Agricoltura del 1700 Di giacomo algeri, davide basilico, jimuel matangHihan, andrea bartesaGhi

THE ENCLOSURES

The enclosures (le recinzioni) furono costruite intorno ai campi dei grandi proprietari terrieri per impedire ai contadini dei campi vicini di entrare e potere così far pascolare il bestiame e rubare i frutti dagli alberi . Alla fine del XVIII secolo, tale sistema aveva portato alla concentrazione della proprietà terriera nelle mani dell'aristocrazia inglese e, inoltre, aveva creato una massa di ex-contadini, che ora erano disoccupati. Alcuni contadini vennero assunti dai grandi proprietari terrieri, altri andarono a lavorare in città come operai.

Le recinzioni del 1700

LA ROTAZIONE QUADRIENNALE

Nel settececento si passò dalla rotazione triennale alla rotazione quadriennale, ciò portò numerosi vantaggi:

1) interrompe il ciclo vitale degli organismi legati ad una coltura; in particolare, la successione di piante differenti (per esempio, alternanza tra graminacee e piante oleaginose, tipo grano e colza) permette di interrompere il ciclo di alcune malerbe;

2) grazie alla diversità dei sistemi radicali, il profilo del terreno è esplorato meglio.

3) l'impiego delle leguminose consente l'aggiunta di azoto simbiotico al suolo; più in generale, la composizione dei diversi residui colturali contribuisce alla qualità dell'humus.

4) Specialmente nel giardinaggio evita il fenomeno dell'antagonismo radicale.

5) Un altro vantaggio può consistere in una migliore ripartizione del carico di lavoro del terreno, con l'introduzione nel ciclo della rotazione di colture a prato o a maggese.

La rotazione delle colture venne praticata per secoli nel quadro di sistemi agricoli che includevano l'allevamento, a partire dall'Ottocento con gli studi di Justus von Liebig sui fertilizzanti viene introdotta la Monocoltura e successivamente l'agricoltura intensiva. L'agricoltura sostenibile tenta di reintrodurre la rotazione delle colture facendo a meno dei fertilizzanti chimici.

La rotazione quadriennale

LA SCONFITTA DELLA FAME NELLE CAMPAGNE

Nel Settecento l'agricoltura migliorò infatti divenne più produttiva. Poi sono anche arrivate delle nuove piante come la zucca, il mais, la patata e il pomodoro. Però solo in questo secolo si iniziò a coltivare su grande scala il mais, che rendeva tre volte più del frumento. Venne coltivata anche la patata che poteva essere coltivata ovunque, anche se facceva freddo. Inizialmente i contadini ignorarono queste nuove piante ma quando iniziarono a coltivarle e si resero conto della loro produttività e si resero conto che avevano sbagliato a coltivarle prima. La farina di mais e le patate divennero talmente importanti da finire su tutte le tavole dei poveri. Tuttavia col passare del tempo i contadini si resero conto, dopo alcune perdite, del fatto che la polenta di mais mancava di una proteina la cui assenza nel sangue provoca la pellagria, una malattia al gozzo.

Polenta di mais: il pane dei poveri.

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