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Concert stories - VI -

18 aprile 2021

Oggi vi presentiamo:

La Risonanza presents:

Ma non preoccupatevi! Anche se l'immagine è quella di due spade, la sfida che coinvolge le nostre violoncelliste è giocata tutta in punta d'archetto, all'insegna del sorriso, dell'intesa, della complicità. Un programma scintillante, molto virtuosistico, in cui i colori sono spesso esasperati, estremi. Preparatevi dunque ad esserne abbagliati!

Although you might get the wrong impression of two swords, please, don’t worry! This challenge involves our two cellists crossing their bows with a smile and good intentions. We present a lively and highly virtuosic programme in which exaggeration often goes to extremes. Get ready to be dazzled!

Dialogo - Dialogue

Il programma si apre con un autore quasi sconosciuto, Giacobbe Basevi Cervetto. Ma se il suo nome non vi è noto, ascoltando la sua musica la troverete quasi famigliare, ne siamo certi. L'armonia è vivaldiana e anche le melodie risentono dell'insegnamento e del gusto del Prete Rosso! Nel complesso dunque la sua sonata ci suona quasi nota, sicuramente molto piacevole: i due violoncelli dialogano tra loro, dandosi reciprocamente spazio, ascoltandosi, giocando e discorrendo, come si farebbe in un salotto mondano.

The programme starts with an almost unknown composer, Giacobbe Basevi Cervetto. His name might not be familiar to you but listening to his music might ring a bell. The harmony recalls Vivaldi, and also in the melodies the input and taste of The Red Priest can be recognised! This is why his sonata sounds so familiar, and certainly very pleasant to the ears: the two cellos are in a dialogue, giving each other space, listening to each other, playing and talking, just as one would have an ordinary living room conversation.

Caterina Dell’Agnello, in prova

Sempre all'insegna del dialogo è la seconda composizione in programma, la sonata per due violoncelli e basso continuo di Jean Barrière. Barrière è un autore estremamente interessante: francese, si dedicò dapprima alla viola da gamba per poi "tradirla" per il più moderno violoncello. Non si pensi che, in Francia, una scelta del genere fosse cosa da poco! La viola era lo strumento nobile, di corte, come il liuto e il clavicembalo. Il violoncello riportava invece immediatamente allo stile italiano che alcuni amavano, ma che da molti era considerato rozzo e inferiore. La scrittura di Barrière per violoncello è una sintesi unica e affascinante di stile francese (per esempio i primi due movimenti della sonata di oggi) e di musica italiana (l'Aria e la Giga finale). Siamo certi che ci chiederete di programmare altro di questo autore!

The second composition on the programme, the sonata for two cellos and basso continuo by Jean Barrière, is also based on a dialogue, a very lively one this time. Barrière is a fascinating French composer: he focussed initially on the viola da gamba, but subsequently "betrayed" it with the more modern cello. Such a choice wasn’t a small matter in France! The viola was the noble instrument of the court, like the lute and the harpsichord. The cello, on the other hand, was seen as reminiscent of the Italian style that was loved by some, but which many considered unrefined and mediocre. Barrière's unique writing for cello provides a fascinating synthesis of the French style – for example in the first two movements of today's sonata – and Italian music – in the Aria and the Giga of the last movement. Undoubtfully, you will want to hear more of this composer!

Agnieszka Oszanca

Sfida - Challenge

Proviamo ad immaginare la sonata di Marcello come un duello tra i due violoncelli: il rituale di preparazione è lungo e occupa i primi tre movimenti in cui gli sfidanti si studiano e si provocano a vicenda con il clavicembalo che, nel mezzo, fa da arbitro e controlla che il cerimoniale sia rispettato. E poi arriva l'ultimo movimento, senza cembalo: la scena del duello deve essere solo per i contendenti che si rincorrono l'un l'altro, nei piani, nei forti, quasi ansimando, senza tregua. Un movimento allucinato, quasi fuori contesto, che non ci si aspetta... Allacciate le cinture: ce ne sarà bisogno!

Imagine a fierce duel when listening to the two cellos in the sonata by Marcello: the ritual of preparing takes as long as the first three movements in which the rivals study and provoke each other. The harpsichord is in the middle of all of this, acting as a referee to make sure all rules and regulations are observed. However, the very last movement is without harpsichord: it is the battle scene featuring only the contenders uninterruptedly chasing each other, in the pianos, and in the forte parts. A breath-taking movement, almost out of context, one which no one expects... Fasten your seatbelts: you'll need them!

Momento di accordatura

Ora che il cembalo è stato messo da parte, ascoltiamo un altro autore. Anzi no! è lo stesso di prima: Barrière. Ma si stenta a crederlo... La sonata in sol maggiore per due violoncelli soli, è una sonata classica, non più barocca. Dunque Barrière, questo voltagabbana 😉, dopo aver abbandonato la viola da gamba, abbandona ora addirittura lo stile barocco e si tuffa nel preclassicismo. Se considerate che la sua data di morte è antecedente al 1750, dovrete riconoscere con noi che era un autore proprio assetato di novità!

Now that the harpsichord has been put aside, let's listen to another composer. Actually, that isn’t correct, it the very same composer as before: Barrière. Unbelievably, his sonata in G major for two solo cellos is no longer in baroque style, but a truly classical sonata. Barrière, after abandoning the viola da gamba, was a turncoat once again, now deserting the Baroque style to dive into classicism. Considering that Barrière died before 1750, one has to acknowledge the composer’s thirst for innovation!

Competizione - Competition

In alto sulla tastiera

Ora di questo si parla. E non pensiate che sia solo competizione tra i due violoncelli. Parliamo di competizione con i violini! La sonata di Handel in programma è originariamente scritta per due violini e basso continuo. Le nostre violoncelliste non temono di spingersi in alto sulla tastiera, là dove si spingerebbero i violini, e ne cavano suoni ora teneri ora stentorei, colori emozionanti, luci e ombre che chiudono con un tripudio di energia il concerto di oggi.

Speaking of competition, we haven’t only got the rivalry between the two cellos in mind but are looking at the competitiveness of the violins too! The Handel sonata included in this concert programme, was originally written for two violins and basso continuo. Our cellists are not afraid to go so far up their fingerboards as if they were violins, bringing out the most gentle to loud sounds with a varied colouring which brings this concert to a close with an exciting burst of energy.

Dettagli

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Testi: Fabio Bonizzoni. Traduzioni: Mirjam Van Der Schoot. Foto: La Risonanza