MIKLÓS RADNÓTI "...con un abbraccio ha chiesto di vegliarne il riposo..."

Era ebreo, nato a Budapest il 5 maggio del 1909, studiò filosofia all'Università di Seghedino ma non poté esercitare la professione di insegnante a causa delle persecuzioni naziste. Radnóti nacque da genitori della classe media ebraica. Per la maggior parte della sua vita fu ossessionato dai sensi di colpa e dai rimorsi per la morte di sua madre, poco dopo il parto e del suo fratello gemello nato morto. Cresciuto dopo la morte del padre da uno zio, intervallò gli anni dedicati alllo studio con periodi drante i quali lavorava nel commercio.

La maggior parte delle poesie di Radnóti sono positive e socialmente impegnate, dedicate al suo grande amore Fanni Gyarmati che sposò nel 1935

Dopo la sua prima raccolta di poesie PAGAN SALUTE pubblicata nel 1930, entra in conflitto con il sempre più potente regime fascista di Miklos Horthy, viene accusato di sovversione.

Anche se di origine ebraica, era cristiano per scelta e si convertì al cristinaesimo nel 1943. Nonostante ciò la sua poesia non riflette contenuti specificatamente religiosi, ma la cultura classica, la sua gioia di vivere , la tragedia della consapevolezza di perdere quella gioia profonda, sapendo profeticamente che tale sarebbe stato il suo inesorabile destino.

I temi principali, esistenzialmente rivissuti nella drammacità della sua lirica si identificano nel mito di Caino, nell'assasinio derivante dal suo essere sopravvissuto alla madre e al fratello gemello. inoltre troviamo espressi la natura, l'amore, la politica attraverso la critica al sociale,

la drammatica testimonianza dell'orrore dei campi di concentramento, l'orrore della guerra.

Le sue profezie si rivelarono infallibili: da settembre a dicembre 1940 fu internato in un campo di lavoro forzato nei Carpazi per lo smontaggio di una miniera, poi in una fabbrica di zucchero, e infine in Jugoslvia in un campo preposto alla costruzione di una ferrovia.

Quando l'area della ferrovia fu minacciata dall'arrivo dell'esercito russo, i tedeschi organizzarono la fuga (all'incirca tra ottobre e novembre del 1944) e i detenuti furono costretti a marciare forzatamente per 14 giorni, durante i quali ci furono vari massacri. Radnóti, ormai incapace di camminare fu giustiziato e sepolto in una fossa comune assieme ad altri 21 compagni. Un quaderno delle sue poesie fu ritrovato nella tasca del cappotto quando due anni dopo i corpi furono riesumati.

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