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Giovanni Paolo II Il papa pellegrino

di Vincenzo Grienti

Un pontificato ricco di viaggi apostolici e pellegrinaggi quello di San Giovanni Paolo II. Karol Wojtyla è stato un Papa doppiamente pellegrino: da una parte viaggiatore instancabile nel mondo, predicatore del Vangelo nei luoghi più lontani dalla parola di Dio e testimone di Cristo Risorto; dall’altra un vicario di Cristo sempre in cammino verso le mete della tradizione cristiana, dal soglio di Pietro a Santiago di Compostela, da Manila a Denver e Parigi, da Czestochowa a Toronto fino a Gerusalemme. Con i suoi 249 viaggi compiuti in Italia e all’estero e i circa 1.500 incontri di vario genere, Giovanni Paolo II fece diventare il viaggio parte della pastorale ordinaria.

16 ottobre 1978. L'elezione di Giovanni Paolo II

Fin dall’elezione a vescovo di Roma il 16 ottobre 1978, Giovanni Paolo II, ricevendo in udienza i giornalisti di ritorno dal suo 100° viaggio apostolico ebbe modo di dire:«E’ risuonato nel mio intimo con particolare intensità ed urgenza il comando di Gesù: Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Mi sono sentito quindi in dovere di imitare l’apostolo Pietro che andava a far visita a tutti per confermare e consolidare la vitalità della Chiesa nella fedeltà alla Parola e nel servizio della verità; per dire a tutti che Dio li ama, che la Chiesa li ama, che il Papa li ama; e per ricevere da essi l’incoraggiamento e l’esempio della loro bontà, della loro fede». Karol Wojtyla nasce a Wadowice, vicino Cracovia il 18 maggio 1920. Divenuto prete nel 1946, giunge a Roma per completare gli studi. Si laurea in filosofia e nel 1948 torna in Polonia, dove si conquista la fama sacerdote coraggioso nella difesa dei diritti civili e in primo luogo per la libertà religiosa. sono gli anni della "guerra fredda" e la Polonia è sotto il regime filo-sovietico. Paolo VI lo nomina vescovo ausiliare (1958) e poi Arcivescovo di Cracovia (1964); nel 1967 lo crea cardinale. Già allora grande viaggiatore, si fa conoscere nel mondo ecclesiastico anche per alcuni interventi al Concilio Vaticano II. Ma, quando viene eletto papa, il 16 ottobre 1978, per l’opinione pubblica è uno sconosciuto: un non italiano che, dopo quattro secoli e mezzo, torna sul trono di Pietro. Ed è, per la prima volta, un polacco.

Appena un anno dopo la sua elezione Giovanni Paolo II vola in Polonia nel giugno del 1979, poi all'Onu. Alle Nazioni Unite Giovanni Paolo II si rivolge a tutti i rappresentanti dei Paesi di tutto il mondo ricordando i quarant’anni dallo scoppio della Seconda guerra mondiale: "Vorrei richiamarmi all’insieme delle esperienze degli uomini e delle Nazioni, vissute da una generazione: in buona parte ancora in vita. Non molto tempo fa, ho avuto modo di ritornare a riflettere su alcune di quelle esperienze in uno dei luoghi più dolorosi e più traboccanti di disprezzo per l’uomo e per i suoi fondamentali diritti: il campo di sterminio di Oswiecim (Auschwitz), che ho visitato durante il mio pellegrinaggio in Polonia, nel giugno scorso. Questo luogo tristemente conosciuto, è, purtroppo, soltanto uno dei tanti sparsi sul Continente europeo - dice il pontefice -. Anche il ricordo di uno solo dovrebbe costituire un segnale di avvertimento sulle strade dell’umanità contemporanea per fare sparire una volta per sempre ogni genere di campi di concentramento in ogni luogo della terra. E dovrebbe sparire per sempre, dalla vita delle Nazioni e degli Stati, tutto ciò che si richiama a quelle orribili esperienze, ciò che – sotto forme anche diverse, cioè di ogni genere di tortura e di oppressione, sia fisica sia morale, esercitata con qualsiasi sistema, in qualunque terra – è la loro continuazione, fenomeno ancor più doloroso che si effettua col pretesto di “sicurezza” interna e di necessità di conservare una pace apparente".

New York, 2 ottobre 1979

"Gli illustri Presenti mi perdoneranno tale ricordo: ma sarei infedele alla storia del nostro secolo, non sarei onesto di fronte alla grande causa dell’uomo che tutti desideriamo servire, se – provenendo da quel Paese, sul cui vivo corpo è stato costruito, un tempo, “Oswiecim” – io tacessi" ebbe modo di dire Giovanni Paolo II che aggiunse: "Lo ricordo tuttavia, illustrissimi e cari Signore e Signori, soprattutto al fine di dimostrare da quali dolorose esperienze e sofferenze di milioni di persone è sorta la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che è stata posta come ispirazione di base, come pietra angolare dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Questa Dichiarazione è costata milioni di nostri Fratelli e Sorelle che l’hanno pagata con la propria sofferenza e sacrificio, provocati dall’abbrutimento che aveva reso sorde e ottuse le coscienze umane dei loro oppressori e degli artefici di un vero genocidio. Questo prezzo non può essere stato pagato invano! La Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo – con tutto il corredo di numerose Dichiarazioni e Convenzioni su aspetti importantissimi dei diritti umani, a favore dell’infanzia, della donna, dell’uguaglianza tra le razze, e particolarmente i due Patti internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, e sui diritti civili e politici – deve rimanere nell’Organizzazione delle Nazioni Unite il valore di base con cui la coscienza dei suoi Membri si confronti e da cui attinga la sua ispirazione costante".

Giovanni Paolo II è il Papa delle «prime volte». E’ anche il primo Papa nato in un Paese comunista e ad andare oltrecortina; il primo ad aver recitato in pubblico e ad aver lavorato in fabbrica; il primo, dopo gli apostoli, ad entrare in una sinagoga e il primo a parlare in una chiesa protestante; il primo a visitare una moschea e ad andare in un Paese ortodosso; il primo ad aprire un Giubileo per un millennio ed a visitare il Parlamento italiano; il primo ad assistere ad un concerto rock e ad una partita di calcio; il primo ad essere ferito gravemente in un attentato e ad essere operato in ospedale.

Piazza San Pietro, 13 maggio 1981. L'attentato

Dalla Basilica che custodisce le spoglie di Pietro, cuore occidentale della cristianità, e per questo già meta di pellegrinaggio, il vescovo di Roma ha raggiunto i cuori di innumerevoli fedeli, soprattutto giovani. Giovanni Paolo II è stato il Papa che non ha mai fatto mancare a nessuno la sua presenza e vicinanza, prima li ha invitati “ad aprire”, anzi “a spalancare le porte a Cristo”, e poi li ha guidati lungo le vie della fede. Durante le Giornate mondiali della Gioventù, «nate dal desiderio di offrire ai giovani significativi “momenti di sosta” nel costante pellegrinaggio della fede», è stato lui stesso pellegrino tra i giovani pellegrini.

Toronto 2002, Giovanni Paolo II insieme ai giovani

Ma è solo nel 2000, al termine dell’Anno Santo che ha affidato ai suoi giovani il segno stesso di quel Giubileo: la Croce di Cristo. «Portatela nel mondo – gli disse - come segno dell’amore del Signore Gesù per l’umanità ed annunciate a tutti che solo in Cristo morto e risorto c’è salvezza e redenzione». Da allora la Croce e l'icona mariana hanno viaggiato attraverso i continenti. I giovani di tutto il mondo continuano ad essere periodicamente chiamati a farsi pellegrini per le strade del globo. In sintonia con la lezione del pellegrinaggio cristiano, costruttori di ponti di fraternità e di speranza tra i continenti, i popoli e le culture.

Assisi 2002. Giovanni Paolo II incontra Bartolomeo I

Ma c’è un altro storico pellegrinaggio compiuto dal Papa pellegrino: quello in Terra Santa (il 91° fuori dai confini d'Italia), iniziato al Monte Nebo in Giordania dove, secondo la tradizione, si trova la tomba di Mosé, il profeta che ha guidato il popolo di Israele fuori dall'Egitto. Giovanni Paolo II ha sostato in preghiera nel punto esatto da cui Mosé contemplò la terra promessa, che però non raggiunse. Sul Monte Nebo il pontefice ha guardato in direzione di Gerusalemme, la città santa delle tre religioni monoteiste. Ha pregato per tutti i popoli che abitano la Terra promessa: ebrei, musulmani e cristiani invocando il dono della vera pace, della giustizia e della fraternità. Wojtyla è stato guidato nella sua visita sul Monte da un frate francescano. Così il pellegrino Wojtyla ha lanciato la sfida della pace: ha voluto inviare un messaggio di riconciliazione fra cristiani, ebrei, musulmani, questo era il significato del suo viaggio in terra di Gesù, Giordania, Israele e Palestina. Uno dei momenti più suggestivi del pellegrinaggio del Papa è stata la visita a Betlemme dove secondo la tradizione è nato il Salvatore.

Gerusalemme, 22 marzo 2000. Giovanni Paolo II in preghiera al Muro del Pianto

Davanti alla Basilica della Natività nel punto esatto dove "Il verbo si fece carne" (Giovanni 1,14) si è inginocchiato in preghiera. Durante tutto il viaggio in Terra santa il Papa ha confermato più volte la sua vicinanza agli amici "ebrei", iniziata con la su visita in Sinagoga di Roma il 13 aprile dell’86 sottolineando la loro sofferenza e le responsabilità di tutti per il dolore provocato al popolo eletto.

Visita alla Sinagoga di Roma nel 1986

Ha visitato il memoriale all' olocausto pregando davanti alla pietra dove sono incisi i nomi di tutti i lager nazisti. Insomma un pellegrino, Giovanni Paolo II, che ha portato il vento della pace in Medio Oriente e il messaggio evangelico in tutto il mondo. Un pellegrino speciale da cui si dovrebbe prendere esempio. Il cammino di Giovanni Paolo II nel corso dei suoi viaggi è stato sempre compiuto per seminare speranza, pace e riconciliazione tra i popoli. Questo può essere oggi la chiave del pellegrinaggio qualunque sia la meta da raggiungere. Per Giovanni Paolo II la meta è stata sempre importante, ma ancora più rilevante sono state le persone che in quella meta lo aspettavano a braccia aperte.

Giovanni Paolo II muore in Vaticano il 2 aprile 2005 dopo essere stato ricoverato a lungo al Policlinico Gemelli di Roma. E' stato canonizzato, insieme a Giovanni XXIII, da Papa Francesco, alla presenza di Benedetto XVI, il 27 aprile 2014.

Dei suoi viaggi e del suo pontificato per oltre vent'anni è stato testimone il suo portavoce storico, Joaquin Navarro Valls che è stato intervistato il 18 aprile 2015 su Tv2000 durante la trasmissione "Soul" di Monica Mondo