SCUOLA ACCOGLIENTE SCUOLA COMPETENTE appunti di riflessione

UNA SCUOLA PUO', AL TEMPO STESSO, VALORIZZARE LE POTENZIALITA' DEI SUOI ALUNNI MIGLIORI E PRENDERSI ADEGUATA CURA DI QUELLI CHE MANIFESTANO MAGGIORI FRAGILITA'?

Si può coltivare l'ideale dell'eccellenza e, insieme, quello dell'equità?

Oggi viviamo in un contesto culturale nel quale si apprezza molto l'agire individuale, la capacità dell'individuo di prendere decisioni autonome, di sbrigarsela da solo, di emergere, se possibile, primeggiando

nessuno può negare l'importanza dell'impegno personale, del valore riconosciuto nel far fronte alle difficoltà senza ricorrere a forme di assistenzialismo iperprotettivo...
SPERIMENTARSI COMPETENTI E AUTOSUFFICIENTI CONTRIBUISCE ALL' AUMENTO DELL' AUTOSTIMA E STIMOLA LA CRESCITA DI FIDUCIA IN SE STESSI.
L'ESPERIENZA DEL SUCCESSO/INSUCCESSO TROVA CONFERMA NEL "VOTO" SCOLASTICO, CHE SANCISCE IL LIVELLO OTTENUTO
MA AFFRONTARE LA REALTA' DELL'APPRENDIMENTO IMPOSTANDO LA MOTIVAZIONE SUL RICONOSCIMENTO ESTERNO E' PARZIALE E RISCHIA DI PRODURRE PIU' DANNI CHE BENEFICI
LE PERSONE NON SI MOBILITANO SOLO PER MOTIVAZIONI UTILITARISTICHE E TUTTI FACCIAMO QUALCOSA ANCHE SOLO PERCHE' "CREDIAMO", A PRESCINDERE DA ATTESTAZIONI ESTERNE...

L'ENFASI SULLA REALIZZAZIONE PERSONALE SI ACCOMPAGNA AD UNA CONCEZIONE INDIVIDUALISTICA DELL' EDUCAZIONE, NELLA QUALE NON C'E' POSTO PER GLI ALTRI, SE QUESTI POSSONO RAPPRESENTARE UN OSTACOLO AL DESIDERIO DI AFFERMAZIONE PERSONALE:

DIMENSIONE AUTISTICA DELLA VITA PERSONALE E COMPETITIVA NELLA RELAZIONE CON L' ALTRO

SI FINISCE PER COLTIVARE IL VALORE DELL'AUTOSUFFICIENZA E DELLA FIDUCIA IN SE STESSI SENZA DARE IMPORTANZA AL RUOLO CHE GLI ALTRI HANNO NELLA SODDISFAZIONE DEI NOSTRI BISOGNI

PUNTARE SU MECCANISMI COMPETITIVI PUO' FAVORIRE L'IMPEGNO NELLO STUDIO E IL RAGGIUNGIMENTO DI RISULTATI DA PARTE DI ALCUNI, MA PUO' AGIRE DA FATTORE DEPRESSIVO E DISINCENTIVANTE PER CHI E' CONSAPEVOLE CHE PER LUI NON "CI SARA' GARA"

E' IMPORTANTE PERO' SPERIMENTARSI CAPACE DI AFFRONTARE PROVE COMPETITIVE, COSI' COME SAPER TOLLERARE LA FRUSTRAZIONE DI UN INSUCCESSO.....LA VITA PRESENTERA' COMUNQUE SFIDE CHE DOVRANNO ESSERE FRONTEGGIATE.

NON SI TRATTA DI RIFIUTARE LA COMPETIZIONE, MA DI CAMBIARE IL CONTESTO NEL QUALE E' RICHIESTA

COLLEGARE IL SUCCESSO ALLA RESPONSABILITA' PERSONALE PIU' CHE AL CONFRONTO CON I COMPAGNI DI CLASSE

FAVORIRE LA CONDIVISIONE DELLA RESPONSABILITA' DEL SUCCESSO

FAR SENTIRE CHE C'E' UNO SCOPO GENERALE CHE IL GRUPPO SENTE COME IMPORTANTE: LA PRESTAZIONE DEL SINGOLO E' CONDIZIONE PER IL SUCCESSO DI TUTTI

AVERE UNO SCOPO COMUNE CONSENTE DI INSERIRE LA SPINTA INDIVIDUALE ALL' AUTOREALIZZAZIONE E AL SUCCESSO ALL'INTERNO DI UN ORIZZONTE DI SENSO PIU' AMPIO ED ARRICCHENTE

LA GRANDE RISORSA E' IL GRUPPO, DI CUI BISOGNA PRENDERSI CURA CON L'INTENZIONE DI FARNE UNA COMUNITA' DEMOCRATICA

LAVORARE SUL SENSO DI APPARTENENZA, CHE FAVORISCE LO SVILUPPO DELL'AUTOSTIMA E DELL'AUTOEFFICACIA

LA SCUOLA E' INCLUSIVA QUANDO NON PONE CONDIZIONI "A PRIORI", MA ACCOGLIE INCONDIZIONATAMENTE OGNI ALUNNO E LO METTE AL CENTRO DELLA PROPRIA ATTENZIONE. SE UNA PERSONA SI SENTE ACCOLTA SI SENTE SICURA, NON MINACCIATA E IL SENTIMENTO DI SICUREZZA, DI PROTEZIONE, AIUTA A FAR CRESCERE IL SENSO DI APPARTENENZA.

L' ACCOGLIENZA GARANTISCE IL PROGRESSIVO SENTIRSI PARTE DELLA COMUNITA' CHE ACCOGLIE E AIUTA LA MOTIVAZIONE A CONDIVIDERE I VALORI CHE SONO ALLA BASE DELLA COMUNITA' ACCOGLIENTE

e allora: tenere conto di quanti hanno maggiori difficoltà ed abbassare il livello di richiesto, con il rischio di demotivare quanti, al contrario potrebbero affrontare con successo compiti più impegnativi?
o, al contrario, dedicarsi soprattutto a quanti manifestano già un livello di competenza buono o, almeno, sufficiente?
nella scuola del passato la soluzione era semplice: la scuola premiava quelli che rispondevano alle richieste standard e bocciava chi non rispondeva alle richieste.
la scuola premiava i migliori? forse sì, visto che il criterio era "oggettivamente" prefissato.
la scuola premiava i meritevoli? Non necessariamente, anzi, in molti casi niente affatto.
la scuola del passato restituiva, con le sue classifiche, il riflesso di un posizionamento sociale e culturale
la scuola sanciva il successo di pochi, la mediocrità di molti e buttava gli ultimi
poi la scuola è cambiata e si è fatta accogliente.
oggi ci si domanda se non sia esagerato il "buonismo" della scuola di tutti
questo è vero se siamo in presenza di una didattica che non è cambiata realmente ma si è limitata ad abbassare i traguardi, rendendoli accessibili al maggior numero di alunni e penalizzando così coloro che potevano essere più sollecitati
ma si tratta di una soluzione speculare a quella della vecchia scuola...
la scuola dell'inclusione richiede invece un grande investimento di generosità ed impegno per gli insegnanti... e richiede investimenti. Non è a costo zero.
Se pensate che la cultura costi troppo, provate con l'ignoranza - H Ford
Created By
Paola Pellegrini
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