SALA DEGLI SPECCHI PALAZZO DUCALE MANTOVA

La galleria degli specchi si trova nella parte più antica del palazzo Ducale denominata "Corte vecchia".

Originariamente era un loggiato che si affacciava sui giardini ducali, ai primi del Seicento, quando l'architetto Antonio Maria Viani realizzò l'appartamento Ducale per Vincenzo Gonzaga, fu trasformata in galleria.

Storia

Uno studio in corso ha consentito di individuare la parte soprastante di un locale di pianta irregolare, con tredici lunette affrescate.

Si ritiene trattarsi della sala dello Specchio (commissionata dal duca Guglielmo II), luogo di cui si conosceva l'esistenza, ma non l'ubicazione ne l'apparato decorativo.

Originariamente, l'attuale sala degli Specchi, era un loggiato che si affacciava sui giardini ducali.

Giardini ducali

Ospitò importanti dipinti di Tiziano, Giulio Romano, Correggio, Andrea del Sarto, Paolo Veronese e, anche quando pochi anni dopo decadde, per la vendita di molte opere, rimase adibita a pinacoteca fino al 1779 circa, data della trasformazione odierna.

La galleria degli specchi era usata in origine come sala delle feste e in seguito divenne la sala della musica.

Gli affreschi furono infine restaurati (da Andrea Mones e Felice Campi) e le pareti furono arredate, con gusto neoclassico (da Giocondo Albertolli), proprio come le vediamo noi oggi.

Struttura della sala

Presenta in alto una serie di dipinti realizzati per volere di Ferdinando Gonzaga intorno al 1618, sulla volta sono dipinte delle complesse allegorie mitologiche.

Quello che colpisce sono gli specchi che decorano le pareti introdotti dopo la conquista francese, che nel ‘700 erano una vera innovazione tecnologica ed un lusso alla portata di pochissime famiglie. Fino a pochi anni prima gli specchi erano gli stessi dai tempi nel medioevo, concavi e di metallo lucidato assai poco riflettente.

Specchi

Nella parte centrale della volta abbiamo il Concilio degli Dei, tra il carro della Notte e il carro del Giorno, di un anonimo autore fiorentino-emiliano. Agli ospiti veniva proposto un gioco: si fissava l'affresco del carro del Giorno e si attraversava la sala notando che la sua posizione cambiava per un effetto ottico; queste cose a quell’epoca sembravano forme di magia e lusso.

Concilio degli dei

Lungo le pareti, in alto, sono presenti una serie di allegorie che si richiamano alle virtù del duca (opera probabilmente di Jacopo Borbone di Novellara).

Allegorie

Il ciclo pittorico, separato da stucchi dorati ed eleganti fregi, celebra le virtù del Gonzaga, partendo dalla lunetta meridionale dove sono dipinti Apollo e le Muse (con nei due angoli in basso i ritratti dei nostri poeti più famosi)

Lunetta meridionale

Nella lunetta settentrionale (dipinta nel 1618 dal bavarese Karl Santner), sono rappresentate le arti liberali. Sia le arti liberali che le muse sono raffigurate secondo i canoni descritti da Cesare Ripa nella sua "Iconologia". (Un’enciclopedia illustrata in cui si descrivono le personificazioni delle idee e dei concetti astratti. Senza la quale spesso noi vedremmo in un’opera antica significati e simboli che non ci sono, oppure non comprenderemmo i simboli chiaramente dipinti davanti ai nostri occhi.)

Lunetta settentrionale

Significato degli affreschi

Le descrizioni degli affreschi sono state prese dall'Iconologia di Cesare Ripa

La Concordia è una “Donna bella, che mostri gravità, nella mano destra tenghi una tazza nella quale vi sarà un pomo granato, nella sinistra uno scettro, che in cima abbia fiori e frutti di varie sorti, in capo ancora avrà una ghirlanda di mele granate, con le foglie e con i frutti”.

La Concordia

L’Innocenza è ” Verginella, vestita di bianco, in capo tiene una ghirlanda di fiori con un Agnello in braccio ” (qui l’Agnello è dipinto in basso a destra).

L'Innocenza

La Filosofia “Donna giovane, e bella, in atto d’aver gran pensieri, ricoperta con un vestimento stracciato in diverse parti, talché n’apparisca la carne ignuda in molti luoghi".

La Filosofia

L’Intelletto è un “Giovinetto ardito, vestito d’oro, in capo terrà una corona d’oro, i suoi capelli saran biondi, dalla cima del capo gl’uscirà una fiamma di fuoco, nella destra mano terrà uno scettro, e con la sinistra mostrerà un’aquila che gli sia vicina".

L'Intelletto

L’Eloquenza è una“Giovane bella, col petto armato, e con le braccia ignude, sul capo Haverà un Elmo circondato di corona d’oro, al fianco haverà lo stocco, nella mano destra una verga, nella sinistra un fulmine, e sarà vestita di porpora”.

L'Eloquenza

La Liberalità è una “Donna con occhi un poco concavi e fronte quadrata e col naso aquilino, sarà vestita di bianco con un’Aquila in capo, e nella destra mano tenga un compasso , e una cornucopia alquanto pendente, col quale versi gioie, dinari, collane e altre cose di prezzo, e nella sinistra avrà un’altro cornucopia pieno di frutti e fiori”.

La Liberalità

Sitografia

http://web.tiscalinet.it/unimn/mantova/cennistorici/foto/full/saladeglispecchi.htm

https://elenaedorlando.wordpress.com/2015/11/21/la-galleria-degli-specchi-e-cesare-ripa/

http://www.fermimn.gov.it/ducale/italiano/vg1.htm

Presentazione di:

Valentina Erlicher

(allestimento della presentazione, ricerca di immagini e esposizione orale di introduzione e storia)

Nadia Battocletti

(esposizione orale della struttura della sala)

Denise Bertoldi

(ricerca di informazioni e sitografia attendibili e esposizione orale del significato degli affreschi)

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