Il problema inquinamento acque in Italia

L'indagine 2014 di Goletta Verde e Accademia del Leviatano conferma la gravità del problema dei rifiuti galleggianti nei nostri mari, dove si possono trovare fino a 27 scarti ogni chilometro quadrato di cui quasi il 90% è formato da materie plastiche.
Il Tirreno conta la maggiore percentuale di bottiglie (34%, contro il 29% di buste), mentre lo Ionio vanta il primato positivo, con 7 rifiuti per chilometro quadrato (con il 18% di buste). Non siamo ancora ai livelli dei garebage patch (delle isole di rifiuti galleggianti negli oceani) ma la plastica rappresenta un grave problema ambientale anche nei nostri mari. Perciò i francesi hanno deciso di vietare i sacchetti in plastica.

I provvedimenti francesi e quello europeo avranno ricadute benefiche per la salute dei nostri mari. Oggi, nel complesso del Mediterraneo, l'80% della spazzatura galleggiante di plastica è costituita da polietilene ad alta densità e polipropilene, ovvero buste, bicchieri, bottiglie e involucri.

Sostanze che non si biodegradano, che rimangono inalterate per molto tempo e che, a causa della fotodegradazione, danno nel tempo origine a rifiuti talmente piccoli da essere ingeriti dalla fauna marina. La concentrazione non è ancora ai livelli dell'isola di plastica del Pacifico settentrionale (334.000 frammenti per kmq), ma è comunque preoccupante per un mare chiuso come il Mediterraneo, stimata da Expedition Med, nel 2010, in 115.000 microframmenti per chilometro quadrato.

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