"UTOPIA" Thomas more

THOMAS MORE

Thomas More, conosciuto anche come Tommaso Moro, nacque a Londra il 7 febbraio 1478.

Divenne famoso in vita a livello europeo come autore e occupò numerose cariche pubbliche, compresa quella di Lord Cancelliere d'Inghilterra tra il 1529 e il 1532.

Moro fu grande amico di Erasmo da Rotterdam che gli dedicò il suo "Elogio alla follia". Il 6 luglio 1535 fu giustiziato perché si rifiutò di riconoscere Enrico VIII come capo supremo della Chiesa.

"UTOPIA"

La sua opera più famosa e importante

• Pubblicata nel 1516 in latino e tradotta in inglese nel 1551.

È divisa in due libri: "Città reale" e "Città perfetta".

Nel I libro Viene fatta un'analisi sulla situazione politica ed economica dell'Inghilterra di quell'epoca, e dato che erano aumentati i furti con l'introduzione del sistema delle enclosures (recinzione dei terreni comuni, terre demaniali), Moro riteneva assurda e illegittima la sanzione di pena capitale per il furto. Inoltre Moro propone l'abolizione della proprietà privata, ritenendola causa dei mali, in modo da spartire i beni materiali egualmente. (Sistema di tipo comunistico)

.

Il II libro presenta una descrizione dell'Utopia.

Utopia è un'isola, la cui comunità venne fondata da Utopo che vi trovò una popolazione autoctona, il suo primo intento fu quello di innalzare il livello di civiltà di questa gente.

Non esiste la proprietà privata. Secondo Moro la proprietà privata porta a valutare ogni cosa sulla base del denaro.

Le ore di lavoro non sono massacranti, non durano tutta la giornata, in modo tale da dedicare il tempo libero in attività intellettuali.

Il lavoro tra uomini e donne è paritario .

A base della società ci sono trenta famiglie al cui vertice vi è un magistrato eletto annualmente, i magistrati poi, eleggono a voto segreto un governatore.

La terra deve invece essere coltivata, a turni di due anni, da ciascun cittadino, nessuno escluso.

I vestiti vengono tessuti e confezionati in famiglia.

Il matrimonio non viene mai sciolto, solo in caso di tradimento.

LE LEGGI SONO CHIARE, POCHE E COMPRENSIBILI PER TUTTI

Vi è il pluralismo religioso.

I preti, uomini e donne, si possono sposare.

L' educazione è permanente ed è per tutti.

La vita è il bene principale dell'uomo e dunque è bandita la PENA DI MORTE.

Si può notare come alcuni temi trattati da Moro sono così moderni; realismo e idealismo si mischiano dando origine a una visione di società in cui è presente l'impegno contro la degradazione e lo sfruttamento in una società ideale.

A seguito della sua opera ci saranno altre opere che tratteranno dell'organizzazione dello stato, per esempio con Hobbes verrà criticata la concezione dello stato ma in modo più assolustico.

Se Tommaso Moro parlava di Utopia, Hobbes parlerà di Leviatano, una sorta di mostro e contemporaneamente un Dio mortale, che presiede a tutto e che organizza ogni cosa: il popolo, per Hobbes, deve essere sottomesso al sovrano, lo Stato è dotato di un potere assoluto che vincola i sudditi di mantenere la pace e la sicurezza.

Infatti è lo stesso Moro che nella conclusione del libro dice che difficilmente il suo sogno si realizzerà.

Moro si rese conto che sarebbe stato molto difficile per lui vedere realizzato il suo sogno. Ma il suo sogno resta fonte di ispirazione continua per chiunque voglia sognare una società migliore, non solo per i filosofi, ma anche per artisti, scrittori, architetti e chiunque altro.

Rosa Carreri…X

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