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I Simbolismi del Corpo Umano L’onda di crescita come percorso di iniziazione

Era il 2008 quando finii di leggere il misterioso il libro “Il Simbolismo del Corpo Umano” di Annick de Souzenelle.

Il libro mi era stato consigliato da Philippe Campignion durante la formazione in Biomeccanica delle Catene Muscolari, Articolari e Psico-Comportamentali GDS.

Un libro difficile, ermetico, basato sulla comprensione del significato della radice etimologica biblica durante la esegesi delle varie parti anatomiche del corpo umano.

Un libro enigmatico, che si spinge verso la ricerca dei significati simbolici ed escatologici del corpo umano.

Alcuni versi della Bibbia, secondo quanto afferma Annick, risulterebbero mal tradotti dal sanscrito e dal greco, ma nella versione restituita, essi offrirebbero sorprendenti spunti di riflessione.

Ed era ancora il 2008 quando incontrai Annick de Souzenelle presso il rev. Antonio Miranda, il sacerdote naturopata che organizzava una volta l’anno questi affollati convegni ad Assisi.

Pensavo di trovarmi di fronte a quella ex-bambina rinchiusa dai genitori in collegio, come racconta la prefazione di un suo libro, che in preda a disturbi mentali, soleva svuotarsi in bocca tutte le saliere disposte sui tavoli della mensa.

Al contrario, mi trovai difronte un’ultra-ottantenne lucidissima, con due occhi chiari e profondi, che parlò per ore con una chiarezza impressionante. Per due giorni la ascoltai trattare argomenti dalle profondità vertiginose e dagli spunti illuminanti anche per un semplice curioso del corpo umano come me. Un eloquio ricchissimo di conoscenza, sciorinato senza mai perdere il filo del discorso, accompagnato ad una vera e profonda umiltà.

Conservo ancora la sua dedica sul libro “Il Simbolismo del Corpo Umano” e il ricordo dei suoi modi gentili.

Mi è sembrato carino comporre un articolo che parla di lei e dell’analogia con il percorso interiore di crescita all’interno dell’Onda GDS; spero che questo possa stimolare la tua parte più “esoterica”, o come si dice in GDS, la tua PA.

Proprio come Godelieve Denys-Struyf, che parla dell'onda di crescita, Annick De Souzenelle parla di “potenzialità dell'essere umano che devono essere soddisfatte per potersi realizzare”

Per Godelieve Denys-Struyf, dal momento della nostra nascita, la nostra crescita è caratterizzata dalla installazione delle tensioni muscolari.

Questa evoluzione segue un ciclo chiamato “di crescita" parallelo a quello della psicomotricità, e a quello che si studia in psicologia, che GDS chiama "l'Onda".

Questo ciclo è in costante interazione con l'ambiente, ma anche con le potenzialità presenti al momento della nascita.

Questa onda di crescita può moltiplicarsi e ripetersi per tutta la nostra vita sotto varie forme. Godelieve afferma: "Le nostre vite non lo sono delle autostrade ma un oceano di onde che si allontanano per avanzare, che vanno giù, per risalire, che si immergono per rispuntar fuori”. Vedremo in seguito le sorprendenti analogie con quanto afferma l’autrice de “Il simbolismo del Corpo Umano”.

È nell’incavo dell’onda che l’essere umano, con la propria AM costruisce il proprio contenuto pulsante di vita AP. In seguito, tramite la triade dinamica AL-AP-PL, egli va dirigendosi verso l’erezione del proprio asse centrale PA, ossia verso la costruzione della propria personalità, verso l’edificazione dell’Essere. Infine, l’uomo, in cima all’Onda di crescita, Agisce e si rende utile con una pulsione comportamentale PM.

Tutti i momenti di passaggio, come la nascita, la morte, o altre tappe fondamentali della vita, sono momenti dove la PM viene incisa fortemente.

A livello neuroendocrino la fine dell’infanzia e il passaggio all’adolescenza nelle donne viene siglato dal menarca, e negli uomini nel cambio della voce.

A livello antropologico, sappiamo che nelle civiltà tribali la fine dell’adolescenza viene marcata con riti di iniziazione specifica dove il ragazzo viene staccato dalla madre, portato in un luogo protetto (AL) dove egli può superare le proprie paure (la Paura è l’emozione PM) e divenire finalmente uomo cacciatore ed adulto.

Non ricordo chi disse che una delle maggiori crisi della società moderna è causata dalla scomparsa di questi riti di iniziazione: mi sembra un’osservazione acuta.

Attraverso il rito di iniziazione, il neo-adulto, per la prima volta nella sua vita, rivolge il proprio occhio psicologico verso l’interno e prende coscienza delle proprie potenzialità in-finite. Il ragazzo muore e l’uomo nasce.

Attraverso un passaggio PM caratterizzato da un rischio AL calcolato, l’essere umano salta giù dalla cresta dell’onda e rinasce. Per la prima volta l’Uomo neo-nato “Esiste”. (AM).

Per Annick de Souzenelle, "L'iniziazione apre le porte della città interiore "

Annick parla di potenziale, di ricchezza interiore, di nobiltà dell'Essere non trovato, non espresso, e quindi non realizzato. Allo stesso modo di un giovane cacciatore non ancora iniziato, abbiamo dentro di noi le informazioni del nostro divenire, siamo come un seme che contiene tutte le informazioni dell'albero.

Non sappiamo realmente qual è il nostro potenziale e purtroppo, nel corso della nostra vita, passiamo più tempo a ricercare queste informazioni più sul piano orizzontale piuttosto che sul quello verticale.

Nella Genesi, Dio dice ad Adamo "Di tutti gli alberi del giardino, perché sei un mangiatore, tu devi mangiare, "o meglio, "da tutti gli alberi del giardino, puoi mangiare, ma dall'albero della scienza del bene e del male non mangerai , perché il giorno che tu ne mangerai, tu morirai sicuramente" Secondo Annick de Souzenelle, la parola "morirai " sarebbe mal tradotta, la traduzione giusta sarebbe solo: "muterai".

Si tratta del giardino interiore, il giardino dell'Eden, il quale è dentro di noi: questi frutti, queste erbe non sono altro che delle gemmazioni della coscienza per permettersi di andare oltre, all'interno di noi, allo scopo di riemergere ad un altro livello di coscienza.

“Ma dall’albero della conoscenza”, i cui frutti proibiti rappresentano la nostra auto-realizzazione in divenire e tutto ciò che ancora è incompiuto, i nostri Potenziali* ancora da realizzare, “tu non ne mangerai”.

È quando l'uomo avrà tutto compiuto o realizzato ciò che è davvero, che mangerà il frutto della conoscenza. Compiuto vuol dire andare alla verità, il fondo della profondità delle cose, la deificazione dell'Essere.

Colui che mangia questo frutto prima di essersi compiuto è colui che crede di avere la verità, che crede di essere la verità: quella persona muterà, ma per tornare al punto di partenza.

Al contrario, l’andare verso questo seme divino, che ci ha fondato, può far risalire la linfa della conoscenza, allo scopo di far maturare questo frutto, per poi alla fine discendere e risalire verso il Signore Interiore.

Ovviamente Annick de Souzenelle e i suoi ragionamenti sono da inquadrare in un contesto biblico e ovviamente ciascuno di noi può apprezzare a modo proprio, ma Godelieve e Annick hanno diversi punti in comune che fanno riflettere.

Riflettendo come un Terapista corporeo, è con questo libro che ho trovato corrispondenze interessanti tra certi aspetti della psicologia Junghiana e la strategia della Lemniscata che propone GDS; ho più chiaro il significato della discesa degli organi che si studia in embriologia e mi interrogo sul perché la Bibbia sconsigli di offrire in sacrificio gli organi extraperitoneali. Mi sorprendo davanti a certi deficit di flessione in alcuni ginocchi e mi domando se non siamo qualcosa di più che un progetto da realizzare.

È in seguito alla lettura dei simbolismi decriptati nel libro, che da una decina di anni tengo appesa ad una parete del mio studio una bizzarra spada templare recante ai quattro lati il tetragramma in lettere ebraiche, visibile finanche sul mio sito professionale.

Ragionando da credente, ammetto che questo libro è stato illuminante. Esso mi ha ricordato la Maestosità del Corpo Umano, suggerendo forse una porta di accesso somato-spirituale; l’autrice parla di “realizzazione personale e spirituale” e di quanto l’essere umano sia fatto ad immagine e somiglianza di Dio.

A una parte di me piace pensare che il corpo fisico sia una sorta di “precipitato corporeo” di vari livelli di esistenza, un corpo da benedire e ringraziare, per come funziona. Grazie ai lavori di Annick, ho iniziato a cercare di “sposare la mia parte femminile” al fine di auto-realizzarmi in una unione complementare tra Yang e Yin. Il percorso è lungo, ma il seme è stato piantato.

Fabio Colonnello

* inteso come potenziale genetico, le “valigie” AM , PM , ecc, con cui un bambino viene al mondo e che nel corso della vita dovrà riempire. La concretizzazione del progetto personale, il “realizzare la propria leggenda personale” (Jung)

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Fabio Colonnello
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