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10 consigli per scrivere un racconto Scrivere per raccontar storie

Spesso trovarsi di fronte ad un foglio bianco spaventa e si è tentati di abbandonare l'idea di scrivere ancor prima di iniziare. Sarò in grado? Magari l'idea in testa c'è già, ma non è facile raccontarla con le parole...

Tante volte ho sentito dire: questo alunno scrive proprio bene, quest'altro invece non riesce proprio... come se fosse solo questione di predisposizione personale!

Certo, ciascuno di noi ha delle doti specifiche che lo contraddistinguono e che dovrebbe imparare a riconoscere e sviluppare, ma mi chiedo una cosa: la scrittura non è forse un'arte che si dovrebbe insegnare così come tante altre attività umane? Se vogliamo imparare a dipingere, a scolpire, a restaurare abbiamo bisogno di un maestro che ce lo insegni.

Un'arte da apprendere

Un tempo gli artisti andavano a bottega per apprendere un'arte. Come si può pensare, allora, che la scrittura sia un qualcosa che o ce l'hai o non ce l'hai? Forse non diventeremo tutti grandi poeti o scrittori famosi, ma possiamo apprendere le tecniche per scrivere non solo correttamente ma anche accuratamente dei testi di vario tipo. Purtroppo troppo raramente ci vengono dati consigli di questo tipo, quindi proviamo a buttar giù delle idee che potrebbero servire a chi, come voi ragazzi, si appresta ad iniziare la scrittura di un racconto.

1. You need a good idea!

"Riescono bene le cose che ci stanno a cuore."

Partendo da questo presupposto, è necessario riflettere a lungo prima di scegliere l'argomento centrale del testo. Solo chi possiede una conoscenza approfondita di un argomento ne potrà parlare con cognizione di causa, senza incorrere in errori grossolani . Per esempio, se scelgo di scrivere una storia di bullismo, dovrei prima conoscere le dinamiche che intercorrono tra i soggetti coinvolti, essere in possesso di dati su dove e come avvengono le aggressioni, le reazioni di tutti (bullo, vittima, gregari, spettatori... ) ecc.

Facciamo un altro esempio: voglio scrivere un racconto per sensibilizzare riguardo il fenomeno della violenza contro le donne. Per raccontare fatti ed esprimere emozioni dovrò prima di tutto informarmi sul problema, dove e come si manifesta, le tipologie, i danni per la vittima, le conseguenze fisiche e psicologiche e come si può risolvere.

2. Scelta del protagonista e dei personaggi

Di chi voglio parlare? Come me lo immagino fisicamente e psicologicamente? Riesco a mettermi nei suoi panni e sentire le sue emozioni, i pensieri, il suo stato d'animo? Chi interagisce con lui? Amici, familiari, sconosciuti....

3. Che cosa potrebbe accadere?

La fase successiva implica la domanda: cosa potrebbe accadere? Immagina due, tre episodi, non tantissimi, ed una parte conclusiva. Di solito in una storia si susseguono almeno 3 fasi:

- Una fase di equilibrio iniziale,

-un momento di rottura,

-il cambiamento finale con soluzione

Ciascun momento può diventare una sequenza della storia o essere a sua volta diviso in parti più piccole. Per ogni sequenza occorre scegliere l'ambientazione, i personaggi che interverranno ed il tipo di sequenza.

4. Metti in ordine

E' il momento di introdurre due concetti importanti del testo narrativo: la "fabula" e l' "intreccio".

Fabula: Raccontare i fatti secondo un ordine cronologico, cioè secondo il prima, poi, infine...

5.Fabula e intreccio

Facciamo un esempio. Vogliamo scrivere la storia di un ragazzo vittima di bullismo. Immaginiamo la storia. Una mattina a scuola incontra un bullo che lo minaccia + la storia si ripete all'uscita della scuola, magari in presenza dei suoi gregari + a casa la madre a tavola si accorge che c'è qualcosa che non va e cerca di scoprire che cosa nasconde il figlio, il quale se ne va da solo in camera + il giorno dopo la storia si ripete, ma stavolta un amico della vittima assiste alla scena + l'amico lo convince a ribellarsi + scena finale.

6. Mescoliamo le carte

Raccontare gli avvenimenti secondo il prima ed il dopo rappresenta la "Fabula", ma uno scrittore può decidere di mescolare le carte e far iniziare la storia a metà o, perché no... dalla fine, ripercorrendo il tutto come un lungo flashback. Se deciderà di utilizzare un altro ordine nel raccontare la vicenda avrà progettato un "Intreccio", come dice la parola, in cui la vicenda non è lineare, ma intrecciata. Usando l'esempio di prima, si potrebbe scegliere di iniziare a raccontare la storia dal momento del dialogo tra i due amici, ripercorrere i fatti precedenti attraverso il ricordo e concludere con l'episodio finale... oppure immaginare che sia proprio il protagonista a raccontare tutto come se fosse solo un lontano ricordo, magari per aiutare altri ragazzi che si trovano nella stessa situazione. Sta solo allo scrittore decidere come organizzare la narrazione, in modo da non risultare scontato o noioso per il lettore.

7. Era una notte buia e tempestosa...

L' inizio è importante, è il momento di catturare l'interesse del lettore ed è necessario curarlo con molta attenzione, evitando frasi scontate del tipo "C'era una volta" o simili.

Ecco alcuni suggerimenti per iniziare un racconto in maniera non banale:

- Iniziare con un pensiero, una riflessione;

- Iniziare con un dialogo;

- Iniziare con un suono;

- Iniziare con una domanda;

-Iniziare nel mezzo dell'azione.

8.Chi narra la storia?

E' necessario decidere il punto di vista di chi narra la storia. Sarà un narratore esterno o interno? Se esterno, si sceglierà di esprimersi in terza persona, se interno, si prediligerà la prima, nel caso a raccontare sia il protagonista, la terza, se il narratore è un altro personaggio interno al racconto.

Nell'esempio della storia precedente, potrebbe raccontare la storia la vittima di bullismo o il suo amico o un narratore esterno .

9. Organizza le tue idee in una mappa

E' molto importante costruire un'idea completa del racconto e, per non dimenticare niente, può essere utile usare una mappa concettuale che unisca l'idea centrale a tutti gli aspetti da curare.

10. Il finale

Come per l'inizio, anche la fine del racconto risulta essere spesso un momento difficile per lo scrittore, rischiando di risultare poco interessante o noiosa. Invece del consueto "Vissero felici e contenti.." cosa si potrebbe utilizzare?

- un monologo, una riflessione;

- una costruzione circolare che riprenda l'inizio;

-una citazione;

- un messaggio per il lettore.

Siamo giunti, ormai, alla fase conclusiva, il racconto è stato scritto e rimane un'unica cosa da fare, "the last but not the least!" : la revisione finale.

E' un momento delicato , spesso sottovalutato, ma in realtà ci permette di rileggere a mente fredda il nostro scritto con l'intento di correggere errori di ortografia o di forma, accertarsi che il linguaggio risulti adeguato, sistemare le parti che non risultano legate bene... insomma di migliorarlo sempre più. Pensate che i più grandi scrittori hanno fatto un lungo lavoro di "labor limae" , cioè di revisione, sui loro capolavori!

Adesso tocca a voi. Buon lavoro, ragazzi!

Created By
Savina Gravante
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Credits:

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