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UTOPIA NELLO SPAZIO E NEL TEMPO Luogo-non luogo

utopia [u-to-pì-a] s.f.

-Ideale immaginario irrealizzabile

-modello immaginario di una società perfetta

Il termine utopia fu coniato da Thomas More nel 1516 combinando le due parole greche ού (non) e τόπος (luogo), per descrivere il modello ideale di una comunità perfetta ma irrealizzabile.

un ideale irrealizzabile

Perché ho scelto questo argomento.?

  • Duplice natura/ identità dell'utopia
  • L'utopia e la realtà
  • L'utopia come isolamento dalla realtà
  • L'utopia come soluzione alla realtà
(1891)

L'aspetto dell' Utopia

Nonostante il termine utopia sia comparso nel XVI secolo con il filosofo Thomas More, il concetto di utopia è presente in tutte le epoche storiche e in molti campi del sapere.

L'UTOPIA DELLA CITTÀ IDEALE NELL' ARTE

L’UTOPIA DELL’UNITÈ D’HABITATION A MARSIGLIA: UN EDIFICIO/ CITTÁ

Le Corbusier (1887-1965)

L'Unitè d'Habitation di Marsiglia fu un sogno personale di Le Corbusier che risultò non comprensibile per i suoi contemporanei, l’esperimento si dimostrò un fallimento e quella che lui definiva “La Cité radieuse”, un'intera città in un solo edificio, venne invece definita “la maison du fada” “la casa del pazzo”.

Ma le scelte non comprensibili per gli abitanti dell’epoca, oggi a distanza di anni, si sono dimostrate una scommessa vinta, l’edificio è un luogo ambito e pieno di vita.

propone un modello diverso, impregnato per i tempi di utopia

L'utopia, da irrealizzabile al progresso

L'Unité d'Habitation de Marseille (1947-1952)

L'UTOPIA NE "LE CITTÀ INVISIBILI" (1972) DI CALVINO

  • L'imperatore dei Tartari, Kublai Kan, interroga l'esploratore Marco Polo sulle cittá del suo immenso impero che ha visitato durante il viaggio.
  • Marco Polo descrive le cittá che ha incontrato, soffermandosi sugli uomini che le hanno costruite, sulla forma architettonica e sulle relazioni tra la gente che le popola.
  • Le descrizioni delle città sono filtrate dall'immaginazione dell'esploratore: Marco Polo "crea" queste città valorizzandone dettagli che ad altri appaiono invisibili.

Dialogo finale tra Kublai Kan e Marco Polo

- "Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell'approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s'apre nel bel mezzo d'un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s'incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo a pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d'istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t'ho detto."

" L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e dargli spazio, e farlo durare."

L'UTOPIA DELL'ETÀ DELL'ORO NE "LE METAMORFOSI" DI OVIDIO

Aurea prima sata est aetas, quae vindice nullo, sponte sua, sine lege fidem rectumque colebat.
Ver erat aeternum, placidique tepentibus auris mulcebant zephyri natos sine semine flores; mox etiam fruges tellus inarata ferebat, nec renovatus ager gravidis canebat aristis; flumina iam lactis, iam flumina nectaris ibant, flavaque de viridi stillabant ilice mella.

Ovidio individua l'inizio della storia nell'età dell'oro, intesa come mondo ideale e perfetto al quale si vorrebbe ritornare.

Nell'età dell'oro gli uomini si comportavano rettamente in maniera spontanea, senza il bisogno di leggi o di divieti.

L'esemplarità di quest'era è descritta come eterna primavera, raccolti continui, venticello costante e sicurezza della vita.

L'ottica utopistica è simboleggiata dalla scelta dell'oro, il perfetto tra i metalli imperfetti.

L'UTOPIA TRA LE NUBI

"Gli uccelli" di Aristofane

Due ateniesi, Pisetero ed Evelpide, stanchi della corruzione cittadina, partono alla ricerca di un luogo fantastico, arrivando a fondare una città ideale nel mondo degli uccelli.

La città Νεφελοκοκκυγιαν ("Dimora delle nuvole e dei cuculi") è concepita come Utopia, appunto: il non-luogo (ου-τοπος), dove si realizza l’ideale di un’esistenza felice, priva di fatiche e di mali, alternativa al reale.

Il mondo degli uccelli rappresenta il recupero di un’esistenza secondo natura.

Nel canto corale gli uccelli esaltano la propria libertà e immortalità rispetto agli uomini, ombre che vivono nelle tenebre, che non hanno la gioia delle ali.

Ma ben presto il mondo utopico si trasforma a poco a poco nel mondo da cui i due erano fuggiti, presentandone le medesime storture.

UTOPIA IN 19th CENTURY

"News from Nowhere" (1890) by William Morris

Morris was a famous socialist, he spread the socialist movement in Britain.

  • Utopian Novel: socialist ideology + science fiction
  • William Guest travels through time: from 19th century to 21st century
  • Socialist society- no capitalism, no private property, no monetary system
  • People work in nature, they are happy to work in the countryside and not anymore in the factories
  • News from Nowhere as response to common critique of socialism
William Guest: "How you get people to work when there is no reward of labour? […] The man of the 19th century would say there is a natural desire not to work.
"I know the ancient platitude, - wholly untrue […] Work is a pleasure which we are afraid of losing, not a pain."

L'UTOPIA SOCIALE

Il socialismo Utopistico

  • Corrente del pensiero socialista
  • Nata in Europa tra il XVIII e XIX secolo. Lo scopo principale è la critica alla società borghese e al capitalismo.
  • Tende ad una nuova società, formata da un mondo comunitario, realizzato attraverso le riforme (Utopia Sociale).

Tra gli esponenti del socialismo, Marx ne critica la variante utopistica, ritenendola irrealizzabile.

Propone il socialismo scientifico come strumento per il cambiamento.

Il socialismo scientifico valorizza la figura del proletario industriale, unico artefice della trasformazione della società mediante la rivoluzione e autore della lotta di classe.

Vari scrittori e filosofi, fin dall'antichità, hanno interpretato il proprio concetto di Utopia Sociale; in particolare Platone, Thomas More e Tommaso Campanella.

PLATONE (V secolo a.C)

"Repubblica" (IV Secolo)

  1. Delinea le caratteristiche dello Stato ideale
  2. Lo stato è basato sul modello dell'individuo
  3. "Lo Stato ingrandisce l'animo umano"

THOMAS MORE (1478)

Utopia" (1516)

Ού-τόπος un luogo che non è.

Utopia, un'Isola perfetta ma inesistente.

Utopia, espressione di contrasto tra reale e irreale.

TOMMASO CAMPANELLA (1568)

"Città del Sole" (1602)

Nella "Città del Sole" emerge l'ansia di Campanella di riformare il mondo e liberarlo dai mali che l'affliggono, facendo uso dei potenti strumenti della magia e dell'astrologia.

  1. La magia è un'arte pratica che produce effetti meravigliosi.
  2. Città magica Ideale.
  3. Società egualitaria.

UTOPIA E REALTÀ NEL BOOM ECONOMICO (1950-1960)

UTOPIA ITALIANA

  1. L'Italia dopo la seconda guerra mondiale si trovò in una situazione disastrosa.
  2. Urgenza di Ricostruzione
  3. Piano Marshall (1947)

A metà degli anni '50 l'Italia era ancora una paese arretrato, finché nel 1958 fece ingresso nella CEE (comunità economica europea) che portò al vero e proprio inizio del boom economico, rendendo l'Italia uno dei paesi più industrializzati del mondo.

Il basso costo della manodopera permise ai settori industrializzati più avanzati di commerciare nel mercato europeo.

-introduzione linee ferroviarie e autostrade

-nascita della FIAT

-Aumento dei posti di lavoro

Ma in quegli anni non tutta l'Italia conobbe i benefici del Boom Economico.

Ci fu uno squilibrio sempre più alto tra Nord e Sud.

A causa di questo dissesto economico e sociale del Sud, rispetto al Nord, il "miracolo" economico italiano, che si sviluppò tra il '58 e '63, fu un'utopia al Sud in quanto si instaurò uno sviluppo e un benessere comune soltanto apparente, e invece al Nord rimase una realtà significativa.

Quindi il cosidetto "Miracolo Economico" in Italia non si distribuì in modo uniforme: quello che fu un effettivo progresso e boom economico al Nord, al Sud restò un progetto irrealizzato: un' Utopia.

Non può esistere un mondo perfetto ma non è possibile neanche un mondo senza Utopia...

Rosa Carreri...

V classico

Maturità 2018

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