Le consulenze nel Writing Workshop per crescere scrittori

Consulenze quando servono

Le consulenze, o writing conference, sono brevi conversazioni fra il docente e uno studente. Avvengono nel momento della scrittura autonoma in classe, durante il quale ogni studente segue il proprio processo di scrittura. In questa fase della sessione di laboratorio non abbiamo solitamente una traccia uguale per tutti e nemmeno tempi e strumenti imposti dal docente.

Lo scopo delle consulenze è aiutare gli studenti a diventare scrittori migliori - Carl Anderson

A tu per tu

Mentre gli studenti scrivono, il docente si avvicina ad uno studente (cerchiamo di parlare con ogni alunno a rotazione) di solito portandosi uno sgabello. Non sono dunque gli studenti a chiedere aiuto, ma è il docente che sceglie e si sposta.

Consulenze come conversazioni

Lo studente sa già che l'insegnante è il suo "maestro di scrittura" e che lo sgabello è il segnale che dà il via ad una conversazione: la consulenza è proprio questo, una conversazione, in cui parla prima lo studente, illustrando ciò che sta cercando di fare con la sua scrittura o ciò in cui ha difficoltà, e poi è il turno del docente che offre supporto e strategie.

E' importante che nel corso delle consulenze comunichiamo agli studenti che ci interessa di loro come persone e come scrittori - Carl Anderson

Possibili domande o frasi in apertura

  • Come va la scrittura?
  • Come va oggi nel laboratorio?
  • A che punto sei del tuo pezzo?
  • Come posso aiutarti oggi nella scrittura?
  • Raccontami quello che hai fatto oggi e come sta venendo il tuo pezzo secondo te

Strategie, non correzioni

L'insegnante cercherà "maieuticamente" di spingere lo studente, sostenendolo con alcune domande mirate, a riflettere più a fondo sul suo processo di scrittura e su come può migliorare, per poi offrire un suggerimento allo scrittore. Si tratta di indicare una strategia, possibilmente quella più utile in quel frangente, che lo studente potrà però utilizzare più e più volte anche in seguito e che dovrebbe portare l'alunno a migliorare un aspetto della sua scrittura.

Tre consulenze di Penny Kittle, autrice di "Write beside them"

Le tre (o quattro) parti di una consulenza

Secondo Lucy Calkins le parti in cui si divide una consulenza sono tre:

  1. Ricerca: la fase in cerchiamo di scoprire a che punto è lo studente e come sta procedendo nella scrittura. Dobbiamo fare in modo che i ragazzi ci raccontino in modo dettagliato, spingendoli verso una riflessione metacognitiva. Aiutiamo con alcune domande, ma senza bombardare: dobbiamo avere pazienza.
  2. Decisione: il breve attimo in cui passiamo in rassegna mentalmente le informazioni apprese e le nostre conoscenze sulla scrittura e decidiamo quale strategia è la migliore per lo studente in quel momento
  3. Insegnamento: la fase in cui siamo noi ad avere la parola in un momento di insegnamento informale ma mirato e individualizzato. Si tratta di istruzione diretta, e può ricalcare l'impostazione delle minilesson (prima illustriamo in una frase "il cosa", poi "il perché", poi "il come", cioè la strategia, fornendo esempi espliciti).

Katie Wood Ray aggiunge una quarta fase che definisce di "Annotazione" (making a record): in un modulo che abbiamo creato e che può essere cartaceo o digitale -io ad esempio utilizzo Evernote- annotiamo il succo della consulenza. Queste annotazioni sono importanti per vari motivi: ci aiutano a tenere traccia di ciò che insegniamo ai singoli studenti, ci servono per raccogliere informazioni per una valutazione formativa, ci aiutano a pianificare le prossime consulenze e le prossime minilesson.

Teach the writer

Il docente non corregge, non si limita a risolvere il problema del momento. Il consiglio che danno i maestri di scrittura è proprio: "teach the writer, not the writing", perché vogliamo che, grazie al nostro intervento, lo studente divenga più autonomo e rimanga comunque padrone della sua scrittura.

Una consulenza di Mark Overmeyer, autore del manuale What Student Writing Teaches Us: Formative Assessment in the Writing Workshop

What makes a conference a powerful teaching interaction is not finding the best thing in the world to teach this student; it's in teaching in direct response to something the student has told or shown us about his or her work as a writer - Katie Wood Ray

Consulenze strategiche

Lucy Calkins afferma che le consulenze sono il cuore del Writing Workshop ed in effetti hanno un impatto molto forte sull'apprendimento dei ragazzi perché:

  • sono individualizzate
  • avvengono in contesto autentico e nel momento del bisogno
  • sono focalizzate, mirate e strategiche
  • rispondono in modo diretto a ciò che lo studente ci ha appena raccontato riguardo alla sua scrittura.

Le consulenze sono però difficili da gestire perché radicalmente diverse dalle conversazioni che siamo abituati ad avere quando offriamo il nostro aiuto ad uno studente mentre scrive. Si tratta di cambiare metodo e prospettiva e richiede che noi stessi possediamo prima di tutto conoscenze sulle qualità della scrittura in generale, sulle tecniche e strategie specifiche. E non basta: dobbiamo anche conoscere in modo approfondito quel singolo studente-scrittore per capire qual è il suo obiettivo, quali i suoi punti di forza, su quali aspetti ha invece bisogno di lavorare.

Lo scopo di una consulenza non è aiutare. Lo scopo è insegnare e tutti ne hanno bisogno. (Katie Wood Ray)
Conferring is the essential teaching act in Writing Workshop - Katie Wood Ray
Jennifer Serravallo insegna una strategia nel corso di una consulenza
Lucy Calkins in consulenza

Ora tocca allo studente

Le consulenze devono essere mantenute brevi per avere la possibilità di raggiungere più studenti in una sessione.

In ogni consulenza l'insegnante cerca, se può, di fare un complimento allo studente per poi offrire un aiuto specifico. Sceglie una strategia, un teaching point e offre indicazioni chiare e precise che l'allievo può seguire con una certa facilità.

Consulenze e verifiche formative

Il momento della consulenza è anche un momento di verifica formativa, in cui il docente raccoglie informazioni sugli studenti, su cosa sanno fare, sulla loro consapevolezza in merito alla scrittura. Queste informazioni preziose saranno annotate e dovranno dare forma all'insegnamento successivo nelle minilesson e nelle consulenze individuali o di piccolo gruppo.

E ora?

Nancie Atwell in consulenza

Gli esperti di Writing Workshop sostengono che servano almeno due anni (ma secondo alcuni anche quattro) per imparare a gestire bene una consulenza. Non dobbiamo scoraggiarci ma studiare e provare. Fin dall'inizio in ogni caso le consulenze con ogni probabilità saranno più efficaci dei nostri precedenti interventi: avranno la caratteristica dell'intenzionalità e saranno sostenute da una nuova consapevolezza. E, come afferma Katie Wood Ray, è "già un insegnamento sedersi di fianco agli studenti e chiedere loro come va la scrittura. Insegniamo che li consideriamo scrittori, che li prendiamo seriamente". Probabilmente nessuno lo ha fatto con noi quando eravamo a scuola.

I miei suggerimenti per chi inizia

  • Prima ascoltiamo con attenzione e partecipazione e invitiamo lo studente ad approfondire con poche domande se è laconico
  • cerchiamo di iniziare con commenti positivi o sul contenuto
  • usiamo un tono informale e scherzoso, soprattutto all'inizio, quando dobbiamo ancora costruire una relazione con lo studente. In seguito possiamo andare più dritti al punto.
  • mordiamoci la lingua e mettiamo in tasca la mano che vuole correggere quell'esercito di orrori ortografici (per il momento)
  • scegliamo un aspetto solo della bozza su cui concentrarci
  • cerchiamo di collegarci il più possibile agli insegnamenti, alle strategie che abbiamo offerto nelle minilesson (ma senza forzature)
  • prendiamo ad esempio un testo modello o mentor text preferibilmente già noto allo studente, mostrandolo
  • diamo poche indicazioni pratiche e verifichiamo alla fine che lo studente sappia cosa deve fare, facendoglielo verbalizzare e dicendo che torneremo a vedere
  • non leggiamo tutto il pezzo di uno studente durante la consulenza, ma facciamoci indicare la parte su cui ha bisogno di aiuto
  • facciamo capire subito agli studenti che le consulenze sono sacre e non vanno interrotte per nessun motivo (terremoti esclusi e poco altro)
  • usiamo un criterio nostro per garantire una effettiva rotazione tra gli studenti. Possiamo tenere traccia su un modulo, oppure scegliere un ordine di isole o file di banchi per la rotazione e memorizzarlo
  • forniamo dall'inizio dell'anno istruzioni agli studenti su cosa possono fare quando l'insegnante è occupata in modo che non si fermino ad aspettare il nostro aiuto
  • non finiamo incastrati sempre con gli stessi tre studenti che chiedono il nostro aiuto: siamo noi a decidere chi avrà la consulenza (ma osserviamo bene la situazione e diamo una spinta a chi è completamente bloccato)

Titoli consigliati

  • The art of teaching writing di Lucy Calkins
  • One to One: The Art of Conferring with Young Writers di Lucy Calkins
  • The writing workshop - Working through the hard parts (and they're all hard parts) di Katie Wood Ray
  • Write beside them di Penny Kittle
  • Day by day di Ruth Ayres e Stacey Shubitz
  • Let’s Talk: One-on-One, Peer, and Small Group Writing Conferences di Mark Overmeyer

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