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PlaToons i miti platonici animati dagli studenti del liceo zanella

IL MITO DI EROS NEL FEDRO E NEL SIMPOSIO

Il mito del carro alato nel Fedro

L’amore è l’argomento di discussione proposto a Socrate da Fedro nell’omonimo dialogo, Eros inteso come forza che muove l’anima nel suo desiderio di conoscenza . Il maestro di Platone immagina l’anima come un carro celeste trascinato da due destrieri di natura opposta e guidato da un auriga che ha il compito di armonizzare le forze contrastanti dei due cavalli per innalzare il carro, l’anima, alla visione del mondo delle idee.

Il mito dell'Androgino nel Simposio

Qual è l'origine di Eros e la sua funzione? Platone narra nel mito dell’Androgino, contenuto nel Simposio, il motivo della ricerca di una persona con cui condividere la propria vita.

IL MITO DELLA CITTA' IDEALE

Il mito della città ideale nella Repubblica

La Repubblica, che occupa un ruolo centrale nell’opera complessiva di Platone, si presenta nella sua stessa "architettura" compositiva come la narrazione di un mito: la definizione di una comunità perfetta, il mito della città ideale. In questo lungo dialogo, composto da dieci libri, Platone introduce tre diversi miti che sottolineano i passaggi più significativi delle sue argomentazioni.

1) L’anello di Gige

Nel secondo libro della Repubblica Glaucone , un fratello di Platone che sta dialogando con Socrate sul tema della giustizia , narra il mito dell’anello di Gige, rielaborando quanto raccontato da Erodoto: si tratta di Gige, antenato del re di Lidia Creso, un pastore al servizio del re di Lidia Candaule. Glaucone racconta il mito per dimostrare che , se c’è l’opportunità di non essere scoperti, nessuno evita di compiere azioni illegittime , una volta eliminato il rischio che qualcuno possa vedere tali azioni, per cui se l’anello fosse dato a una persona giusta o empia, i comportamenti sarebbero gli stessi.

Socrate in risposta alla "provocazione" di Glaucone, determinando così lo sviluppo stesso di tutto il dialogo, cercherà di dimostrare che questa mentalità da “furbetti” si sviluppa all’interno di una società già corrotta e malata ma che, nel contesto di una società sana, la giustizia non rappresenta una convenzione di comodo, bensì l’equilibrio e l’armonia tra le diverse classi sociali, come condizione essenziale della coesione e della vita dell’organismo sociale.

2) Il mito della caverna : l'avventuroso cammino della conoscenza

Ma chi sarà in grado di applicare la giustizia intesa come armonia ed equilibrio nella polis per perseguire il bene comune? Il governante che pratica la saggezza, ovvero il filosofo che pratica la saggezza in quanto conosce il bene. Il mito della caverna illustra figurativamente il processo di ascesa dalla conoscenza sensibile alla contemplazione delle idee , quel processo educativo che solo consentirà al futuro re filosofo di governare con giustizia.

3) Il mito di ER: la responsabilità di scegliere il proprio destino

Nel decimo e ultimo libro della Repubblica Platone ritorna, dopo la discussione intorno alla possibilità di realizzare la giustizia sul piano sociale, a considerare la condotta individuale, vista come il risultato di scelte compiute consapevolmente che modelleranno il destino dell'uomo anche nelle sue future incarnazioni. Sarà attraverso il racconto che Socrate ci propone la vicenda di Er , l’eroe guerriero della Panfilia, morto in guerra, il cui corpo ritrovato dopo 10 giorni si ridesta, svelando ciò che ha visto nell’aldilà.

Il mito di Er chiude il dibattito sulla giustizia presente nella Repubblica, la virtù che l’uomo deve assumere per svolgere bene il suo compito in vita.

Il mito di Atlantide

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