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La chiesa di Santa Maria Maggiore Santuario della Spogliazione

Secondo una leggenda la chiesa di Santa Maria Maggiore, prima Cattedrale della città, fu costruita nel IV secolo voluta da s. Savino, secondo vescovo di Assisi, sopra una casa romana, la domus di Properzio, e ampliata probabilmente nel IX secolo, periodo al quale risale la cripta. Nel 1035 il titolo di cattedrale viene trasferito alla Basilica di san Rufino, fatta costruire dal vescovo Ugone intorno al 1029, luogo dove erano conservate le reliquie del santo patrono.

Forse distrutta in un incendio la chiesa viene ristrutturata nel XII secolo da Giovanni da Gubbio come ricorda l’iscrizione incisa sul rosone “DOMINI 1163 IHOANNES FECIT” (forse Giovanni da Gubbio, lo stesso architetto che costruì la Cattedrale di San Rufino). Più tardi, nel 1216, viene ricostruita la zona absidale e la notizia viene riportata in una lapide che reca, tra l’altro, il nome del vescovo Guido e di Francesco e ripetuta in una iscrizione dipinta nella tribuna, purtroppo andata perduta nel terremoto del 1832 quando crollarono il tetto e la navata destra. Nel 1938 la chiesa viene consolidata e la facciata assume le forme attuali.

Secondo una leggenda la chiesa di Santa Maria Maggiore, prima Cattedrale della città, fu costruita nel IV secolo voluta da s. Savino, secondo vescovo di Assisi, sopra una casa romana, la domus di Properzio, e ampliata probabilmente nel IX secolo, periodo al quale risale la cripta. Nel 1035 il titolo di cattedrale viene trasferito alla Basilica di san Rufino, fatta costruire dal vescovo Ugone intorno al 1029, luogo dove erano conservate le reliquie del santo patrono.

Forse distrutta in un incendio la chiesa viene ristrutturata nel XII secolo da Giovanni da Gubbio come ricorda l’iscrizione incisa sul rosone “DOMINI 1163 IHOANNES FECIT” (forse Giovanni da Gubbio, lo stesso architetto che costruì la Cattedrale di San Rufino). Più tardi, nel 1216, viene ricostruita la zona absidale e la notizia viene riportata in una lapide che reca, tra l’altro, il nome del vescovo Guido e di Francesco e ripetuta in una iscrizione dipinta nella tribuna, purtroppo andata perduta nel terremoto del 1832 quando crollarono il tetto e la navata destra. Nel 1938 la chiesa viene consolidata e la facciata assume le forme attuali.

Anche la sacrestia della chiesa presenta una decorazione, infatti in una nicchia sono affrescati la Natività, il Cristo Benedicente, Santa Maria Maddalena, san Pietro, San Rufino e Santa Caterina d’Alessandria, opere databili al XIV secolo.

Questa chiesa è stata molto importante nella vita di San Francesco, perché qui fu battezzato, secondo quanto scritto nelle Fonti Francescane, e perché, data la sua adiacenza con la Sede Vescovile, più volte vi fu ospite del vescovo Guido nel periodo dal 1206 al 1208 e dove trascorse gli ultimi giorni della sua vita prima di andare alla Porziuncola di santa Maria degli Angeli dove morì.

La cripta, probabilmente risalente a IX secolo epoca in cui venne costruita la primitiva chiesa, è un ambiente rettangolare, coperto da volte in pietra e diviso da due file di colonne di età romana: tre colonne in granito grigio con capitelli tuscanici, due in marmo cipollino con capitelli uno tuscanico e l’altro ionico. Dalla cripta si accede alla casa romana, scoperta nel 1864, forse appartenuta al poeta assisano Sesto Properzio.

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Santuario Spogliazione
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