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Il tempo dell'Arcobaleno 48 ore di fraternità

Il tempo dell'Arcobaleno è un breve tempo, ma quanta gioia comunica in pochi istanti. Ecco, così si presentano le convivenze al punto Giovane in questi mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre: brevi, ma cariche di speranza.

Educatori del Punto Giovane. Natale 2019

Per venti anni il Punto Giovane ha lavorato con i ragazzi delle scuole superiori. Poi è arrivato il Covid. Ci siamo fermati per quasi due anni sperimentando qualche timido tentativo con mini convivenze di due o tre ragazzi. Certamente ben riuscite, ma non esaustive rispetto le potenzialità che il Punto Giovane ha. Così abbiamo letto la situazione storica come un segnale preciso di cambiamento. E quest'anno ci buttiamo nell'accogliere i ragazzi delle medie cogliendo nella loro età un terreno altamente plasmabile ricco di risorse, sogni e desideri.

Ecco la proposta che metteremo in atto in via sperimentale nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre

IL TEMPO DELL' ARCOBALENO

48 ore di iniezione spirituale

48 ore sono la durata di validità di un tampone. Dentro questo spazio cronologico, che "dovrebbe" in qualche modo tutelarci dall'infezione, vorremmo costruire uno spazio di ascolto e di condivisione con i ragazzi che chiameremo di prima adolescenza.

Il tempo opportuno

Non possiamo giocare sempre in difensiva con il Covid o peggio facendo finta che non ci sia. Occorre insegnare ai nostri ragazzi che la vita va vissuta per come si presenta, pur nelle limitazioni che il tempo storico ci impone. Ma non esiste nulla che possa impedirci di vivere ed amare, di gioire e stringere amicizie. Quindi vogliamo stare dentro questo contesto, cogliendone le opportunità possibili.

Una casa per i giovani

Il Punto Giovane è una casa. E nella casa ognuno appunto ... "si sente a casa". Di questo c'è bisogno. Di uno spazio libero e di fiducia. Da sempre il Punto Giovane ha accolto i ragazzi. E continua a farlo anche quest'anno, limitando però in questo contesto storico a due soli giorni la durata della convivenza e con un numero massimo di otto ragazzi/e.

Quattro parole chiave

Accoglienza, condivisione, collaborazione e fiducia. Queste sono le parole chiave che accompagnano i ragazzi nell'esperienza di vita al Punto Giovane. Ognuno di loro si deve sentire accolto per come è, e non per come finge di presentarsi. In due giorni metteremo in atto le strategie educative per far sentire ciascuno accolto in profondità. Questo è il regalo più bello che gli facciamo. La seconda parola chiave "condivisione" è appunto la strategia per imparare ad accogliersi. Solo quando condivido mi presento per come sono e scopro l'altro per come è. Allora si attua la terza parola "collaborazione": tutti aiutano tutti. Una tavola dopo pranzo non si pulisce da se, ma se tutti si aiutano e collaborano, allora cresce la fiducia. La quarta parola è infatti la fiducia.

Fiducia

Il primo atto di fiducia è da parte dei genitori nei confronti del Punto Giovane. Sono loro che ci affidano i loro ragazzi. Poi la fiducia si gioca tra i ragazzi e gli educatori. Chi entra in casa deve fidarsi e rispettare le regole che gli educatori propongono. Da parte loro gli educatori si fidano dei ragazzi cogliendo in essi la disponibilità nell'accogliere la proposta. E così si ritorna all'accoglienza reciproca.

Studio, gioco et labora

Il lavoro è prima di tutto su di sé. Lo studio e il gioco al punto giovane hanno una finalità precisa: lavorare su di sé. Questa è la sfida più grossa. Far scattare nel cuore dei ragazzi una passione per le cose che fanno. Anche lavare i piatti deve diventare cosa loro.

La giornata

Sono solo 48 ore, ma ogni ora ha la sua importanza. La mattina ci sveglieremo tutti insieme e cominceremo insieme la giornata. Dall'alto vedremo , se fortunati, il sole sorgere sul mare. Una prima esperienza contemplativa. Ascolteremo insieme una Parola del Vangelo. E poi la colazione. E poi la scuola. Si ritorna, ci si aspetta tutti per mangiare. E' importante la condivisione di ogni momento. Nel pomeriggio si studia Insieme, si fa merenda insieme e si gioca insieme. Pranzo e cena sono preparati dalle cuoche, ma la tavola si apparecchia e si sparecchia insieme.

La linea di continuità

Il filo rosso viene tessuto dagli educatori e dalle strategie educative. Gli otto ragazzi/e (e non più di otto) saranno inseriti dentro un grande gioco educativo che ha come sfondo le quattro parole chiave. La prima serata interesserà le relazioni, la seconda il proprio cuore. Chi partecipa alla convivenza sa che non semplicemente gioca a qualcosa, ma lui stesso o lei stessa si mette in gioco.

Le questioni pratiche

La convivenza va dalle 19 del lunedì alle 19 del mercoledì. Necessario il green pass o il tampone che genera il Green pass per chi non è vaccinato. La quota è di 50 euro. Chiediamo come integrazione alla quota due gentilezze: di portare l'occorrente per la colazione e la merenda con tanto di buone torte e l'aiuto di qualche mamma papà, terminata la convivenza, per pulire le stanze dove hanno alloggiato i figli.

Grazie per la fiducia che ci concedete. La proposta arriva da una Associazione cristiana, ma è aperta a tutti i ragazzi di III e II Media ... credenti e/o non credenti !