nel 1984 un'altra importante novità: si implementa la cosiddetta tanica “mista”, un serbatoio sub-alare suddiviso in due scomparti utili per alloggiare sia carburante che liquido fumogeno. Questo farà guadagnare ulteriore autonomia di volo e darà l'opportunità di replicare alcune manovre in fase addestrativa, così come presentare l’intero programma acrobatico senza riduzioni anche negli interventi fuori dalla sede di rischieramento.

Gli MB339 eseguono la "Scintilla"

Nel 1991 l’esibizione sul mare si aggiunge a quella tradizionale sulla pista, anche a beneficio della sicurezza del volo. Forte dell’esperienza del primo tour americano del 1986 le Frecce volano oltreoceano, nel 1992, in occasione dei 500 anni della scoperta dell’America. Un tour con sedici esibizioni in nove località diverse durante quasi due mesi. Intanto si studiano nuove forme e nuovi disegni nel cielo. È il 2006 quando il programma acrobatico si arricchisce di una nuova manovra: “il Cuore”, nato per celebrare la nazionale di calcio campione del mondo. Una delle figure più belle e amate dal pubblico resta la “Scintilla tricolore” ufficializzata in occasione del 55° anniversario della PAN.

Frecce Tricolori in USA nel 1992

La storia delle Frecce Tricolori è originale e unica rispetto a quelle delle altre "pattuglie" nazionali. Lo dimostra la parete dell’hangar di manutenzione delle Frecce Tricolori che riporta le bandiere di tutti i Paesi raggiunti dalla PAN. Tra queste nel 2018 c'è quella della penisola del Bahrein, nazione mai raggiunta fino a quel momento. Il Bahrein è così la 49^ bandierina di un palmarès che conta ormai ben 4 continenti.

"Da ormai sessant’anni, la Pattuglia Acrobatica Nazionale solca i cieli d’Italia e del mondo, ambasciatrice delle capacità tecniche e umane di tutta l’Aeronautica Militare e dei nostri valori fondanti - spiega il Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare nella brochure di presentazione della Stagione 2021 - il senso del dovere, il servizio – silenzioso -, la fedeltà, l’onore, la disciplina, lo spirito di sacrificio, il lavoro di squadra, la professionalità, la competenza e la passione, esprimendo l’orgoglio del nostro mestiere, della nostra vocazione, del nostro essere da tutti coloro che, spesso “dietro le quinte operano 24 ore al giorno per concorrere alla sicurezza del Paese, garantendo la salvaguardia del nostro spazio aereo e la tutela degli interessi nazionali".

Gen. S.A. Alberto Rosso, Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare

Un anniversario, quello delle Frecce Tricolori che cade in un momento particolarmente difficile, in cui si rinnova e rafforza l’importanza di restare uniti e fare squadra. Proprio con questo intento, a fine maggio del 2020, la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha compiuto uno storico sorvolo di tutti i capoluoghi di regione italiani, iniziativa che ha preso il nome dal forte valore simbolico di “Abbraccio Tricolore”, culminata con il sorvolo della città di Roma nel giorno del 2 giugno - Festa della Repubblica.

L'intervista

“Per un pilota militare far parte delle Frecce Tricolori, parlo ovviamente non solo per me in quanto comandante, ma penso di parlare a nome di tutti i piloti delle Frecce Tricolori, è un forte motivo di orgoglio perché è la realizzazione di un sogno all’interno di un sogno - spiega il Tenente Colonnello Gaetano Farina, comandante delle Frecce Tricolori -. Il primo sogno è quello di essere un uomo dell’Aeronautica Militare e poterne rappresentare tutte le caratteristiche e le professionalità. Il secondo è l’orgoglio di far parte della PAN.

Il Tenente Colonnello Gaetano Farina, Comandante delle Frecce Tricolori - Foto Aeronautica Militare

Nel 2020 le scie tricolori hanno dato speranza all'Italia colpita dal Covid. Cosa si prova?

L’abbraccio tricolore ha sicuramente rappresentato uno dei momenti più significativi ed emozionanti sin dall’inizio di questa mia avventura alle Frecce, per me, così come per gli altri piloti del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, i quali hanno contribuito a questa impresa portando un messaggio di speranza e rinascita a tutti i nostri concittadini.

La storia della Pan si intreccia con la storia dell'Italia, quali sono i momenti decisivi da non dimenticare quando si parla di Frecce Tricolori?

Sono tanti i momenti significativi in questi sessant’anni di storia. Grazie al compito che abbiamo di rappresentare la nostra Aeronautica Militare abbiamo potuto esportare nel mondo l’italianità e il made in Italy. Lo abbiamo fatto partendo dall’America fino ad arrivare in Medio Oriente, dal nord Europa fino al nord Africa. Come Frecce Tricolori di oggi ci impegniamo a mantenere alto questo spirito e questa tradizione acrobatica.

Gli aerei della PAN dal 1950 al 1963

Il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, questa la denominazione ufficiale delle Frecce Tricolori, è un reparto di volo dell’Aeronautica Militare composto da circa cento militari tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati. La formazione di 10 velivoli, 9 più quello del solista, è composta da piloti provenienti dai reparti operativi di volo dell’Aeronautica Militare che, a seguito di selezione, entrano a far parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale; qui trascorrono una parentesi della loro carriera operativa per poi far rientro ai Reparti al termine dell’esperienza. Il restante personale che appartiene alle Frecce Tricolori, sono principalmente specialisti addetti alla manutenzione del velivolo Aermacchi MB339A-PAN.

Il casco usato dai piloti nel 1963

Ringraziamenti

Per la realizzazione del WebDoc si ringraziano il Magg. Riccardo Chiapolino, Resp. Pubbliche Relazioni e Speaker Frecce Tricolori, il Magg. Stefano Testa e il Cap. Simone Antonetti dell'Ufficio Pubblica Informazione dell'Aeronautica Militare

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Vincenzo Grienti
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