Underdogs figli degli anni 90

Sono nato nel 1981, quindi se mi volto indietro vedo, almeno per quello che mi riguarda, tante stagioni, tante esperienze, tanti ricordi, alcuni belli e altri brutti. Se mi volto indietro vedo la strada che mi ha portato ad essere quello che sono. Di tutto quello che vedo e di tutto quello che ero alcuni aspetti sono rimasti immutati e viceversa altri sono cambiati. Sono cambiati i gusti in cucina e purtroppo quando mi guardo allo specchio e quando per sfortuna mi vedo in qualche foto me ne rendo conto. E' cambiato il mio modo di vestire, prima più trasandato e ora un pò più curato e attento nell'abbinare i colori. E' sicuramente cambiato il mio carattere, prima un pò impulsivo e ora abbastanza controllato, che comunque non sbarra la strada ad eventuali esplosioni, quindi diciamo che magari questo aspetto non è proprio un punto a mio favore.

I gusti musicali invece più che cambiati si sono proprio espansi, ampliati. Penso che uno dei poteri della musica sia proprio questo, ti porta a volerne sempre di più; la musica ti rimane dentro come il ritornello della tua canzone preferita, e nota dopo nota, anno dopo anno ti ritrovi ad esplorare generi musicali che si distanziano anche di molto da quello da cui sei partito.

Tuttavia le emozioni e i ricordi che sono incollati ai primi brani sono difficili da sotterrare con la mole di canzoni che si finisce per ascoltare dopo decine e decine di anni. Il mio primo brano è stato Welcome to the Jungle dei Guns N' Roses, traccia presente nell'album Apetite for Destruction del 1987 (ricordo perfettamente che fù anche il mio primo cd, acquistato alla fiera, che oltretutto era anche un evento importante per fare vela a scuola, quindi quel cd per me aveva un valore ancestrale).

Ecco, è rimasto immutato il mio gusto per il Rock. Per quanto ci si allontani dai brani iniziali il DNA ormai è stato segnato e difficilmente si potrà smacchiare. Ciclicamente ritorna la voglia di riascoltare le vecchie glorie come i Guns N' Roses, gli Iron Maiden, i Black Sabbath, i Nirvana e chi più ne ha più ne metta, e in quel momento torni indietro nel tempo.

Tornare indietro nel tempo è sempre utile perché ci permette di fare il punto della situazione e quindi valutare con occhi diversi la strada che abbiamo fatto fino a quel momento. Ma ci permette anche di riscoprire una passione che avevamo dimenticato, o di concretizzare un progetto che avevamo messo momentaneamente sotto chiave in un cassetto.

Simone, Davide, Francesco e Fabio hanno ritrovato la chiave del loro cassetto e hanno deciso di unire le forze per dar nuovamente vita al gruppo musicale con cui si esibivano dal vivo ben quindici anni fa.

Era il momento di rispolverare i loro strumenti e di buttar fuori il loro spirito grunge. Era il momento di dar vita agli Underdogs. Un nome molto strano che a tratti mi richiama la vista di un cane investito sulla 554. Per cercare di togliermi dalla testa questa strana immagine chiedo al quartetto di raccontarmi qualcosa delle loro origini.

Ci troviamo a San Vito, più precisamente nel villaggio abbandonato di Monte Narba, un villaggio minerario del settecento. Questa sarà la nostra location. Un posto apparentemente privo di valore estetico per una sessione fotografica, vista la condizione degli edifici anche pericolanti, ma che in realtà racchiude tra le pareti rovinate dal tempo un potenziale notevole per gli scorci, gli affreschi colorati ancora intatti in qualche stanza e per le infiltrazioni di luce.

Un posto sottovalutato da un punto di vista turistico, secondo Davide Fodde aka Sider. E' lui il bassista del gruppo, il mago delle quattro corde. Lavora per Sky e si divide tra Bari, il posto dove lavora, e Valencia, dove lo attende il figlio Daniele

Sider

Il gruppo è talmente importante che appena mette piede a Cagliari la prima cosa che fa è organizzare il giorno in cui ci si vedrà per suonare in sala prove.

Gli Underdogs - mi dice Davide- sono importantissimi perché nella vita è fondamentale condividere esperienze e passioni. Fabio, Simone e Francesco non sono solo grandi persone ma sono anche grandi amici.

Grande passione per la musica ma anche per il calcio, il suo cuore rosso blu si fa sentire quando piovono a cascata le battute dei compagni. Nel panorama musicale che ha tracciato il suo DNA ci sono i mitici Pearl Jam, e Rearview Mirror batte nel suo cuore perché è la prima canzone che il figlio associava a lui.

Di tutto quello che mi racconta cattura la mia attenzione la sua sensibilità per lo stato di abbandono del villaggio minerario, e quindi il fatto che viene sottovalutato il suo potenziale. E' proprio la parola "sottovalutato" che mi permette di proseguire l'intervista con Fabio, a cui chiedo qualcosa di più sul nome del gruppo. Ricordate l'immagine del cane? Bene, ora potevo eliminarla.

Fabio Lapenna, noto Fraska, è il batterista del gruppo. Suona da quando aveva tredici anni e quando non scarica la sua energia su pedali, piatti, tom e tamburi, orienta la sua professionalità nell'ufficio amministrativo di un'azienda specializzata nel settore dell'energia Elettrica, e nel poco tempo che gli rimane riacquista la sua pace interiore scrivendo come giornalista per Vistanet.it.

Underdogs è un termine che indica gli atleti, oppure le squadre, date per sfavorite dai pronostici nell'ambito di una gara o di una competizione sportiva. E' un concetto che preferiamo, quello dei "secondi", degli "sfavoriti", di chi è sottovalutato.

Così è tutto un pò più chiaro, capisco anche la sensibilità di Davide, ma perché abbracciare questa filosofia?

perché siamo figli degli anni 90, la generazione x, cresciuti con la disillusione dei reduci degli anni 80 e la fine del boom economico. La cupezza, il disincanto e la malinconia sono un fatto culturale dei giovani degli anni 90.
Fraska

Gli Underdogs sono un gruppo Rock e la loro cifra stilistica è il risultato della commistione di tutte le loro influenze musicali, dai Pearl Jam agli U2. Grunge è il loro motto proprio perché si sviluppa nell'epoca a cui ha fatto riferimento Fraska. Il Grunge è lo specchio del disincanto di quella generazione , la prima a fare i conti con la crisi economica, con la disoccupazione, con la sottovalutazione da parte della generazione precedente.

Dal 96 al 99 suonavano spesso dal vivo in giro per i locali di Cagliari, però all'epoca si facevano chiamare Undevenio e fin dall'inizio la matrice era il Grunge. Poi silenzio radio per ben quindici anni. La vita gli ha messi nella condizione di intraprendere strade diverse che però si sono congiunte nuovamente grazie ad un incontro fortuito tra Francesco e Simone.

Con la proposta di Francesco e Simone"andiamo a prenderci una birra con il resto del gruppo" prendono nuovamente vita gli Underdogs.

Un appuntamento presso l'Old Square e una call conference con Davide al quale è bastato chiedere se possedesse ancora il basso; con la sua risposta positiva i loro cassetti si sono riaperti e subito il Grunge ha ripreso a gridare nelle loro vene. Una rinascita puramente casuale o si tratta di destino? In ogni caso Francesco e Simone hanno acceso la miccia.

Quindi dobbiamo ringraziare Francesco e Simone, chitarra e tecnico del suono il primo, detto Frank, e voce il secondo.

Frank

Anche loro, come Fabio e Davide, negli anni di assenza hanno preso strade diverse. Ad esempio Frank, Francesco Fadda, l'ingegnere della band, ha scoperto la passione per il giardinaggio e soddisfa questo suo piacere lavorando presso l'Ex Vetreria di Pirri.

Francesco, perché il giardinaggio?

Il giardinaggio c'è sempre stato . Quando ero bambino e andavamo con mia sorella in Algeria da mio padre, perché lavorava lì, ero sempre in giardino ad aiutare, dar fastidio e giocare. Li c'era il giardiniere, si chiamava Seb, una specie di omone algerino mulatto, educato e molto paziente. In età adulta quando facevo l'università avevo bisogno di soldi e quindi di lavoretti da fare. Un giorno mio zio, un uomo speciale di cui ho avuto grande stima(ora non c'è più) mi ha chiesto se volessi seguire il suo giardino e lo feci per tutto il periodo universitario. Infine non trovando lavoro chiesi a mio cognato se aveva posto nella sua cooperativa che si occupava anche di parchi pubblici. Quindi ecco che la natura, l'aria aperta e la bellezza mi hanno catturato definitivamente.

Gli U2 comunque scorrono sempre nelle sue vene. Un pò una sorta di supereroe dato che come vuole la tradizione fumettistica i protagonisti hanno nome e cognome che iniziano con la stessa lettera e svolgono sempre professioni utili per non attirare l'attenzione. Super FF.

Simone Lecca invece, vocalist del gruppo, lavora come commerciale presso Nivea Lavanderie Industriali

Ha una culturale musicale smisurata e la sua passione per la musica è dimostrata dall'enorme quantità di Cd e Vinili accumulati nel corso degli anni

Simone, il tuo cd o vinile preferito?

Ho sempre pensato che non avrei saputo rispondere ad una domanda del genere perché sono un assiduo ascoltatore di novità musicali da quando ero adolescente ed oramai fra i pochi che ancora acquistano i compact disc. Quindi è molto doloroso fare una scelta. Però pensando a l'importanza che queste due opere hanno avuto nella mia vita, senza soffermarmi a pensare, ti posso indicare come vinile "The unforgettable fire" degli u2 e come cd "scenes from the second storey" dei God machine.

La costante ricerca del nuovo ha portato Simone a scoprire anche il piacere del synth e delle percussioni, e su questi strumenti si sta evolvendo.

Alla base degli Underdogs non c'è soltanto una grande passione per la musica Grunge, ma anche un'amicizia che con il passare del tempo è diventata sempre più speciale e che rappresenta il collante che tiene uniti questi quattro ragazzi. E forse grazie anche a quest'ultimo ingrediente che quello che un tempo era un passatempo giovanile ora diventa sempre più un progetto concreto e rilevante per loro. Per questo motivo hanno deciso di passare da Undevenio a Underdogs, proprio per simboleggiare un cambio di rotta.

Per ora sono usciti due singoli "A song #1" e "Ugliness", totalmente autoprodotti e a basso costo.

Il suono della band è cambiato e si è evoluto rispetto al passato. Rimangono le radici Grunge ma il loro genere si sta trasformando verso il dark-wave e il post punk. Cercano atmosfere sempre più cupe e malinconiche e sono sempre alla ricerca di nuovi suoni. Il basso pulsante è sempre presente.

Il cassetto è stato aperto e il progetto momentaneamente accantonato inizia a prendere forma. Prova dopo prova entrano in sintonia e il loro spirito Rock emerge sempre più.

Si chiamano Underdogs ma voi non sottovalutateli.

Foto e testo di Marco Ciampelli

Credits:

Marco Ciampelli Photography

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