Gli archeobatteri. Struttura.

Il nome di questo gruppo di microrganismi fa riferimento all'antichità della loro origine. Molti archeobatteri vivono in ambienti estremi, probabilmente molto simili alle condizioni che erano presenti sulla Terra durante le prime fasi dell'evoluzione dei procarioti. Sono stati ritrovati archeobatteri nelle acque molto calde in prossimità delle spaccature della crosta terrestre nei fondali oceanici.

Composizione degli archeobatteri

La parete cellulare degli archeobatteri è molto resistente, composta da proteine, polisaccaridi o molecole di pseudopeptidoglicano. L'impalcatura delle loro membrane è composta da lipidi contenenti glicerolo o isoprenoidi, uniti con il legame etereo.

Gli archeobatteri sono dotati di un pigmento sensibile alla luce rossa, l'alorodopsina, che appartiene alla famiglia delle piccole proteine,e si trova soprattutto negli organismi alofili, aventi funzioni fotoattivabili.

Gli archeobatteri possiedono inoltre enzimi specifici, come quelli stabili ed attivi ad alte o basse temperature, oppure quelli con aumentata densità di carica negativa, esistenti negli archeobatteri acidofili o alcalofili.

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