Nel cuore del gusto Un percorso GASTRONOMICO nelle province dell'Emilia Romagna

Il viaggio comincia

Ai primi posti della gastronomia nazionale per varietà e bontà della cucina, l'Emilia Romagna, grazie alla conformazione del suo territorio, vanta ottimi prodotti che costituiscono le basi per tutte le specialità locali. Nel 2013, il mensile Forbes l’ha addirittura incoronata come la regione "dove si mangia meglio nel mondo". Non ci resta che partire per il nostro viaggio da nord a sud della regione alla scoperta dei piatti della tradizione per avvicinare appassionati di cucina e non ai peculiari sapori emilano-romagnoli che si basano sull'anima gastronomica della regione.

Inizia il percorso nel cuore del gusto

PIACENZA

Gnocco fritto

Una pasta fritta di colore dorato, vuota all’interno ma di un sapore unico e pieno. Le forme e la grandezza possono variare ma il gusto rimane irripetibile. Se la si accompagna con i salumi ecco che si crea un incredibile esplosione di gusto. Stiamo parlando dello Gnocco fritto: una squisitezza tipicamente emiliana diffusa in tutta la regione, dall’Emilia alla Romagna, con molte varianti e molti nomi. A Piacenza prende il nome di Chisolino.

PARMA

Gnocchi di patate

Famosa in tutto il mondo, quella degli gnocchi di patate è una ricetta molto versatile e semplice da preparare. E’ anche una ricetta povera, molto antica e legata alla tradizione contadina dell’Emilia Romagna e nello specifico alla zona del Parmense.

REGGIO EMILIA

Erbazzone

L’erbazzone è uno di quei cibi che non può mancare nella collezione culinaria di ogni reggiano e degli amanti della buona tavola. In dialetto viene chiamato scarpasòun, o scarpazzone italianizzato, perché nella sua preparazione le umili famiglie contadine usavano anche il fusto bianco, cioè la scarpa, della bietola. E’ preparato con ingredienti semplici, un tempo a disposizione di ogni contadino ed è basato sulla lavorazione della pasta che contiene al suo interno un ripieno di erbe

MODENA

Bensone

Il bensone è un dolce di origine modenese, forse il più semplice e antico di queste zone, di forma ovale. La ricetta affonda le sue radici nella storia anche se non è chiaro quale sia l’origine del nome di questo dolce secco, semplice, ma gustosissimo. Secondo alcuni, era consuetudine che si portasse in chiesa il sabato santo oppure in altre feste religiose per farlo benedire e da qui avrebbe preso il suo nome: “pane di benedizione”, che poi nel dialetto è stato modificato in “bensone”. Viene spesso mangiato tagliato a fette imbevute nel vino lambrusco.

Lambrusco Vecchia Modena

BOLOGNA

Lasagne verdi

Nella cultura popolare la città di Bologna è conosciuta anche come Bologna la grassa, perché la cucina ha da sempre una forte tradizione nelle abitudini locali.

Le numerose ricette di origine bolognese, diffuse in tutto il mondo come eccellenze della cucina italiana, hanno spesso portato a definire Bologna come "la città del cibo". Nonostante la paternità di questa ricetta sia Emiliana, le lasagne sono conosciute a tal punto da diventare uno dei simboli della cucina italiana nel mondo.

Dalla preparazione agli ingredienti, questa ricetta è la quintessenza della ricchezza della cucina tradizionale bolognese e piace a grandi e piccini.

FERRARA

Mandorlini

I Mandorlini del Ponte – in dialetto ferrarese “mandurlin dal pont” sono biscotti tradizionali della provincia di Ferrara, in particolare legati a Pontelagoscuro località sulle rive del Po nelle immediate vicinanze di Ferrara, da cui prendono il nome.

Secondo la tradizione sarebbero per la prima volta stati proposti in occasione della visita, nel 1857, di Papa Pio IX; secondo un’altra versione sarebbero l'idea di un garzone di gelateria che, ad inizio ‘900, pensò di utilizzare l’albume d’uovo rimanente dalla produzione del gelato per la preparazione di questi dolcetti.

RAVENNA

Maltagliati

I maltagliati sono un derivato delle tagliatelle. Durante la preparazione di quest’ultime, infatti, l’impasto viene arrotolato e diviso in strisce sottili. La parte di sfoglia in eccesso (generalmente i bordi) viene tagliata in modo irregolare nella forma e nello spessore, ottenendo i maltagliati.

La ricetta classica prevede che vengano cucinati come minestra di fagioli e legumi in generale ma esistono comunque numerose ricette, per lo più povere, che prevedono il loro utilizzo.

Forlì-Cesena

Passatelli

Tra i primi piatti tipici della Romagna il più caratteristico, originario, più...romagnolo! Sono i passatelli in brodo, sicuramente una delizia per il palato. I passatelli hanno la caratteristica forma di filamenti del diametro di circa 5 millimetri, rugosi e abbastanza consistenti. Possono essere di diverse lunghezze a seconda dello strumento che viene utilizzato. Infatti, per preparare i passatelli sarebbe necessario usare un attrezzo particolare, il "ferro per i passatelli".

Il tipico ferro per passatelli

RIMINI

Piadina

Giovanni Pascoli l’aveva definita «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli». Mai espressione fu più azzeccata! Strutto (o olio d’oliva) farina, acqua, senza aggiunta di conservanti o aromi additivi: dietro a questi pochi e semplici ingredienti si cela una delle protagoniste indiscusse delle tavole di Romagna, conosciuta e celebrata in Italia e nel mondo. Tra i primi a citarla anche Virgilio nell’Eneide quando scrive di un disco sottile che una volta abbrustolito, veniva diviso in larghi quadretti… Da allora la piadina ne ha fatta di strada! Tanto che lo scorso anno è stato il primo prodotto street food ricercato su Facebook con più di 1.000.000 di visualizzazioni.

Buon appetito!

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