Gotta Catch'em All audience design e STrategie di Engagement

La creatività non è in esclusiva.

Questo il messaggio fondamentale dell'intervento di Nicolò Gallio a Holden Start 2015.

Ogni fase di realizzazione di un progetto possiede una dose di creatività. Anche quelle di produzione e distribuzione. Si tratta di distinguere tra Marketing e Audience Design.

La differenza è sostanziale: da una parte, una serie di azioni mirate al raggiungimento di obiettivi di vendita, dall'altra, un piano strategico volto a costruire una comunità di fan.

Diverse realtà, diverso approccio: se le azioni di marketing intervengono a progetto ultimato, l'audience design è un processo che coinvolge tutti i momenti della vita del prodotto, sin dall'idea originaria.

Un modo di concepire la promozione fondato sul semplice presupposto che un'opera riuscita non è solo quella che riscuote successo al botteghino (si prenda la metafora cinematografica per quello che è: una metafora), ma anche (soprattutto) quella capace di generare interazioni e condivisioni. In altre parole, capace di creare una comunità attiva.

Dello stesso avviso sembra essere Charlie Collier, presidente di AMC Networks citato da Frank Rose nel suo The art of immersion (e nelle sue lezioni Holdeniane):

The series exists on television as a live event for only 16 night a year, but remains an active and vibrant community all year long. Fan events, panels, releases of clips and images, ongoing discussions and a strong social presence keep the series very much front and center all year long...after all, immersive dramas both benefit from and demand this kinf of commitment.

Se il lavoro di Frank Rose di potesse tradurre in una sola frase, questa probabilmente sarebbe un appello ai produttori, e suonerebbe pressappoco così: "Non abbiate paura del pubblico".

È il pubblico che fa più paura, infatti, il più prezioso. Quella ristrettissima porzione di fan disposta ad interagire e contenta di farlo.

La piramide dell'engagement

Agli occhi di Rose, gli user-generated content non costituiscono una minaccia. Tutt'altro. Chi si occupa di Transmedia (in Italia, su tutti Max Giovagnoli) , la metterebbe così: gli user-generated content non sono che un'espansione dell'universo narrativo maturato dall'autore. Secondo Rose, chi si occupa di Transmedia la mette esattamente come è.

Dopotutto, la creatività non è in esclusiva. Lo dice chi si occupa di Audience Design e lo pensa chi si occupa di Transmedia.

Non a caso, un paio di progetti di (quasi) audience design, transmediali:

Made with Adobe Slate

Make your words and images move.

Get Slate

Report Abuse

If you feel that this video content violates the Adobe Terms of Use, you may report this content by filling out this quick form.

To report a Copyright Violation, please follow Section 17 in the Terms of Use.