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PASQUA DI RISURREZIONE preghiera domenica 12 aprile

La Parola del giorno: At 10,34.37-43; Sal 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9

Mettiti in ascolto della Parola che il Signore ti rivolge questa domenica.

Dal Vangelo secondo Matteo

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, io ve l'ho detto».

Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Per la riflessione

L'annuncio pasquale è colorato in Matteo da un'immagine di pace, anche se tutto ha lo scompiglio e il rumore, lo spavento e la paura di un gran terremoto. La pietra che sigilla il sepolcro, segno della condanna e della morte pensata e inflitta al Figlio di Dio, ora, con un gran fremito, si frantuma. L'angelo siede sulla pietra, segno di un dominio spezzato e di una grandezza umiliata.

Quel messaggero, tutto fulgore e splendore, abbaglia ma non acceca. Illumina ma non costringe. Il suo compito è quello di annunciare una parola ricolma di speranza: la verità di un Dio che non è retrocesso davanti allo scandalo della croce e la speranza di una vita divina, la sua, che diventerà anche la nostra.

Hanno ragione le campane - nel giorno di Pasqua - di suonare a festa, perché la vita di ciascuno, la nostra esistenza, comunque sia, comunque vada, qualsiasi cosa succeda, che ce ne accorgiamo o meno, si dirige verso una pienezza che fatichiamo a vedere, a sperimentare, che non si presenta coi contorni nitidi.

Se la fine dell'uomo non è la tomba e l'esistenza non è valutata e vissuta esclusivamente con parametri umani, siamo uomini e donne pasquali.

È Pasqua se riusciamo ad asciugare qualche lacrima, se ci asteniamo dal tirare le pietre contro chi ha sbagliato. È Pasqua se abitiamo la casa della nostra vita, senza vergognarci di aver chiesto perdono dei nostri peccati e se accogliamo i fratelli che tornano, anche se hanno dilaniato il patrimonio del Padre. È Pasqua se abbiamo il coraggio - andando anche un po' controcorrente - di cercare il Vivente tra i segni di vita, gioia e consolazione che circondano la nostra esistenza, se riusciamo in qualche modo a lenire le ferite provocate dallo scandalo, dalla superbia, le divisioni e le amarezze che tra noi creiamo e alimentiamo.

Vediamo, da credenti, le meraviglie del Signore perché, vivo, riesce a tessere e intrecciare la storia di oggi la quale è ancora, per tutti, storia di salvezza.

Stai un po' di tempo in silenzio, rileggendo il Vangelo e la riflessione, lasciando che la Parola ascoltata ti interroghi, ti consoli, ti illumini.

Scrivi una piccola preghiera, una semplice invocazione, magari presa dal Vangelo o dal Salmo. Puoi ripeterla durante la giornata, sarà la tua preghiera del cuore.

Su questa Parola professa la fede della Chiesa, nella quale si fonda la tua esistenza credente.

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Davanti a Dio, tutti abbiamo bisogno di essere perdonati. Soffermati qualche istante per fare l'esame di coscienza. Poi chiedi con fiducia perdono.

Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre. Non ricordare i mie peccati: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.

In un momento di silenzio, affida al Signore la tua vita, le tue preoccupazioni, le situazioni di fatica, di paura e di sofferenza di tante persone in questi giorni. Rivolgiti al Padre con la preghiera dei figli che ti è stata consegnata il giorno del Battesimo:

Padre nostro...

Invoca la benedizione del Signore, mentre lentamente fai su di te il segno della croce.

Ci benedica il Padre, che fa germogliare la vita anche nei sepolcri ormai chiusi.

Ci benedica il Figlio, che è sempre con noi, vivente e Risorto.

Ci benedica lo Spirito consolatore, che ci riempie dei suoi doni.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Puoi concludere con l'antifona mariana del Tempo di Pasqua.

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia! Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia, è risorto, come aveva promesso, alleluia. Prega il Signore per noi, alleluia.

Regalati qualche minuto per ascoltare questa poesia letta da padre Ermes Ronchi. (Fonte: Fraternità di Romena www.romena.it)

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Credits:

Creato con un’immagine di pan zhen - "peach blossom"