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La redazione del giornalino è felice di presentarvi l'edizione natalizia. A fine lettura, dopo avervi stampato un bel sorriso, vi auguriamo un felice Natale e buone feste!

P. S. Agli alunni della nostra scuola, giriamo qui sotto la nostra mail. In questo modo, potete contattarci per far aggiungere alcune delle vostre idee.

splash.unondadinotizie.redazione@gmail.com

Annapia Bartiromo (giornalista),

Francesca J. Del Bene (giornalista, caporedattrice),

Carmen Giordano (giornalista),

Francesca Giordano (giornalista),

Federico Nacchia (giornalista),

Giuliano Nisi (editor),

Matteo Scarano (editor).

SOMMARIO

INTERVISTA AL PROF. SCALZULLO

DIFFERENZE CON IL NATALE 2019

COME LA GLOBALIZZAZIONE HA INFLUITO SULLE TRADIZIONI NATALIZIE

RICETTARIO SPLASH - Edizione di Natale

INTERVISTA AL PROF. SCALZULLO

Cari lettori, oggi vi “splash-iamo” una grande intervista ad un grande insegnante.

Parliamo del prof. Scalzullo che per noi è il Babbo Natale di tutti i giorni, porta sorrisi sui volti dei suoi alunni.

Il docente è cresciuto a Salerno, nato in una famiglia di professori, ma il suo sogno non era quello di insegnare.

Al Liceo Classico iniziò, tramite una sua insegnante, ad appassionarsi alla chimica. Si è laureato in Ingegneria Chimica e per un breve periodo di tempo ha lavorato in America; ed è tornato in Italia subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle.

Ma perché il nostro amico (più unico che raro) ha deciso di educare dei ragazzi scalmanati come noi? Da neo-papà, doveva assicurarsi stabilità economica, cosa che la libera professione non gli garantiva. Inizialmente aveva difficoltà ad ambientarsi nella nuova scuola, adesso però non potrebbe più starne senza:”I miei alunni mi hanno confortato in un momento triste della mia vita, non lascerei mai la scuola per nessun tipo di proposta [...] sono e sarò sempre in debito con loro!”,queste le sue parole.

Lui ci dice spesso che la vita è composta per la maggior parte da momenti bui e il suo scopo, il suo obiettivo, è quello di insegnarci a superare questi periodi.

Durante l’intervista, c’è una frase che ci ha particolarmente colpito: “In molti raccontano i propri successi, io racconto i miei fallimenti”.

Da ciò, possiamo capire, quanto il nostro professore tenga a farci capire quanto i fallimenti siano alla base di ogni successo.

Una particolarità del nostro insegnante è che non si è mai seduto in cattedra, ha sempre preferito stare tra i banchi, a fianco ai suoi alunni. Bellissimo, non trovate? Di lezioni noiose non ne abbiamo mai visto l’ombra. Le sue lezioni sono diverse, ci spingono al confronto e soprattutto a migliorarci sbagliando e, con questa frase possiamo rifarci a quello che abbiamo detto precedentemente.

All’inizio, abbiamo detto che per noi è il nostro Babbo Natale. Un Babbo Natale che ci regala serenità, svago e insegnamenti di vita, ogni giorno, e che, personalmente, spero non perderemo mai.

In un periodo incerto come questo, avere un insegnante che porta gioia non dispiace affatto!

Lo ringraziamo tanto per quello che fa con noi, per il supporto e l’interesse che,ogni giorno, mostra nei nostri confronti. Fra di noi è come se ci fosse un rapporto di amicizia, infatti, qualsiasi problema abbiamo lui è pronto ad ascoltarci e lo stesso vale se lui ha intenzione di parlare con noi.

Francesca J. Del Bene

Annapia Bartiromo

DIFFERENZE CON IL NATALE 2019

Cari lettori oggi approfondiremo le differenze tra il Natale vissuto nel 2019 e quello del 2020. Le differenze sono molteplici. In primis la causa principale è questa pandemia del Coronavirus, la quale ha colpito il mondo intero, modificando le abitudini degli esseri umani. Analizziamo ora quali sono le differenze tra il Natale 2019 e in Natale 2020.

Nel 2019 c’era la possibilità di uscire con gli amici, incontrarsi nelle piazze affollate di gente, con la musica ad alto volume. Nelle strade c’era un grande senso di spensieratezza e armonia, tutti erano allegri, riuniti ed erano tutti sorridenti. Le strade erano piene di mercatini di Natale solo a vederli, luccicavano gli occhi.

I bambini si divertivano a giocare, a correre nelle piazze con la bici, a vedere le tante novità proposte come, Babbo Natale e i personaggi dei cartoni i quali andavano girando per la città. I negozi aperti, con le vetrine decorate con il tema del Natale.

In questo 2020 non potremo provare questo senso di armonia e spensieratezza poiché non potremo uscire e incontrarci con i nostri amici e non potremo respirare la libertà, la felicità del Natale.

Le strade saranno desolate, non ci saranno i mercatini, non ci sarà la musica e non ci sarà la spensieratezza dei bambini; inoltre, non ci sarà la gente affrettata per i regali, non ci saranno i negozi aperti con le vetrine decorate di Natale.

Un’altra differenza è il cenone della Vigilia che quest’anno non si potrà fare. Il cenone è sempre stato il momento più bello, da passare in famiglia o con gli amici.Ha sempre rappresentato un momento di unione.

Concludo dicendo che anche se questo sarà un Natale molto diverso dagli altri, riusciremo, rispettando le regole, a passarlo serenamente. Il valore più importante è quello della famiglia, se abbiamo quello, non ci serve altro!

Carmen Giordano

COME LA GLOBALIZZAZIONE HA INFLUITO SULLE TRADIZIONI NATALIZIE

Natale, ormai, già da tempo, è diventata una festa globale, la prima festa globale. Questa, non si deve confondere con il Natale cristiano, cioè quello religioso, che ormai è ricordato sempre da meno persone. La ricorrenza dei due tipi differenti di Natale, sia quello cristiano, sia quello globale avviene il 25 dicembre; una data importante, fissa per organizzare i pacchetti delle vacanza e quindi il marketing.

La globalizzazione e le grandi aziende hanno rivoluzionato usi e tradizione del mondo intero. Oggi vi “splasheremo” alcune tradizioni natalizie che sono cambiate a causa delle industrie internazionali.

Partiamo con l’idolo del Natale: è un vecchio nonno, barbuto e ciccione,vestito di rosso (o almeno così ai tempi nostri) che secondo le leggende e le tradizioni porta i regali ai bambini di tutto il mondo; egli è chiamato Babbo Natale. Lui, è proprio il simbolo della società globalizzata, una società basata sul bene assoluto, cioè la crescita economica misurata tramite il PIL ( prodotto interno lordo).

Adesso vi chiederete com’è possibile che una leggenda tanto importante sia cambiata diventando, poi, un elemento fondamentale per la globalizzazione. Babbo Natale, infatti, ha legami con la Coca-Cola e proprio grazie ad essa è noto in tutto il mondo. Babbo,in origine,sarebbe stato vestito di verde, ma l'attuale livrea bianca e rossa sarebbe stata “lanciata” proprio dalla Coca–Cola Company nel ventesimo secolo per promuovere la propria bevanda, il cui logo ha guarda caso gli stessi colori.

E non è la sola. Infatti molto spesso aziende utilizzano l'immagine di Babbo Natale, a volte modificandola, per le proprie pubblicità.

Anche il presepe ha qualche segreto,esso, oltre a mettere in scena momenti significativi della vita di Gesù, fra questi la passione, la morte e resurrezione; ricorda la riproduzione statuaria della Natività attribuita a San Francesco che, dopo un viaggio in Palestina, nel 1223 a Greggio ne ha realizzato la prima rappresentazione, dopo aver ottenuto l’autorizzazione da papa Onorio III. Da questo, la tradizione del presepe si è diffusa in differenti aree geografiche e in base alle proprie dimensioni storiche e culturali; sono state realizzate statuine di personaggi, per poi, costituire la rappresentazione scenica della Natività prendendoli dalla vita reale del tempo. Per le regioni italiane, per esempio, le statuine più note e particolari del presepe sono quelle napoletane, realizzate dalla famosa tradizione di ceramisti campani in seguito diventati anche plasmatori di cartapesta.

Sempre, tramite la Chiesa, nasce anche, lo scambio sociale dei regali tra familiari e amici. Infatti, quando i Re Magi offrono a Gesù i loro omaggi, cioè oro incenso e mirra, si fonde la tradizione del dono e della reciprocità che hanno l'obiettivo di confermare l’unità di un gruppo sociale e i rapporti di solidarietà.

Un altra tradizione è quella dell’albero di Natale, dal quale pendono festoni, oggetti colorati e luci, questo, è un particolare che accoglie, nella ritualità festiva cristiana, concezioni e pratiche religiose precristiane dell’antica cultura germanica.

Con questi vari esempi, abbiamo potuto capire, che il Natale è diventato una specie di “brand” , il quale scopo principale, è quello di decorare le proprie case e le strade delle città con elementi che alla fin fine derivano sempre, nella maggior parte dei casi, dalla religione. Quindi, anche se non si è cattolici o non si crede ad una religione in generale, il Natale, viene comunque celebrato; sia con elementi che per scopi e tradizioni derivano dalla Chiesa o semplicementi con oggetti diventati natalizi grazie la globalizzazione.

Annapia Bartiromo

RICETTARIO SPLASH - Edizione di Natale

Pandoro tradizionale da 1 kg

ingredienti per il lievito:

-100 gr di latte leggermente tiepido

-70 gr di farina manitoba

-12 gr di lievito di birra fresco, oppure 4 gr secco

-10 gr di zucchero

ingredienti per l’impasto:

-il lievito precedentemente fatto

-140 gr di zucchero

-200 gr di farina manitoba

-200 gr di farina 0

-50 gr di acqua

-2 uova medie a pasta gialla biologica (100 gr)

-3 tuorli medi a pasta gialla biologica (50 gr)

-la scorza di 1 limone non trattato

-la scorza di 1 arancia non trattato

-2 cucchiaini di estratto di vaniglia

procedimento per la preparazione:

Dopo aver preparato il lievito, lo si lascia circa un’ora a riposare. Si mette nella planetaria la farina, le uova,il lievito e l’acqua; lo si fa impastare per 10 minuti. Pian piano si versa lo zucchero, lo si fa amalgamare altri 10 minuti. Successivamente si mette il sale e il burro, che deve essere a temperatura ambiente: deve essere morbido, è molto importante. Poi lo si lascia impastate nella planetaria per una decina di minuti. Il composto deve lievitare, in un contenitore imburrato, per tutta la notte tra le 9 e le 10 ore. La mattina si dovranno fare altre pieghe sempre sul bancone e con le mani imburrate poi si lascia lievitare nel forno spento con lo stampo per altre 5 ore. poi si inforna il pandoro nel forno già preriscaldato a 170 gradi i primi 10 minuti e altri 25/30 minuti a 160 gradi. sfornare e lasciare raffreddare dentro lo stampo. un’ora dopo si deve capovolgerlo e quando si è raffreddato del tutto mettere dentro un sacchetto per 2 giorni per farlo riposare e poi è pronto per essere mangiato.

Federico Nacchia

Struffoli per 8 persone

ingredienti:

-40 g di zucchero

-60 g di burro da fondere

- 3 uova

-1 pizzico di sale fino

-400g di farina 00

-1 scorza d’arancia

-1 tuorlo d’uovo

-liquore all’anice

Ingredienti per la decorazione :

-codette colorate(diavoletti)

-miele millefiori

-arancia candita

-ciliegie candite

-cedro candito

Preparazione:

Per realizzare gli struffoli fondere il burro e lasciatelo intiepidire. Nel frattempo ponete in una ciotola la farina, lo zucchero, le uova, un pizzico di sale, la scorza grattugiata dell’arancia, il burro fuso e il liquore all’anice. Iniziate ad impastare a mano nella ciotola, poi trasferite l’impasto su una spianatoia e impastate fino a creare un panetto compatto e omogeneo.Copritelo con un canovaccio pulito e fatelo riposare per almeno 30 minuti a temperatura ambiente. Trascorso il tempo di riposo riprendete il panetto, dividetelo in 6/7 parti uguali con un tarocco o un coltello.Con ciascun pezzo create dei bastoncini spessi circa 1 cm. A questo punto, tagliate i bastoncini a piccoli pezzetti da 1 cm e disponete su un telo, facendo attenzione a non sovrapporli.Passate alla cottura: scaldate in una pentola l’olio di semi quando sarà ben caldo immergete gli struffoli con una schiumarola, per una frittura ottimale assicuratevi che l’olio raggiunga la temperatura di circa 180° con un termometro per alimenti, per non abbassare la temperatura dell’olio cuocete pochi struffoli alla volta. Mescolate con una schiumarola per ottenere una cottura uniforme; saranno sufficienti 2-3 minuti per ottenere dei bocconcini dorati al punto giusto; scolateli e trasferiteli su un vassoio rivestito con carta assorbente per asciugare l’olio in eccesso.Fate raffreddare gli struffoli e sciogliete il miele in una pentola a fuoco basso, quando il miele sarà sciolto versate gli struffoli e mescolate per amalgamare. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire, poi aggiungete gli zuccherini colorati e decorate con le ciliegie candite, i confettini argentati e servite i vostri struffoli.

Francesca Giordano

Scauratelle per 25 pezzi

Ingredienti:

-550 g di acqua

-80 g zucchero

-300 g di farina 00

-½ scorza di limone

Ingredienti per la glassa:

-miele millefiori

-codette colorate( diavoletti)

- ½ scorza di limone

Ingredienti per ungere il piano di lavoro:

-olio di semi

Ingredienti per la frittura:

-olio di semi

Preparazione:

Per preparare le zeppole di Natale iniziate versando l'acqua in un pentolino e aromatizzate grattugiando la scorza di mezzo limone non trattato; ponete sul fuoco e versate anche lo zucchero, quindi accendete il fuoco a temperatura media e mescolate con un cucchiaio di legno lasciate che lo zucchero si sciolga e, una volta che il composto è arrivato a bollire, togliete dal fuoco e unite la farina tutta in una volta. Continuate a mescolare energicamente per amalgamare il tutto, poi rimettete il pentolino sul fuoco tenendo la fiamma al minimo e continuate a mescolare.;Il composto sarà pronto quando si staccherà dalle pareti e creerà una leggera patina sul fondo, proprio come la pasta choux. Ungere il piano di lavoro con pochissimo olio di semi, quindi rovesciate il composto sul piano e lavoratelo leggermente sul piano (attendete qualche istante per non bruciarvi).Con un tarocco, ricavate dei pezzetti con cui formare delle strisce di impasto lunghe circa 20 cm e dello spessore di 1,5 cm. Una volta formati i bigoli, potete chiuderli a fiocco congiungendo le due estremità e premendo delicatamente nel punto in cui si sovrappongono.Ecco formata la vostra prima zeppola. Continuate così per tutte le altre: con queste dosi ne verranno circa 25. Man mano che sono pronte, ponete su un vassoio e coprite per evitare che si secchino troppo. Scaldate l'olio in un tegame portandolo alla temperatura di 140° da misurare con un termometro da cucina. Una volta caldo, friggere poche zeppole alla volta, 2 o 3 al massimo, per non far abbassare troppo la temperatura dell'olio. Dopo 3-4 minuti le zeppole risulteranno croccanti fuori e morbide dentro. Una volta pronte, scolatele con una schiumarola e versatele su un vassoio foderato con carta paglia. Una volta pronte preparate la glassa. Mettete in un pentolino il miele millefiori (o di acacia, se preferite) e scioglietelo a fuoco bassissimo, aromatizzato grattugiando della scorza d'arancia non trattata. Ci vorranno pochissimi istanti perché diventi fluido e si aromatizzati; quindi spegnete il fuoco e fate intiepidire. Prendete una zeppola per volta e tuffatela nel miele. Scolatela a mano o eventualmente con una forchetta. Man a mano che le glassate tutte, ponete su un vassoio e decorate con zuccherini colorati (diavulilli). Ecco pronte le vostre zeppole di Natale.

Francesca Giordano

Roccocò per 14 pezzi

Ingredienti:

-100 g di mandorle

-250 g di zucchero

-2 g di pisto

-87 g d'acqua a temperatura ambiente

-250 g di farina 00

-100 g cedro candito

-scorza d’arancia q.b.

-1 pizzico di bicarbonato

-1 uovo per spennellare

Ingredienti per decorare:

- 30 g di mandorle

Preparazione:

Per preparare i roccocò cominciate dalla tostatura delle mandorle con la pellicina. Per farlo basterà disporle su una leccarda e passarle in forno preriscaldato a 180° per 5 minuti. Una volta tostate, estraete dal forno, lasciate intiepidire qualche istante quindi versatelo 50 grammi in un mixer e frullate fino ad ottenere un composto sufficientemente sabbioso; le altre tenetele da parte.Tagliate il cedro candito a cubetti e dedicatevi all’impasto: in una ciotola unite la farina 00 con lo zucchero ed il bicarbonato (se volete rispettare la ricetta tradizionale utilizzate l'ammoniaca alimentare al posto del bicarbonato, nelle stesse dosi), poi il mix di spezie indicato (o nel rispetto della ricetta tradizionale, il pisto).e le mandorle tritate. Grattugiate la scorza di ¼ d’arancia e impastate versando l’acqua a temperatura ambiente a filo fino ad ottenere un impasto molto compatto e asciutto.Unite il cedro tagliato a cubetti insieme a 50 grammi di mandorle intere, amalgamate anche questi al composto e poi trasferite il tutto sul piano da lavoro. Continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto liscio.Lavorate l’impasto con le mani fino ad ottenere un rotolo dal quale potrete ricevere 11 pezzi da circa 75 grammi l’uno, semplicemente staccando con le mani, per preservare l'integrità delle mandorle intere. Dai pezzi ricavate dei bigoli lunghi circa 20 centimetri, poi unite le due estremità, per formare una ciambellina. Pinzate con le dita le due estremità per sigillare, in modo che mantengano la forma durante la cottura. Trasferite le ciambelle su una leccarda rivestita con carta forno e spennellate la superficie con dell’uovo leggermente sbattuto. Se decidete di aggiungere i 30 grammi di mandorle facoltative per decorare la superficie potete farlo ora, dopo aver spennellato le ciambelline. Cuocete in forno preriscaldato a 180° per 25 minuti, fin quando non saranno diventate leggermente dorate. Prima di servire i vostri roccocò lasciateli raffreddare completamente su una gratella. A questo punto i vostri roccocò saranno pronti per essere gustati.

Francesca Giordano

Sitografia

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PRESENTAZIONE REALIZZATA DA MATTEO SCARANO E GIULIANO NISI