IL CASO Ds

Dalla lettura di questo caso, secondo la mia opinione, Gianni è dalla parte del torto. Sulla base di ció che è scritto, si capisce che Gianni agisce come da rappresentante di Andrea, pur non essendolo realmente, in quanto questa cosa non viene mai citata o dichiarata apertamente.

Inoltre, viene detto che Andrea e Gianni, prima di ogni vendita, si scambiano opioni sulle caratteristiche dei mobili da vendere in futuro ; ma come dice l'art. 1351 del Codice Civile, il contratto preliminare è nullo, se non è fatto nella stessa forma che la legge prescrive per il contratto definitivo, in pratica il contratto deve essere obbligatoriamente in forma scritta per essere valido.

In base a quanto detto dalla corte di cassazione il 17 ottobre 1978 n.4545 per quanto Andrea abbia ragione, gli effetti si riversano su di lui (falso rappresentato) per aver fatto credere a Gianni di essere il suo rappresentante, permettendogli in varie occasioni di svolgere operazioni in suo nome.

In questo caso verrebbero prodotti gli effetti tipici di un contratto non concluso, ossia un contratto nullo.

Infine, nel momento in cui il mobile non viene consegnato la domanda di risarcimento non puó ovviamente essere accolta.

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