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IL MEDIO ORIENTE E LA CRISI DI SUEZ FrANCESCA TAVOLA; GRETA SANVIDO

Durante gli anni della Guerra Fredda non ci furono svariate conseguenze solamente in Occidente ma anche in Medio Oriente, il quale visse periodi molto bellicosi.

Negli anni '40 le potenze coloniali non erano a favore della concessione dell'indipendenza alle colonie africane. Nello stesso periodo ebbe luogo la seconda occupazione coloniale che venne contrastata da una stagione di scioperi e la formazione di primi partiti nazionalisti i quali risultavano essere dei pericoli per gli interessi delle potenze coloniali, in seguito ci fu l'inizio della decolonizzazione.

La ricerca della decolonizzazione avvenne anche in Medio Oriente da parte delle colonie mentre i paesi indipendenti erano alla ricerca di un nazionalismo a loro favore sfruttando i propri punti di forza

Il Medio Oriente è la porta di comunicazione tra Asia ed Europa, la sua importanza strategica ed economica (aumentata dal canale di Suez e dalla scoperta di giacimenti petroliferi) aveva creato rivalità tra Francia, Gran Bretagna e Russia.

Tra arabi ed ebrei una fonte di tensione fu causata dalla creazione dello stato d'Israele nel 1948. La Gran Bretagna era considerata la potenza straniera dominante nel MO ma le sue risorse militari ed economiche non furono sufficienti. Infatti nel 1948 la GB ritirò le sue truppe da Palestina ed Egitto e fece pressione per spostare la sua base militare nella zona del Canale di Suez.

I funzionari dell'amministrazione Truman temettero dunque che la debolezza britannica incoraggiasse l'espansionismo sovietico e dunque non abbassarono la guardia visto che gli stati arabi erano vulnerabili allo sfruttamento sovietico. I Britannici e i Francesi cooperarono con gli americani per mantenere la pace e contenere l'espansionismo sovietico. La politica della Guerra Fredda si spostò così nella regione del MO.

Aumentò l'attenzione verso i rapporti diplomatici coi paesi produttori di petrolio. Temendo una corsa agli armamenti da parte di Israele e i paesi arabi, nel 1950 le tre potenze approvarono la Dichiarazione Tripartita allo scopo di limitare la vendita ad armi.

Il ruolo dell'Egitto fu cruciale, con il presidente Nasser, il paese cercò di presentare un nazionalismo rivoluzionario con l'obbiettivo di una restaurazione della piena sovranità egiziana sulla zona del canale di Suez -> F e GB adottarono atteggiamenti ostile contro Nasser. La loro dipendenza dalle forniture di petrolio dal MO rese il canale di Suez una questione di vitale importanza. Per paura che Nasser cercasse un appoggio da parte dell'URSS, gli USA adottarono un comportamento più comprensivo. Gli Americani fornirono assistenza finanziaria agli egiziani ma si creò un problema quando Nasser pose una domanda avanzata di armi. Nasser negoziò allora un accordo commerciale con l'URSS e più tardi nel 1956 anche con la Cina comunista e ciò fece ritirare il sostegno finanziario.

Una settimana più tardi Nasser annunciò la nazionalizzazione della società che gestiva il canale di Suez. F e GB protestarono in nome dei loro cittadini che possedevano la maggioranza delle azioni della società -> tre mesi dopo F e GB occuparono il canale mentre Israele arrivava da Est, l'occupazione durò dal 29 ottobre del 1956 al 7 novembre dello stesso anno.

Eisenhower lo considerò un terribile errore perché riteneva l'azione dell'Egitto legalmente corretta.Gli USA cercarono di indurre a ritirarsi dalla zona GB e F le quali infine sotto pressione cedettero. Inoltre Eisenhower voleva chiudere il conflitto per paura che l'URSS iniziasse a farne parte.

Il controllo del canale ritornò a Nasser che venne visto come un eroe nel mondo arabo. La crisi di Suez divise le potenze occidentali, favorì l'ìnfluenza sovietica e aumentò la forza di Nasser. Eisenhower domandò l'autorizzazione del Congresso a impiegare le forze armate per aiutare i paesi in difficoltà contro un attacco di una nazione controllata dal comunismo. L'URSS condannò la minaccia di impiegare le forze armate mentre i regimi di destra furono favorevoli.

Egitto, Siria e Iraq si rivolsero, per aiuto finanziario e militare, all'URSS che accettò visto che in tal modo avrebbe potuto indebolire l'Occidente. I crescenti profitti petroliferi degli stati arabi oltre a dare un maggior senso di indipendenza assicurarono anche le risorse finanziarie per muovere guerra ad Israele.

USA e URSS non vollero assumere un ruolo attivo in questa guerra (a eccezione di un intervento americano nel 1958).

IL NAZIONALISMO ARABO E IL PETROLIO

La posta in gioco nel MO tra le grandi potenze era maggiore a causa del petrolio, della presenza israeliana e del nazionalismo arabo che dovete affrontare problemi come la religione. L' Islam era un ostacolo al progressismo, è considerata come l'unica via all'insegnamento divino e la volontà divina non si innova, lo sviluppo economico e il diritto di cittadinanza rischiano di distrarre dal cammino della fede.

Nel MO gli stati si trovavano in contrasto due nazionalismi: il capitalismo e il comunismo. Capitalismo: materialista, invasore e imperialista, lontano dalla legge di Dio, responsabile del denaro che derivava dal petrolio. Comunismo: risultava ancora più crudele ma poteva aiutare contro gli israeliani. Ma entrambe erano contrastate dall'Islam conservatore.

Alla fine della 2GM il petrolio era la più grande fonte di energia del pianeta e dunque si cominciarono a giocare partite più difficili tra nazionalismo e gli interessi delle grandi potenze. Mossadeq (capo del governo iraniano) nazionalizzò il petrolio -> gli occidentali reagirono col boicottaggio totale. Nel 1953 si avvia così l'operazione Ajax: una missione segreta del governo britannico e statunitense per sovvertire il regime democratico dell'Iran. La GB cercava di recuperare il controllo dei giacimenti petroliferi. USA temeva che la crisi economica e politica dell'Iran potesse far penetrare l'URSS in MO.

L'operazione Ajax venne svolta tramite i servizi segreti inglesi e americani: MI6(non opera in GB) e CIA (non opera negli USA).

Mossadeq prese la guida della resistenza nazionalista contro le ambizioni sovietiche e inglesi di controllare le industrie petrolifere, divenne un ministro, sostenuto dalla maggior parte della popolazione. Invece l'imperatore non voleva opporsi agli occidentali: licenziò e incarcerò Mossadeq e scelse un nazionalismo laico, filoccidentale.

Altri paesi del MO: l'Egitto venne sconfitto nella guerra del 1948 e scelse un nazionalismo progressista e diventò un leader dei non allineati. Il primo ministro egiziano, Nasser, prese ispirazione da Mossadeq e nazionalizzò il Canale di Suez, il quale era di proprietà franco-britannica. Le due potenze reagirono con le armi appoggiando Israele che nel 1956 attaccò l'Egitto per consolidare il suo vantaggio in Palestina: venne tutto fermato da URSS e USA che per la prima volta si accordarono per mantenere la pace.

Egitto nazionalizzò le imprese europee e espropriò le proprietà della borghesia occidentale. Inoltre si rivolse all'URSS per costruire la Diga di Assuan sul Nilo che assicurava prosperità al paese.

Nel 1967 le tensioni tra i paesi arabi e Israele portarono a una nuova guerra, scatenata dagli israeliani che cacciarono di nuovo gli egiziani al di là del Canale di Suez poiché Nasser non fu in grado di rispondere. Sei anni più tardi furono gli arabi ad attaccare Israele nella guerra di Kippur; la quale venne combattuta durante lo Yom Kippur (יום כפור , "Giorno dell'espiazione"), una ricorrenza religiosa ebraica che celebra il giorno dell'espiazione, nessuno dunque si aspettava di venir colpito proprio in questo giorno speciale, tutti rimasero sorpresi.. L'Egitto riconquistò quasi tutto il territorio perduto.

Guerra di Kippur

Nel complesso l'intero MO tendeva a rigettare un nazionalismo progressista e tendeva a seguire la strada della conservazione delle radici islamiche.

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